La geopolitica della corsa allo spazio
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L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è il principale indicatore economico utilizzato per monitorare il tasso di inflazione e il costo della vita in un Paese: sulla base di questo indicatore, il tasso annuo di inflazione negli Stati Uniti ha raggiunto il 6,2% nell’ottobre 2021, il dato più alto da oltre tre decenni. I prezzi per i consumatori statunitensi sono dunque aumentati del 6,2% a ottobre rispetto all’anno precedente e sono cresciuti dello 0,9% da settembre, secondo i numeri pubblicati la scorsa settimana dal dipartimento del Lavoro.

Motivo? Secondo Pew research, diversamente da altri periodi inflazionistici strettamente legati al normale ciclo economico, l’aumento dei prezzi è dovuto principalmente alle continue interruzioni nelle catene di approvvigionamento dovute all’emergenza sanitaria, alle turbolenze nei mercati del lavoro e all’aumento della domanda dei consumatori dopo le riaperture. L’aumento del tasso di inflazione negli Usa – 3,58 punti percentuali tra il terzo trimestre del 2019 e il terzo trimestre del 2021 – è il terzo più alto al mondo, dietro solo a Brasile e Turchia. 

L’inflazione alta è un problema per Joe Biden

Gli elettori americani sono sempre più scontenti di come l’amministrazione Biden sta gestendo l’economia del Paese. Come riporta Usa Today, secondo un sondaggio condotto da Morning Consult e Politico dello scorso luglio ben il 39% degli elettori riteneva che le politiche dell’amministrazione Biden fossero “molto responsabili” dell’aumento dell’inflazione. Solo il 31% degli elettori approvava la gestione dell’economia da parte di Biden in un sondaggio targato Usa Today/Suffolk University, rispetto al 60% che disapprova l’operato dell’amministrazione democratica. Secondo l’ultimo sondaggio NPR/Marist la popolarità del presidente Usa è scesa al 42%, il dato più basso da quando Biden è entrato in carico. A pesare nelle opinioni degli intervistati è la situazione economica e l’aumento del tasso di inflazione. L’inflazione è infatti al primo posto delle preoccupazioni degli americani (39%), seguita da salari (18%), carenza di manodopera (11%) e costi delle case, disoccupazione e prezzi del gas (9%). “Gli americani sono preoccupati per l’economia e il motivo è l’inflazione” conferma Lee Miringoff, direttore del Marist Institute for Public Opinion.

Secondo gli esperti, i cattivi dati sull’inflazione e sulla situazione economica potrebbero pesare sulle elezioni di midterm del prossimo anno. Come spiega a Usa Today, Tony Fratto, ex vicesegretario del dipartimento del Tesoro, “a meno che le cose non cambino, non sarò sorpreso di vedere che l’inflazione avrà un impatto nelle elezioni di medio termine del prossimo anno”.

Joe Biden come Jimmy Carter?

La situazione economica attuale può offrire un parallelismo con quanto successo negli anni ’70 sotto il presidente Carter. Come ricorda Fox Business, sotto Carter gli Stati Uniti hanno sperimentato inflazione e disoccupazione in doppia cifra a causa del prezzo del petrolio. L’inflazione è aumentata in media di oltre l’11% nel 1979 e di quasi il 14% nel 1980. Il tasso di inflazione odierno non è così alto, ma cinque mesi consecutivi di inflazione superiore al 5%, incluso il 6,2% di ottobre, non rappresentano certo un trend promettente per Biden. I funzionari dell’amministrazione Usa sostengono che, diversamente da allora, il tasso di inflazione scenderà nei prossimi mesi. Il segretario al Tesoro Janet Yellen ha ripetutamente affermato che si aspetta che l’inflazione torni al 2% entro il 2022. Ha ribadito questa posizione durante un’apparizione al programma radiofonico Marketplace, sostenendo che le condizioni economiche miglioreranno man mano che l’economia si riprenderà dall’emergenza Covid. Yellen ha inoltre sottolineato che la Federal Riserve interverrebbe nel caso si verificasse un’impennata del tasso di inflazione simile a quella della seconda metà degli anni ’70.

La soluzione di Joe Biden? Pompare 2 trilioni di dollari nell’economia tramite Build Back Better, il piano che comprende aiuti Covid, per i servizi sociali, il welfare, le infrastrutture, oltre a fondi stanziati per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici. Secondo l’amministrazione Biden, il piano “consentirà agli Stati Uniti di raggiungere i propri obiettivi in materia di lotta ai cambiamenti climatici, creare milioni di posti di lavoro ben retribuiti” e “far crescere la nostra economia dal basso verso l’alto e verso l’esterno”. Secondo il conservatore New York Post, al contrario, “le tasse mostruose del BBB strozzeranno la crescita, gli investimenti e l’occupazione”, oltre che far crescere ulteriormente un tasso di inflazione già record. Chi ha ragione lo dimostrerà solo il tempo: ma è innegabile che il Build Back Better rappresenti l’ultima chance che Joe Biden può giocarsi per riconquistare la fiducia degli elettori americani, sempre più critici e disincantati nei confronti della sua amministrazione.

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