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Su Milano-Cortina 2026 piombano, all’improvviso, i capitali britannici. Lo sport è un business fondamentale e di elevato valore aggiunto, specie in una fase di globalizzazione in cui le grandi competizioni come i Giochi o i Mondiali di calcio amalgamano un pubblico di portata planetaria. E dunque la mossa di Attestor Capital, fondo di investimento britannico che è piombato con i suoi capitali sull’Hotel Cristallo di Cortina a cinque anni dall’inaugurazione delle Olimpiadi invernali italiane, ha l’aria di una mossa di posizionamento strategico.

Il player britannico piomba su un simbolo della celebre località turistica che, a settant’anni di distanza, ospiterà assieme al capoluogo lombardo i Giochi invernali e lo acquista dalla famiglia Gualandi, proprietaria della struttura da circa 29 anni. Non capita spesso che a organizzare le Olimpiadi invernali siano due città dal valore simbolico come Milano, capitale economico-finanziaria d’Italia, e Cortina d’Ampezzo, simbolo globale del turismo invernale e storica meta del jet-set di tutto il mondo.

Il Cristallo ha accompagnato tutta la storia di Cortina quale meta turistica di rilevanza internazionale; quest’anno festeggia infatti 120 anni e nel corso degli anni ha avuto tra i suoi proprietari figure del calibro di Karim Aga Khan, che negli Anni Settanta e Ottanta costruì le basi del turismo di lusso italiano contemporaneo; nel 1956 divenne luogo mondano e punto di incontro per la cittadina ampezzana promossa capitale olimpica. Tra le sue ali si alternavano i conti Marzotto, i principi Fürstenberg, la ventenne Brigitte Bardot. Il prossimo appuntamento olimpico si preannuncia come un’opportunità di visibilità ancora più ghiotta, e in vista della rassegna Attestor si è mossa.

Attestor è un fondo britannico con sede legale alle Isole Cayman ed è di proprietà dei finanzieri Jan-Christoph Peters (per il 70%) e Anke Christina Heydenreich (30%); in Italia sbarca a Cortina nel mondo del real estate dopo aver rilevato negli scorsi anni da Veneto Banca il capitale di Banca Intermobiliare, specializzata nel risparmio gestito e nel private banking. La ratio della mossa sta nel fatto che acquistare in anticipo un asset prezioso come il Cristallo lo espone a potenziali e profittevoli rivalutazioni nel corso degli anni a venire. L’intensità dei capitali attratti da un’Olimpiade è infatti notevole, e non è detto che Attestor abbia comprato il Cristallo per mantenerlo fino “a scadenza”, cioè fino alla data effettiva dei Giochi. Il gruppo, nota Italia Oggi, “inizierà una serie di lavori di ristrutturazione che potrebbe durare oltre un anno” per tirare a lucido il Cristallo, farlo aumentare di valore.

Parliamo di un vero e proprio effetto-Milano su Cortina, città che dal legame con la città lombarda sta avendo un volano ulteriore di visibilità dall’annuncio dell’ottenimento dei Giochi. Com’è noto, l’effetto aspettativa nel mercato immobiliare è stato uno dei traini dell’economia cittadina negli ultimi anni. La rivalutazione di intere aree urbane ha subito un’accelerazione mano a mano che negli anni si annunciavano nuovi progetti urbani. Per restare solo agli anni più recenti si segnalano la rivalutazione generale degli immobili in città legata a Expo 2015, la crescita connessa ai progetti di Porta Nuova e City Life; il volano agli investimenti garantito dalle Linee M4 ed M5 in zone come Dateo, Crocetta, San Cristoforo, Forlanini; l’impatto del nuovo campus Bocconi sull’area di Via Ripamonti. E in prospettiva la possibilità che Milano ospiti una sede del Tribunale Europeo dei Brevetti o addirittura l’Agenzia Antitrust Europea può garantire un’accelerazione ancor più sensibile. Tutto questo, fino ad ora, senza considerare le Olimpiadi.

Per la Grande Milano, città più hinterland, il report 2020 di Scenari Immobiliari parlava di  prezzi medi di vendita nel 2019  pari a 8.850 euro al metro quadrato nelle zone centrali, cinquemila euro al metro quadrato nelle zone semicentrali e 3.300 euro al metro quadrato nelle zone periferiche. I canoni medi si attestano a 345 euro annui al metro quadrato nelle zone centrali, 215 euro annui al metro quadrato nel semicentro e 130 euro annui al metro quadrato in periferia. Da qui al 2035 si stima “stima un impatto sul mercato immobiliare di circa 45,1 miliardi di euro di valore aggiunto, concentrato per più di due terzi (69 per cento) nel comparto residenziale” e il restante nell’edilizia a fini “strategici” come il nuovo Villaggio Olimpico destinato a entrare nel circolo del mercato privato. Esso, nota Art Tribune, “sorgerà nell’area dove c’era lo scalo ferroviario merci di Porta Romana nasceranno le case per gli atleti che poi verranno trasformate in residenze a costi accessibili, oltre che in uffici, case, spazi commerciali e aree verdi”.

I capitali britannici sono sempre lesti a cogliere queste trasformazioni e già lo scorso anno il Financial Times sottolineava come a Milano fossero gli investitori d’Oltremanica e del resto delle economie avanzate a trainare l’immobiliare. Non stupisce che il meccanismo ora si sposti su Cortina. Il real estate diventerà un asset sempre più strategico negli anni a venire e, vista Giochi, c’è da attendersi una serie di rivalutazioni a tutto campo decisamente interessanti. Da meta di jet-set il Cristallo è diventato asset dall’importante valore finanziario: i Giochi olimpici, oramai, sono anche questo. Con buona pace degli ideali del barone De Coubertin.