La Federazione Russa, alle prese con le gravi ricadute della pandemia, può tornare a sorridere grazie alle buone notizie provenienti dal settore aurifero. La società mineraria Polyus ha reso noto che il giacimento di Sukhoi Log, situato nella Siberia Orientale, è il più grande deposito di oro al mondo, con circa 40 milioni di once di metallo prezioso presenti in situ. L’amministratore delegato della Polyus Pavel Grachev ha espresso la propria soddisfazione per l’importante scoperta, che proietta la Polyus al secondo posto al mondo tra le compagnie estrattive di oro per riserve sfruttabili e che influirà positivamente sulle strategie di sviluppo dell’azienda. Il giacimento di Sukhoi Log non è ancora stato sfruttato ed i costi per l’apertura di una miniera in situ sono stimati tra i due ed i due miliardi e mezzo di dollari americani. Si tratta di un investimento ingente ma dalle indubbie potenzialità dato che il giacimento dovrebbe contenere un quinto delle riserve aurifere della Russia.

Un tesoro da custodire

La Federazione Russa, secondo quanto previsto da un report pubblicato da Fitch Solutions Country Risk & Industry Research, dovrebbe diventare il maggior produttore mondiale di oro entro il 2029, grazie ad una crescita annuale stimata intorno al 3.7 per cento. La pandemia non ha intaccato l’operatività delle principali miniere del Paese e le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti hanno avuto l’effetto di accrescere la domanda di oro da parte della Banca Centrale russa. Mosca è tra i primi dieci produttori mondiali di una serie di preziose risorse naturali tra cui ci sono l’argento, il carbone, il cobalto, il ferro, il nickel, l’oro, il rame e l’uranio. La diversificazione costituisce un elemento importante per il successo e la stabilità del settore minerario ma, almeno per quanto riguarda gli ultimi decenni, è stata la crescita della produzione dell’oro ad impressionare. La Federazione Russa è riuscita a raddoppiare, nel giro di venticinque anni, il volume delle sue estrazioni ed è riuscita a realizzare questo obiettivo agendo su più fronti. La privatizzazione delle compagnie statali che agivano su scala locale ha consentito a queste ultime di espandersi e di diventare competitive a livello globale grazie all’uso di tecnologie industriali moderne. Altre, invece, hanno realizzato delle fusioni. La svalutazione del rublo russo, a partire dal biennio 2008-2009, ha reso i produttori locali ancora più competitivi rispetto ai rivali di altre nazioni mentre l’applicazione di nuove tecniche ha consentito di aumentare la produttività del settore e di ridurre gli scarti. Ci sono, però, alcune problematiche che gravano sul potenziale ed ulteriore sviluppo del settore. Dalla scarsa qualità media dell’oro russo all’assenza di infrastrutture che inibisce la realizzazione di progetti su larga scala passando per la presenza della burocrazia, che spesso costituisce più un ostacolo che un’opportunità.

Il ruolo del Covid-19

La pandemia ha devastato buona parte delle economie mondiali ma è riuscita a rendere l’oro, bene rifugio per eccellenza in periodi di crisi, ancora più prezioso per gli investitori. La crisi energetica scatenata dal virus SARS-CoV-2 ha affossato il valore del petrolio, anche conosciuto come oro nero, perché le misure restrittive adottate da molti Paesi ne hanno sminuito l’importanza in senso assoluto. L’oro, invece, può contare su un prestigio plurisecolare (per non dire millenario) che è riuscito a traghettarlo al di fuori di ogni rivoluzione, guerra e pestilenza che hanno afflitto le società antiche e moderne. Il Cremlino è consapevole dell’importanza strategica derivante dal poter controllare questo settore. Non è solamente una questione di prestigio ma un modo per espandere la propria influenza geopolitica. Il mondo è destinato ad attraversare una fase profondamente recessiva dopo la pandemia e la competizione tra le superpotenze, in primis Cina, Russia e Stati Uniti, sarà feroce. La Federazione Russa può sfruttare una preziosa arma segreta per far sì che gli equilibri mondiali, ancora una volta, girino a suo favore.

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