Michael Burry va all’attacco e questa volta punta Palantir, l’azienda del data mining e dell’IA applicata alla sicurezza che si muove nella linea d’ombra tra impresa, innovazione tecnologica spinta e apparati strategici americani (e non solo).
Il finanziere de “La Grande Scommessa” mira Palantir
Il finanziere celebre per aver previsto la crisi del 2008, la cui storia è stata immortalata dal film La grande scommessa, ha criticato il colosso guidato dal Ceo-guerriero Alex Karp, fiero sostenitore della necessità di promuovere con la sua azienda la causa dell’Occidente geopolitico, e co-fondato da Peter Thiel, venture capitalist di punta vicino al mondo dell’attuale amministrazione Usa di Donald Trump. Burry, tramite il suo blog Cassandra Unchained, ha sostanzialmente tolto molti elementi dall’immagine di Palantir, a metà tra il sulfureo e il mitico, che ne hanno costruito la controversa immagine, nutrita anche dal nome che richiama alle “pietre veggenti” de Il Signore degli Anelli.
Per Burry, in sostanza, il colosso di Karp e Thiel non è un campione dell’Intelligenza Artificiale, ma sostanzialmente una società di consulenza e un provider di un’infrastruttura di programmazione strategica dello sviluppo tecnologico di sistemi di analisi dati e di sicurezza il cui ruolo, però, potrà essere in futuro rimpiazzato da altre aziende.
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Le critiche di Burry a Karp
Secondo Burry, Karp è riuscito nel capolavoro di agire “come se Palantir fosse un’intelligenza artificiale” dopo che l’esplosione di ChatGpt ha reso i linguaggi generativi dominanti nel 2022-2023. Per Burry, Palantir sarebbe dunque trainata solo da quella che definisce la “spacconeria” di Karp, paragonato a Donald Trump, che sarebbe riuscito a ben inserire nel quadro del sistema di sicurezza nazionale americana e a presentare con un’aura di insostituibilità le sue tecnologie.
Il finanziere, che pochi mesi fa ha criticato la presunta sopravvalutazione di Tesla di Elon Musk, indubbiamente nuota controcorrente: Palantir è una società la cui capitalizzazione è più che quadruplicata dal Covid-19 in avanti ed è stata scelta da molte società (anche europee, come Airbus), da apparati strategici negli Usa e non solo (dall’intelligence francese, ad esempio) e, di recente, dal National Health System britannico per importanti progetti legati all’infrastruttura digitale e al management di dati sensibili per l’analisi previsionale e il decision-making. I recenti conti sul trimestre finale del 2025 hanno visto l’azienda segnare un nuovo record, con 1,41 miliardi di dollari di ricavi, una crescita annuale del 56% (quasi 4,5 miliardi) e previsioni di un balzo del 61% nel 2026 con cash flow positivo a sostenere investimenti e ambizioni.
Burry scommette sul crollo di Palantir
Burry, però, ritiene che questi successi siano lo specchio di una presunta, percepita insostituibilità di Palantir in molti settori che potrebbe, in prospettiva, venire meno. Lo nota il Telegraph, commentando le scommesse di Burry sul titolo del gruppo di Karp: per lo storico titolare di Scion Asset Management, Palantir “alla fine raggiungerà un valore inferiore ai 100 miliardi di dollari”, valore che la testata britannica ricorda rappresentare “meno di un terzo della sua attuale valutazione di mercato, pari a 307 miliardi di dollari, in calo rispetto al picco di 491 miliardi di dollari registrato a novembre”. Burry, prosegue il Telegraph, “ha calcolato che il valore equo delle azioni sarebbe di circa 46 dollari, il che significherebbe un calo del 64% rispetto al prezzo di chiusura di 129 dollari” di fine settimana scorsa.
Le rendite incerte nell’era IA
Burry ritiene che Palantir sia sopravvalutata come un’altra, grande azienda, Nvidia, la regina del mercato dell’IA, sottolineando che entrambi hanno provato a standardizzare un vantaggio competitivo che però in futuro potrà essere reso scalabile dai concorrenti e gradualmente eroso. Inoltre, afferma che nell’era IA non esistano rendite di posizione certe. Del resto, gli spostamenti magmatici indotti da nuove start-up in diversi settori borsistici negli ultimi giorni parlano chiaro. Burry sfida il mito di Palantir, creato al confine tra sicurezza nazionale, tecnologia, innovazione, capitalismo nazionalista dell’era Trump. Come reagirà il sistema Karp-Thiel? Come il popolo degli investitori che spesso guarda a Cassandra Unchained come a un punto di riferimento? La situazione futura sarà un termometro sull’evoluzione del sistema tecnologico e finanziario Usa al limite tra euforia e bolle.
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