Mentre l’Eurogruppo continua a discutere su quali strumenti mettere in campo per sostenere le economie dei Paesi membri dell’Ue, dall’Olanda arriva un segnale fortissimo. Il parlamento olandese ha infatti approvato due risoluzioni che sollecitano il governo a imboccare una strada ben precisa. Con la prima il ministro delle Finanze, Wopke Hoekstra, viene esortato a non accettare gli Eurobond per nessun motivo; con la seconda si chiede esplicitamente all’esecutivo locale di non cedere sulle condizionalità del Meccanismo europeo di stabilità (Mes).
La linea dell’Olanda è chiara: che l’Italia e tutto il fronte anti rigorista smettano di sperare in soluzioni facili, perché i governi del Nord non hanno alcuna intenzione di smezzare debiti o mostrare solidarietà verso partner “inadempienti” e profondamente indebitati. Certo, le mozioni presentate dal partito anti Ue, Forum per la democrazia (FvD) e da una formazione trasversale di deputati non sono vincolati. Eppure, entrambe, contribuiscono a dare un indirizzo politico ben preciso al governo olandese, che sarà impegnato oggi all’Eurogruppo per la ripresa dei negoziati.
La posizione dell’Olanda
In altre parole l’Olanda ha bocciato alla luce del sole, con due voti, tanto le obbligazioni europee quanto il Mes senza condizionalità. Questo per far capire, ancora una volta, la posizione dell’Aja: no agli Eurobond e no alla distribuzione a pioggia dei 410 miliardi di euro contenuti nel Fondo salva-Stati.
Il ministro Hoekstra ha fatto un timido passo avanti paventando l’ipotesi di concedere l’accesso al Mes senza spade di Damocle sul capo solo per il finanziamento delle spese sanitarie. “Il Mes – ha twittato lo stesso Hoekstra – è prestatore di ultima istanza e secondo noi l’uso di questo fondo deve avvenire con una forma di condizioni. A causa della crisi attuale, dobbiamo fare un’eccezione e il Mes può essere usato senza condizioni per coprire i costi medici”.
Poco dopo una precisazioni che ha fatto tuttavia risuonare più di un campanello d’allarme: “Per un sostegno economico di lungo termine credo sia sensato combinare l’uso del Mes con alcune condizioni economiche”. Già nei giorni scorsi Hoekstra era stato emblematico nel sottolineare come l’Olanda “era, è e rimane contraria agli Eurobond” perché “aumentano i rischi in Europa invece di ridurli. Oltre ad essere poco saggio, non è nemmeno ragionevole. In tal caso, l’Olanda dovrebbe garantire i debiti contratti da altri. La maggior parte dei paesi della zona euro sostiene questa linea”.
Negoziati in salita per l’Italia
In attesa della ripresa dei negoziati all’Eurogruppo, possiamo dire che la situazione per il fronte anti rigorista è alquanto in salita. Il muro dell’Olanda, supportata dalla Germania e dagli altri governi “nordici” è sempre più invalicabile, così come sono sempre più marcate le divisioni tra i Paesi membri dell’Ue.
Intanto sul tavolo di Bruxelles ci sono tre questioni da risolvere, che equivalgono ai tre strumenti economici da utilizzare per fronteggiare la crisi provocata dal coronavirus. Primo: il Fondo salva-Stati; gli italiani e i loro alleati vogliono che sia fruibile senza alcuna condizione accessoria (anche se Roma ha sempre detto che non lo userà).
Secondo: gli Eurobond; il solito fronte anti rigorista preme affinché possano essere emessi titoli comuni europei destinati a finanziare la ricostruzione dell’Ue. Dall’altra parte l’Olanda e i suoi alleati non vogliono assolutamente mutualizzare i debiti. Terzo: il Recovery Fund; si tratta di una Fondo, proposto dalla Francia, che avrebbe l’obiettivo di emettere bond ad hoc per combattere la crisi. Il testa a testa continua anche se il tempo stringe.
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