“La normativa sugli scoperti riporta l’Unione non solo alla “narrazione” ma anche alla realtà precedente, essendo figlia dell’Europa dell’austerità”: a inizio gennaio, parlando con InsideOver, l’eurodeputato e responsabile esteri di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza non aveva usato mezzi termini per stigmatizzare la nuova regolamentazione europea sugli scoperti bancari, che concede un termine massimo di 90 giorni ai debitori degli istituti di credito per regolare la propria posizione ed evitare che i prestiti concessi finiscano nel paniere dei crediti deteriorati e, dunque, delle sofferenze.

Le nuove regole impongono a una banca, di fronte a qualsiasi mancato pagamento non saldato per tre mesi e a conti corrente in rosso, di segnalare il cliente alla centrale rischi come “cattivo pagatore” e di classificare alla voce dei celebri Non performing loans (Npl) l’attività in questione. La normativa dell’Autorità bancaria europea (Eba) era stata pensata prima che lo tsunami del Covid-19 ribaltasse completamente il Vecchio Continente e la sua economia, portando quest’ultima in una situazione di acuta prostrazione e costringendo gli Stati membri a intervenire con forza per garantire a imprese e famiglia liquidità e garanzie sui prestiti per passare la fase più dura della tempesta.

L’entrata in vigore di una nuova regolamentazione ispirata dalla forte volontà delle istituzioni guida dell’Ue (a trazione franco-tedesca) di focalizzare sui crediti deteriorati la censura bancaria comunitaria, allontanandola da prodotti potenzialmente tossici come i derivati speculativi, rischia di creare la tempesta perfetta per banche e imprese in una fase in cui il superamento della pandemia e delle sue conseguenze è ben al di là dall’essere prevedibile. Ogni singolo pagamento superiore ai 100 euro non rimborsato in tempo andrà messo nelle passività deteriorate e peserà sui bilanci bancari, aumentando la focalizzazione della vigilanza bancaria Ue.

Salvo Politino, vicepresidente di Unimpresa, prevede, sentito da Adnkronos, un quadro allarmante per i risparmiatori italiani, dato che a suo parere per i soggetti più in difficoltà non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti: “Questo vuol dire, per molti artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità. Specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, queste flessibilità sono fondamentali”. Politino ha effettivamente ragione: la spirale recessiva rischia di verificarsi di fronte alla “tempesta perfetta” rappresentata dalla fine delle garanzie pubbliche ai prestiti, dall’inizio della fase di rimborso alle banche, dalla stretta al credito che gli accantonamenti crescenti anti-Npl imporranno e dal fiato corto dell’economia reale che renderà più complesso per cittadini e imprese rimontare situazioni di disagio finanziario.

Nel solo contesto italiano, a settembre avevano raggiunto quota quota 83 miliardi di euro le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le Pmi presentati all’apposito Fondo di Garanzia. La lettura dei dati della Banca d’Italia sottolinea che i decreti governativi hanno abbassato da 142mila a 100mila le imprese a corto di liquidità e da 48 a 33 miliardi di euro il fabbisogno di risorse per gli imprenditori che, a loro volta, in futuro dovranno prendere in considerazione richieste del genere: come pensare che possano essere soddisfatte di fronte all’aumento dei rischi di default e di oneri legati agli Npl per le banche? Va tenuta in considerazione l’ipotesi di un blocco al circuito del credito, di fallimenti a catena di imprese e istituti e, eventualità peggiore, di una possibile ascesa della criminalità organizzata come supplente (tramitre prestiti a usura) del sostegno bancario alle imprese.

Fidanza e il co-presidente del gruppo europeo ECR-Fratelli d’Italia, Raffaele Fitto, da tempo hanno messo sul tavolo la questione della normativa Eba di fronte alle autorità europee. Recentemente i due hanno mandato un’interrogazione al commissario europeo per la stabilità finanziaria, l’irlandese Mairead McGuinness, sull’opportunità di sospendere per il 2021 la validità di queste norme. Fitto e Fidanza lamentano di aver ricevuto una risposta “evasiva e inaccettabile” dal commissario in una nota congiunta: “Non è con fumosi gruppi di lavoro e indefinite tavole rotonde che si può far fronte ad un allarme molto diffuso nel tessuto produttivo italiano ed europeo: quello che, per effetto della fine delle moratorie e dell’entrata in vigore delle nuove norme Eba, tra pochi mesi ci si possa ritrovare in una catastrofe sul piano del credito a famiglie e imprese e del sistema bancario”. Parliamo di un rischio tutt’altro che irrealistico, e più di un sospetto a riguardo viene leggendo le istruzioni della Bce alle banche per il 2021.

Una toppa peggiore del buco è stato un articolo pubblicato da “The Supervision Blog” da Elizabeth McCaul, membro del board di vigilanza bancario, secondo cui “molte banche non sono abbastanza impegnate nell’identificazione di segni specifici per i debitori riguardanti l’improbabilità di un rimborso, al di là delle mere difficoltà finanziarie temporanee causate dalla pandemia”. Ci viene da pensare come sia possibile poter distinguere un credito deteriorato pre-pandemico e uno legato alla crisi sanitaria di fronte a un aumento esponenziale di Npl connesso alla nuova normativa, che cambia completamente le regole del gioco. La situazione, insomma, è a dir poco spinosa. E se la semplice richiesta di buon senso di Fitto e Fidanza, tra i pochi esponenti delle istituzioni parlamentari a denunciare un vero e proprio autogol, un danno autoinferto all’economia europea, non venisse accolta nei prossimi mesi Paesi come l’Italia, le cui banche soffrono da tempo per gli Npl, potrebbero conoscere una vera e propria buriana. L’inverno dell’economia rischia di scoccare tra un paio di mesi, al fiorire della primavera: e un ulteriore shock bancario e creditizio rischia di essere, per noi, insostenibile. Le autorità nazionali devono rendersi conto del rischio in tempi brevi.