Mutui, i nuovi scenari: la Bce pronta a frenarne il rincaro?

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Negli ultimi mesi il livello di margine lordo richiesto dagli istituti bancari sui mutui ha raggiunto un livello minimo, prossimo allo zero, assestandosi attorno allo 0,25%. Lo spread dei mutui, altro nome del margine, non ha nulla a che vedere con lo spread sui titoli di Stato, dato  che la correlazione tra spread obbligazionario e l’indice dei mutui Euribor non esiste e se lo spread Btp-Bund sale chi sta pagando un mutuo a tasso variabile non vede aumentare la propria rata (dato che è sempre necessario ribadire), appare dunque destinato a risalire nei prossimi mesi, rendendo potenzialmente più costosa la sottoscrizione per famiglie e consumatori.

“Tuttavia, e questa è una buona notizia per le famiglie e un po’ meno per le banche, non è affatto detto che la risalita sia rapida e tantomeno corposa”, sottolinea Il Sole 24 Ore. “Ci sono diversi fattori, infatti, che stanno frenando gli istituti di credito dall’ aumentare il margine sui mutui. A cominciare dall’ abbondante liquidità in circolazione immessa dalla Bce negli ultimi anni attraverso un pacchetto articolato di politiche espansive”.

Tra queste ci sono “i prestiti a tasso agevolati (Ltro e Tltro) che andranno in scadenza nel 2020 e di cui le banche italiane sono state – richiedendone oltre 200 miliardi – le prime beneficiarie nell’ Eurozona. Da questo punto di vista nessun problema perché la Bce si appresta a lanciare una nuova ondata di prestiti T-Ltro (ne sapremo di più il 7 marzo quando si riunirà nuovamente il consiglio direttivo e tornerà a parlare ai mercati il governatore Mario Draghi)”. La brusca decelerazione borsistica di fine 2018 ha spinto le banche centrali a lanciare una serie di politiche volte a drenare liquidità dai mercati in maniera ordinata, ma la necessità di evitare una fuga disordinata ha spronato un’inversione di rotta di ampia portata in questo primo scorcio di 2019.

Le Tltro possono essere una scelta vincente per affrontare una fase di rallentamento della crescita e, nell’ottica di Mario Draghi, per vincolare il suo successore a seguire la linea da lui impostata nella sua gestione dell’Eurotower. In larga misura subottimale, dato che la speculazione finanziaria ha drenato miliardi di euro di liquidità, ma dimostratasi utile antemurale contro il dogma dell’austerità. Come sottolinea Wall Street Italia, inoltre, le Tltro rappresentano operazioni “mirate al credito per l’economia reale”, che potrebbero inoltre impattare positivamente sul contesto italiano.

Stefano Rossini, Ad di Mutuisupermarket.it , ha dichiarato al Sole che nei prossimi mesi sarà l’atteggiamento delle banche private, in risposta alle politiche degli istituti centrali, a guidare l’atteggiamento nel settore dei mutui. “Sono le grandi banche a giocare un ruolo di price maker di mercato e la mia aspettativa è che nel corso dei prossimi trimestri si muoveranno adattando l’ offerta per far fronte alle imprescindibili esigenze di profittabilità, con le banche di minore scala a seguire subito dopo. Se però la Bce lanciasse effettivamente un nuovo T-Ltro, è probabile che i prossimi rialzi avverranno tra 9-12 mesi”. Garantendo, nel frattempo, un respiro capace di alimentare la ripresa del mercato immobiliare che, in Italia, vede i suoi prodotti valutati ai minimi storici. Francoforte, una volta di più, sarà l’epicentro di un cambiamento economico sistemico. In base al timing delle operazioni, anche l’esito varierà. E per l’Italia, Paese in cui il tasso di default sui mutui non supera il 2% del totale, una fase di relativa calma sui mutui giungerebbe assai gradita.