Napoli, quanto vale lo scudetto di Conte e De Laurentiis

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Il Napoli è campione italiano di calcio per la quarta volta nella sua storia, la seconda in tre anni e il successo degli uomini di Antonio Conte non è solo sportivo ma anche economico. Quello arrivato battendo 2-0 il Cagliari all’ultima giornata è uno scudetto festeggiato intensamente nella città campana che rappresenta inoltre un nuovo coronamento del percorso iniziato ventuno anni fa, quando il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis rilevò il club dopo il fallimento facendolo ripartire dalla Serie C1.

Gli impatti economici dell’impresa di Conte e De Laurentiis

Per il club che fu di Diego Armando Maradona il secondo scudetto in tre anni, vinto in volata sull’Inter, garantirà un proficuo bottino economico e consentirà di rilanciare un bilancio indubbiamente sano ma che per la stagione attuale, complice la mancata qualificazione degli azzurri alle coppe europee nel campionato 2023-2024, potrebbe presentare una flessione rispetto al biennio precedente.

La festa dei tifosi del Napoli per lo scudetto ANSA/STRINGER

Nel bilancio 2022-2023 e in quello 2023-2024 (le società calcistiche armonizzano la chiusura d’esercizio con quello della stagione, presentandolo al 30 giugno) De Laurentiis ha ottenuto utili-record nel suo ventennio con 79,7 e 66 milioni di euro rispettivamente che hanno ripianato il bagno di sangue dell’era-Covid (129 milioni di euro di perdite nei tre bilanci chiusi tra il 2020 e il 2022) e portato la sommatoria dell’ultimo decennio a un risultato netto complessivo vicino ai 109 milioni di euro.

Il Napoli e lo “scudetto” del bilancio

Insomma, De Laurentiis e il Napoli fanno soldi col calcio, e questa è una prerogativa che riesce a ben poche proprietà in Italia, tra cui l’esempio virtuoso dell’Atalanta, e lo scudetto non potrà che contribuire.

Secondo quanto ricorda Calcio e Finanza, il primo impatto finanziario sarà dato dal meccanismo di spartizione dei diritti televisivi della Serie A: ad oggi, secondo le prescrizioni di legge “una metà del totale disponibile, pari al 50%, viene spartita in maniera uguale tra tutte le società di Serie A, senza tenere conto dei risultati sportivi. Il 28% è legato alle performance sul campo, mentre il restante 22% è connesso a minutaggio dei giovani, media spettatori allo stadio e audience tv” e la quota per il primo posto varrà al Napoli almeno 19 milioni di euro, su un totale che sommando anche le restanti parti potrà arrivare, facendo la proiezione sull’Inter campione d’Italia 2023-2024 e i dati consolidati, a 100 milioni di euro.

L’allenatore del Napoli, Antonio Conte, portato in trionfo dai giocatori dopo la vittoria decisiva col Cagliari – ANSA/CIRO FUSCO

Parliamo di risorse importanti a cui se ne aggiungeranno altre: 18,62 milioni legati alla qualificazione alla Champions League 2025-2026 e una quota di circa 16 milioni per il “value pillar”, un meccanismo di distribuzione dei diritti della massima competizione europea che ripartisce i ricavi televisivi per ogni club secondo un meccanismo che ibrida il valore del mercato televisivo del Paese di origine di ogni squadra e la posizione di quest’ultima nel ranking Uefa dell’ultimo decennio.

Altri 4 milioni di euro arriveranno dalla partecipazione alla Supercoppa Italiana che si giocherà a gennaio in Arabia Saudita tra Napoli, Inter (prime due squadre della Serie A), Bologna e Milan (finaliste di Coppa Italia). Parliamo, complessivamente, di una stima prudenziale di quasi 140 milioni di euro di ricavi, spalmati su due esercizi, legati direttamente alla conquista dello scudetto.

Un effetto economico da 150 milioni di euro

E non finisce qui. L’effetto-trascinamento dello scudetto avrà impatti ancora non quantificabili precisamente ma che andranno tenuti in considerazione: la partnership con lo sponsor Msc, gigante dello shipping e delle navi di linea del magnate di origine napoletana Gianluigi Aponte, vale 10 milioni di euro l’anno e potrebbe accrescere ulteriormente, mentre la garanzia di almeno quattro partite casalinghe di Champions nella prossima fase campionato lascia pensare che almeno altri 6 milioni di euro, proiezione della media-incasso a partita del club partenopeo, possano essere incassati dal botteghino, per non parlare delle entrate da amichevoli e tournee estive per cui il club campione d’Italia diventerà un ospite appetibile.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis

Un valore complessivo di 150 milioni di euro come “leva” dello scudetto non è una statistica irrealistica. E c’è da contare anche l’effetto-plusvalenze, che andrà letto in filigrana nella prossima sessione di calciomercato di fronte alla prospettiva che la rosa formata da Romelu Lukaku, Scott McTomminay e compagni veda un profondo apprezzamento e offra a De Laurentiis l’opportunità di nuovi guadagni da player trading capaci di mettere in sicurezza le casse del club.

Plusvalenze e prospettive future

Nel 2023-2024 il Napoli ha incassato plusvalenze positive per quasi 71 milioni di euro con le cessioni di Kim Min-Jae al Bayern Monaco (che ha garantito una plusvalenza di bilancio 36,8 milioni di euro), Elif Elmas al Red Bull Lipsia (risultato: più 23,1 milioni di euro) e Hirving Lozano al PSV Eindhoven (con un ritorno positivo di 10,8 milioni di euro). Una quota che a gennaio è stata pareggiata con Khvicha Kvaratskhelia, venduto al Paris Saint-Germain e capace di alimentare un analogo surplus al Napoli con la vendita del suo calciatore più rappresentativo, una perdita che non ha condizionato l’esito finale del campionato.

Ne è passato di tempo da quel 6 ottobre 2004 in cui il Napoli di De Laurentiis debuttò in Serie C1 battendo 1-0 la Vis Pesaro nella prima partita post-fallimento. Ora la Società Sportiva Calcio Napoli è una squadra di livello internazionale, da anni habitué dei grandi palcoscenici europei, ha raggiunto nella gestione del produttore cinematografico romano due volte lo scudetto, come era successo solo nell’era Maradona, portato al trionfo da Luciano Spalletti prima e Antonio Conte poi, e vanta un’indubbia solidità economica. Lo scudetto è anche nel bilancio e alimenta un’economia calcistica in cui i risultati dei conti sono direttamente proporzionali a quelli del club sul campo. Rendendo necessario il dimostrarsi, ogni anno, meritevoli dei traguardi raggiunti. Per il Napoli l’anno prossimo ci sarà una nuova sfida: tornare in Europa da protagonisti. Se così sarà, i tifosi festeggeranno. Ma lo faranno anche dei conti tornati a ruggire e a produrre utili.