Quattro giorni di fuoco per pianificare gli obiettivi economici da raggiungere nei prossimi cinque anni, considerando tanto le sfide interne quanto quelle rappresentate dal contesto internazionale. Dal 26 al 29 ottobre a Pechino va in scena la quinta sessione plenaria del 19esimo Comitato centrale del Partito Comunista cinese (Pcc). Traducendo dal linguaggio burocratese utilizzato dal governo cinese, nelle stanze del potere della Cina si sta lavorando, a porte chiuse, per adeguare il sistema economico del Paese all’imminente futuro.

C’è molta attesa per conoscere sia i dettagli del 14esimo piano quinquennale della Repubblica Popolare Cinese, calibrato per il periodo compreso tra il 2021 e il 2025, tanto quelli che accompagneranno la strategia China Standards 2035. Andiamo con ordine. Innanzitutto dobbiamo spiegare che la Cina si affida ancora oggi a un sistema di pianificazione economica decisa dallo Stato. E questo nonostante nel Paese, accanto all’iniziativa pubblica, si sia sviluppata anche quella imprenditoriale privata. A partire dal 1953, il Pcc ha plasmato l’economia cinese stabilendo gli obiettivi di crescita, le riforme da attuare per conseguirli e le strategie per far progredire la nazione.

Accanto ai vari piani quinquennali – che, come suggerisce il termine, hanno una durata di cinque anni – Pechino propone progetti e piani industriali al fine di rafforzare ulteriormente determinati settori strategici. Se il piano quinquennale 2021-2025 riguarderà in linea generale l’economia della Cina, il China Standards 2035 sarà un progetto che punterà sulla modernizzazione dei sistemi tecnologici, come il 5G, l’Internet of Things e intelligenza artificiale. Uno dei punti di forza del “laboratorio” Cina è infatti rappresentato dalla perfetta integrazione delle varie politiche industriali lanciate dal governo. Da questo punto di vista, il China Standards 2035 integrerà e amplierà il piano quinquennale 2021-2025.

La “doppia circolazione”

La parola chiave del 14esimo piano quinquennale sarà autosufficienza. L’idea di base del Pcc è quella di rafforzare l’autosufficienza del Paese, puntando sul mercato interno e, al tempo stesso, traendo i vantaggi della globalizzazione. Detto altrimenti, la Cina non si chiuderà al mondo esterno. Pechino imparerà semplicemente a camminare con le proprie gambe in quei settori economici considerati strategici e geopoliticamente rilevanti, su tutti la tecnologia.

Se, come si legge in un rapporto consegnato all’Assemblea nazionale del popolo cinese (la più alta istituzione statale nonché unica camera legislativa della Repubblica Popolare Cinese), i principali obiettivi elencati nel vecchio piano quinquennale (2016-2020) sono stati raggiunti, adesso è necessario allestire il prossimo. Per diventare un Paese tanto potente quanto sviluppato, Xi Jinping spingerà sulla leva della “doppia circolazione“.

È bene imparare questo concetto, visto che sarà il perno attorno al quale si svilupperà il sistema economico cinese da qui al 2025 e, allo stesso tempo, il salvagente che dovrebbe consentire al Dragone di superare a pieni voti l’incertezza economica globale provocata dalla pandemia di Covid.19. “Doppia circolazione” vuol dire che la Cina si affiderà in prima battuta al mercato interno, poi, soltanto in un secondo momento, alle relazioni economiche con il resto del pianeta. Pechino non ha intenzione di rigettare la globalizzazione: ricalibrerà semplicemente i suoi target, smettendo di considerare gli investimenti stranieri il principale motore di crescita nazionale.

Gli obiettivi di Xi

A dire il vero già da diversi anni la Cina ha iniziato a guardare con attenzione al proprio immenso mercato interno. La pandemia ha semplicemente accelerato il trend. Anzi lo ha reso necessario, quasi obbligatorio. Ma puntare sulla domanda nazionale implica anche la necessità di smarcarsi dalle dipendenze straniere. È proprio qui che la strategia China Standards 2035 si prefigge di innovare il settore tecnologico cinese.

A questo proposito Qin Yong, direttore del dipartimento di Alta e nuova tecnologia presso il ministero, ha affermato che la Cina sarà più lungimirante e svilupperà vigorosamente la nuova generazione di alta tecnologia rappresentata da tecnologie intelligenti e quantistiche nei prossimi cinque anni. “Occorre compiere sforzi per colmare il divario tra la domanda di sviluppo di alta qualità e le capacità di innovazione tecnologica insufficienti”, ha spiegato il signor Qin.

Non solo: per evitare sorprese è importante ridurre il più possibile la povertà, così da poter contare su un serbatoio di consumatori pressoché infinito. Per il resto Xi Jinping farà di tutto per limitare i danni della Trade War con gli Stati Uniti, bypassare la trappola del reddito medio e anestetizzare gli effetti nefasti di decoupling e coronavirus.

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