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Dal Cairo – L’Egitto annuncia di voler diventare un centro di condivisione di energia elettrica, e di garantire una produzione locale di energia che non solo coprirà interamente il consumo interno, ma permetterà anche di avere un surplus da vendere ad altri Paesi.

“Al momento, il nostro impegno è rivolto a incrementare l’efficienza delle centrali elettriche locali, con il conseguente obiettivo di aumentare la condivisione di elettricità con altri Paesi”, ha affermato Ayman Hamza, portavoce ufficiale del ministero dell’Elettricità, l’organo statale che supervisiona la produzione e la distribuzione di elettricità in tutto il territorio nazionale.

Il piano di condivisione di energia elettrica è ancora una nuova e importante sfida per l’Egitto che, negli ultimi cinque anni, è riuscito a passare da una situazione di mancanza di energia a una di autosufficienza, fino a raggiungere quella di sovrapproduzione.

Cinque anni fa, l’Egitto produceva poco meno di 30mila megawatt di elettricità, una quantità del tutto insufficiente per fornire l’illuminazione alle case di tutto il paese e per far funzionare le fabbriche e le aziende agricole. Questo spiega i frequenti blackout di elettricità, un problema che ha interessato una popolazione di oltre 100 milioni di abitanti e che ha avuto origine durante il governo di Hosni Mubarak, presidente dell’Egitto per trent’anni, fino al 2011.

Per far fronte a questa carenza, l’attuale governo egiziano ha dovuto investire decine di miliardi di dollari nella costruzione di enormi centrali elettriche in diverse zone del paese. Le nuove centrali hanno immesso oltre 28.000 megawatt di elettricità nella rete nazionale, aumentando a 58.000 megawatt la produzione annua del paese, che copre il consumo anche durante le ore di punta. L’Egitto ha inoltre un surplus di elettricità che può condividere con altri Paesi.

La prima fase di condivisione di elettricità è già iniziata con i paesi confinanti, ha dichiarato Hamza, aggiungendo che l’Egitto condivide 450 megawatt di elettricità con la Giordania e 150 con la Libia. Inoltre, l’Egitto e il Sudan hanno avviato una collaborazione per costruire le infrastrutture necessarie alla condivisione di elettricità tra i due paesi. Secondo Hamza, le infrastrutture sono già state completate e al progetto manca soltanto l’approvazione operativa, che giungerà appena le condizioni politiche in Sudan si stabilizzeranno, dal momento che nel paese una rivolta popolare ha appena posto fine al governo trentennale del presidente Omar Hassan al-Bashir.

Un’ulteriore interconnessione elettrica vedrà coinvolti anche Egitto e Arabia Saudita nei prossimi mesi, che hanno già completato le infrastrutture necessarie. Il piano di rendere l’Egitto un centro di condivisione di energia elettrica non rappresenta che un piccolo tassello nel quadro generale di crescita economica del paese. Recentemente, l’Egitto ha dimostrato un grande impegno per riformare l’economia, migliorare i servizi per i cittadini e combattere alcuni problemi che esistono da decenni, come le malattie endemiche, tra cui l’epatite C. E i risultati non si sono fatti attendere.

L’economia si sta rimettendo in moto dopo il disastro causato nel 2011 dalle rivolte contro lo storico leader Mubarak. In diverse zone di questo popoloso stato arabo sono in corso di realizzazione gigantesche opere di edilizia, si implementano servizi e vengono fornite cure gratuite contro l’epatite C a migliaia di persone. L’Egitto ambisce, inoltre, a diventare nei prossimi anni un centro di cure per epatite C nelle regioni africane e arabe.

Dopo i numerosi rinvenimenti di giacimenti da gas naturale, l’Egitto punta a diventare un hub energetico del Mediterraneo Orientale, concludendo numerosi accordi di raffinazione del gas prodotto in altri paesi, tra cui Israele e Cipro, e destinato all’export sui mercati internazionali.

Oltre a produrre una quantità sufficiente di energia dalle fabbriche, l’Egitto è anche impegnato a implementare un piano per aumentare il contributo delle energie rinnovabili alla produzione di elettricità, che al momento si attesta a meno del 5%, ma che si stima raggiungerà il 20% entro il 2022 e il 37% entro il 2035.

L’esperto indipendente di energia, Mohamed al-Senousi, ha affermato che, a fronte del lavoro svolto in Egitto nel corso degli ultimi cinque anni, il paese si candida a diventare un importante centro di condivisione e di commercio dell’energia. “Grazie alle nuove centrali elettriche ci sono numerose fonti di produzione di energia,” ha affermato al-Senousi. “Questa produzione offre la possibilità all’Egitto di esportare energia elettrica verso altri stati, tra cui l’Europa.”