Negli ultimi anni, le relazioni tra Cina e Perù si sono talmente intensificate che hanno trasformato il Paese sudamericano in un partner strategico molto importante per Pechino. Per il Perù, il gigante asiatico rappresenta il principale partner commerciale, con un volume significativo di scambi bilaterali. Un rapporto che si è consolidato attraverso investimenti significativi, concessioni minerarie e progetti infrastrutturali che stanno ridefinendo il panorama economico e geopolitico della regione. Ma quali sono i settori e le strategie che legano i due paesi?
Da una parte gli investimenti cinesi in Perù, così come quelli in altri Paesi latinoamericani, rappresentano una sfida all’egemonia statunitense. La Cina, infatti, utilizza la propria potenza economica per costruire alleanze strategiche e consolidare l’influenza globale, ridisegnando gli equilibri di potere a livello internazionale. Dall’altra, per il Perù, la cooperazione con la Cina offre opportunità significative per diversificare i partenariati economici e rafforzare la propria posizione geopolitica. Ma quello che si sta configurando assomiglia più a una eccessiva dipendenza nei confronti del partner asiatico, fattore che mette a rischio l’autonomia peruviana nel campo della politica estera. Tra tutte le risorse strategiche, il rame emerge come una delle principali aree di interesse per la Cina, che mira a garantirsi l’approvvigionamento di materie prime essenziali allo sviluppo industriale.
L’importanza strategica del rame
La Cina ha un forte bisogno strategico di rame e tra i suoi obiettivi c’è quello di creare scorte del metallo rosso non raffinato. La Cina è infatti il maggiore consumatore mondiale di rame, una risorsa fondamentale per molteplici settori industriali, tra cui costruzioni, elettronica, produzione di veicoli elettrici ma anche nuove tecnologie. Con l’espansione delle nuove tecnologie, la crescente urbanizzazione si stima che la domanda di rame in Cina è destinata a crescere fino a raggiungere un +45% entro il 2027. Il Paese sudamericano dal canto suo è il secondo produttore mondiale di rame, con enormi riserve minerarie distribuite principalmente nelle regioni di Arequipa, Ancash e Apurímac.
Per il Perù la produzione di rame è una colonna portante dell’economia, contribuendo in maniera significativa alle esportazioni e alle entrate statali. Gli investimenti stranieri nel settore minerario sono vitali per il paese. Negli ultimi anni, aziende cinesi come MMG Limited, Chinalco e Zijin Mining hanno acquisito concessioni minerarie significative. Gli investimenti si sono concentrati su diversi progetti chiave.
Il progetto Las Bambas, acquistato da MMG Limited, è uno dei più grandi progetti minerari sul rame del mondo. Situato nella regione di Apurímac, ha iniziato la produzione nel 2016 e rappresenta una delle maggiori fonti di rame per la Cina. Le riserve stimate superano i sette milioni di tonnellate. Il progetto di Toromocho, gestito da Chinalco, progetto che si trova nella regione di Junín è iniziato nel 2013, continua a espandersi con nuovi ulteriori investimenti che mirano ad aumentare la capacità produttiva. Ulteriore progetto, ancora in fase di sviluppo, è quello di Rio Blanco, situato nella regione di Piura e gestito da Zijin Mining. Con le sue riserve significative, Rio Blanco rappresenta una delle future fonti principali di rame per la Cina. Una volta avviata la produzione su larga scala, è un progetto che potrebbe avere un impatto notevole sull’economia locale e nazionale.
Sebbene il settore minerario sia uno dei pilastri dell’economia peruviana, contribuendo significativamente al PIL del paese, la privatizzazione delle estrazioni minerarie ha sollevato numerosi dibattiti e controversie in un Paese caratterizzato da un contesto di instabilità politica e divisioni profonde.
Le nuove infrastrutture
Le sole estrazioni minerarie, per quanto importanti, sarebbero complicate se non fossero supportate da uno sviluppo infrastrutturale strategico. Anche in questo settore le aziende cinesi hanno investito notevoli risorse e si sono aggiudicate la costruzione di strade, ponti ma soprattutto porti. Sono miglioramenti infrastrutturali che facilitano le operazioni minerarie e che ridisegnano gli equilibri di influenza nella regione ma anche in tutto il Sudamerica. Prima di conoscere quali mastodontiche infrastrutture la Cina sta realizzando è utile comprendere come si sia arrivati ad un simile rapporto fiduciario.
La Cina e il Perù hanno una relazione commerciale solida, rafforzata da un Accordo di Libero Scambio (Free Trade Agreement – FTA) implementato nel 2010. Recenti negoziati hanno mirato a espandere l’FTA, adattandosi ai contesti economici e alle dinamiche commerciali in evoluzione. A novembre 2021 infatti, entrambe le nazioni hanno concordato di migliorare ulteriormente l’FTA, concentrandosi sull’aumento delle esportazioni agricole dal Perù e sulla diversificazione dei prodotti commerciali. Successivamente nel 2023, le discussioni hanno enfatizzato l’accento sulle industrie ad alto valore, inclusi tecnologia e manifattura, con la Cina interessata al rame peruviano e ad altri minerali cruciali per le industrie tecnologiche.
Ma il vero colpo grosso arriva con l’acquisto delle Concessioni del Porto di Chancay, un asset strategico sia per il commercio che per l’influenza geopolitica nella regione del Pacifico. Il porto è una componente chiave dell’Iniziativa che rientra nella Belt and Road Initiative (BRI) della Cina in America Latina. Nel 2019, la compagnia cinese COSCO Shipping Ports ha acquisito una partecipazione del 60% nel porto. Un progetto del valore di 3 miliardi di dollari che mira a trasformare Chancay in un importante hub logistico. L’espansione portuale include un nuovo terminal container, parchi logistici e un miglioramento della connettività con l’entroterra. L’intera infrastruttura ridurrà significativamente i costi e i tempi di trasporto per le merci cinesi che entrano nei mercati latinoamericani e viceversa.
Al termine della sua realizzazione si prevede che il porto gestirà oltre un milione di TEU all’anno (il TEU è l’unità di misura che nei trasporti navali indica container da 20×8×8 piedi ed anche la capacità di trasporto di una nave portacontainer), diventando così un punto cruciale per il commercio sino-peruviano.
Altre concessioni
L’interesse della Cina si spinge anche nel settore energetico peruviano. Nel 2023, la CNPC (China National Petroleum Corporation) ha ricevuto nuove concessioni per l’estrazione di petrolio nell’Amazzonia peruviana. Questa espansione coinvolge i blocchi 57 e 58, situati nella regione di Cusco, che sono noti per le loro significative riserve di gas naturale, stimati in quasi 100 miliardi di metri cubi. La CNPC prevede di investire fino a 2 miliardi di dollari nello sviluppo di questi blocchi, pianificando la perforazione di ben 60 pozzi. Ma la compagnia cinese detiene anche partecipazioni nei blocchi 1-AB e 8, che sono tra i più produttivi del paese.
Una cosa è certa, l’estrazione di risorse in Amazzonia è stata accompagnata da numerose controversie ambientali. Le operazioni di CNPC, così come quelle di altre compagnie petrolifere nella regione, hanno portato a ripetuti casi di contaminazione delle acque e del suolo, fattori che minacciano tanto la salute delle comunità indigene quanto l’ecosistema locale.

