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NewPrinces rileva Carrefour Italia: continua l’anno ruggente dell’alimentare italiano

NewPrinces rileva Carrefour Italia: continua l'anno ruggente dell'alimentare italiano. L'azienda segue Ferrero e Caffo.

Il 2025 è l’anno ruggente del settore alimentare italiano: lo conferma la recente manovra di NewPrinces, il player reggiano che produce latte e derivati, prodotti da forno, panificati e pasta, nato come spin-off del gruppo Parmalat e controllato dall’imprenditore Angelo Mastrolia, che ha ufficializzato di aver rilevato l’intera rete di Carrefour Italia.

La scalata di NewPrinces, una svolta industriale

Il colosso francese della grande distribuzione organizzata da tempo prevedeva l’uscita dalla Penisola nel quadro di una ristrutturazione globale delle sue attività e la novità è che a scendere in campo è un’azienda italiana desiderosa di espandere il suo attivo diventando un attore trasversale, capace di integrare il possesso di linee di prodotti con quello di reti di distribuzione.

La manovra di Mastrolia è ambiziosa e prevede di mobilitare circa un miliardo di euro. La casa madre di Carrefour investirà 237,5 milioni di euro come contributo di solidarietà per accelerare l’alienazione dell’asset. NewPrinces investirà 200 milioni di euro al momento della chiusura dell’affare per aggiornare il brand, potenziare la logistica e mantenere i livelli occupazionali, che porteranno il gruppo a 18mila addetti (primo operatore food in Italia). Di 437,5 milioni di euro gli investimenti previsti per un rafforzamento del gruppo oggetto dell’acquisizione, che con 3,7 miliardi di euro di fatturato al 31 dicembre 2024 più che raddoppierà il giro d’affari della società reggiana, che prevede di aggirarsi sui 7 miliardi nel 2026.

A livello industriale, l’operazione segna un ulteriore consolidamento di due dinamiche: i gruppi legati al settore alimentare italiano intendono fare economie di scala dopo aver interiorizzato dentro il loro business anni di rincari delle materie prime, di aumenti dei costi energetici, di inflazione andati di pari passo, però, con una sostanziale riqualificazione delle priorità operative oggi orientate, principalmente, all’integrazione e all’efficienza di costo.

Per NewPrinces, che controlla marchi di diverse centrali del latte ed è famosa in Italia soprattutto per i biscotti per bambini Plasmon, questo significa mutare radicalmente natura: da azienda di produzione a gruppo integrato sul settore dei servizi e dell’industria alimentare. Una maturità che va nella direzione del trend di consolidamento industriale europeo che anche rapporti strategici come quello di Mario Draghi sulla competitività del Vecchio Continente perorano.

L’anno ruggente dei campioni dell’alimentare

Del resto, i campioni italiani dell’alimentare investono e espandono le prospettive delle aziende tricolori con attenzione e postura strategica. Di poche settimane fa, ad esempio, la notizia della maxi-operazione americana di Ferrero, che investirà 3,1 miliardi di dollari per rilevare la divisione nordamericana con Kellogg’s. Il produttore della Nutella diverrà la “regina” delle colazioni rilevando marchi come Corn Flakes, Special K e Rice Krispies, amplificando il suo ruolo di campione mondiale dell’industria dolciaria. Come NewPrinces, anche questa operazione vede un gruppo a guida e capitali italiani scalare un brand straniero con importanti ambizione di integrazione. Un segno importante della consapevolezza che anche quello del food & beverage è un settore industriale da trattare come tale, oltre ogni trinceramento localista o puritanesimo sui prodotti.

A suo modo, è un ritorno dell’Italia come protagonista anche la scelta di Caffo, società calabrese titolare del celebre Amaro del Capo, di acquisire Cinzano dal gruppo Campari, soggetto economico olandese. Si parla, dunque, di un protagonismo di mercato, di capitale e di integrazione. E di un dinamismo che passa per i brand ma si espande fino ai servizi, alla rete, all’industria a trecentosessanta gradi. Un capitalismo dinamico e ambizioso che ha in NewPrinces, desiderosa di mutare pelle e di muoversi verso una nuova taglia industriale, il suo apice.

L’integrazione si estende anche ad altri campi: Dac, azienda bresciana con sede a Flero divenuta leader nel campo della distribuzione per hotel, ristoranti e catering (Ho.Re.Ca), sta espandendo il suo business in tutta Italia integrando realtà come Gruppo Alimentare Sardo e la barese Erredi, società attive nel food service, in un giro d’affari che ha portato il bilancio 2024-2025, concluso il 30 giugno, a presentare un fatturato oltre il miliardo di euro. Il fermento dell’anno ruggente del settore crea affari e consolidamenti. Dunque sicurezza economica in un contesto in cui meno attori, più concentrati, più dinamici e più solidi, potranno trasmettere al mercato economie di scala e relativi guadagni d’efficienza. Ai consumatori, poi, l’ultima parola per decidere degli effetti sulla qualità di queste operazioni.

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