Nella giornata di domenica Matthias Warnig, stratega del gasdotto Nord Stream, ha prospettato che la ripresa della conduttura russo-tedesca possa inserirsi nel quadro della futura distensione tra Occidente e Russia. Fonti accreditate parlano di due finanzieri, Stephen P. Lynch e Will Abbott, pronti a entrare in campo per investire nell’infrastruttura.
La possibile acquisizione di Nord Stream 2 da parte di investitori occidentali solleva interrogativi pesanti per l’Ue. Da un lato, l’Europa nel 2022-2023 ha compiuto uno sforzo storico per emanciparsi dal gas russo, azzerando di fatto la propria dipendenza energetica da Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. Riattivare Nord Stream 2 rischierebbe di invertire questa strategia, riaprendo la porta al gas siberiano a basso costo e mettendo in crisi i piani di diversificazione (GNL americano, pipeline nordafricane, rinnovabili, ecc.).
Il futuro di Nord Stream
Numerosi governi Ue – in primis quelli dell’Est Europa, baltici e la Polonia – vedrebbero ciò come un vulnus alla sicurezza energetica collettiva e una vittoria politica per il Cremlino. D’altro canto, pressioni industriali interne all’UE spingono in direzione opposta: alcune aziende dell’ex Germania Est e settori energivori tedeschi già auspicano il ritorno del gas russo per recuperare competitività. La prospettiva che un consorzio USA-Ue controlli il gasdotto (anziché Gazprom) potrebbe rendere politicamente più accettabile, per certi attori, la ripresa dei flussi. E a questo puntano i due finanzieri attivi nel dialogare per un’acquisizione.
Stephen P. Lynch, il cacciatore di asset russi
Stephen P. Lynch è un finanziere di Miami, noto per operare sotto traccia nell’acquisto di asset russi in difficoltà. Fondatore nel 1999 del fondo Monte Valle Partners, ha trascorso due decenni nel mondo degli affari a Mosca, specializzandosi in operazioni su beni distressed (in crisi). Ad esempio, ha partecipato alla vendita della filiale svizzera di Sberbank (ribattezzata TradeXBank) nel 2022, acquisendone una quota del 10% dopo aver aiutato a sbloccarne la cessione nonostante le sanzioni USA. Già negli anni 2000 Lynch era coinvolto nell’affaire Yukos, il colosso petrolifero smantellato dal Cremlino – un’esperienza che lo ha inserito nei circuiti degli affari russo-occidentali. Sul fronte politico, Lynch è vicino all’orbita trumpiana: è un donatore del Partito Repubblicano (ha contribuito con oltre 300.000 dollari alla campagna di Donald Trump) e condivide l’approccio favorevole a un riavvicinamento con Mosca.
L’interesse per Nord Stream 2 e i legami con Mosca
Lynch intravede in Nord Stream 2 un’opportunità unica. Ha dichiarato che rilevare il gasdotto sul Baltico offrirebbe “un controllo americano ed europeo” sulle forniture di gas all’Europa per il resto dell’era fossile. La sua strategia, rivelata dal Wall Street Journal, è di acquistare ciò che resta del gasdotto in un’asta fallimentare in Svizzera. A tal fine, già da febbraio 2024 ha avviato colloqui col Dipartimento del Tesoro USA per ottenere una deroga e trattare con entità sanzionate. In parallelo, ha ingaggiato potenti lobbisti a Washington – fra cui l’ex senatore John Breaux – per promuovere l’operazione presso politici e agenzie federali. Lynch presenta l’acquisizione come una mossa di leva strategica: il gasdotto, in mano occidentale, potrebbe essere un asset di pressione nei futuri negoziati di pace tra Russia e Ucraina.
Malgrado la retorica “patriottica”, il piano di Lynch gode di sostegno a Mosca. Fonti di Intelligence Online indicano che esponenti vicini al Cremlino appoggiano attivamente l’investitore americano. In particolare, Matthias Warnig – ex ufficiale della Stasi e uomo di fiducia di Putin – sarebbe il regista occulto dell’operazione. Warnig, fino al 2023 CEO della società che gestiva Nord Stream 2, avrebbe avviato contatti con uomini d’affari USA per coinvolgerli nel progetto di riavvio del gasdotto. L’idea, un tempo impensabile, riflette l’ampiezza del riavvicinamento tra Washington (amministrazione Trump) e Mosca, commenta il Financial Times. Sebbene Warnig neghi un coinvolgimento diretto, fonti citate dalla stampa anglosassone confermano che Lynch sta coordinandosi dietro le quinte con figure legate al Cremlino per preparare un consorzio di investitori post-sanzioni. In sintesi, Stephen Lynch – forte dei suoi agganci politici negli USA e della sua decennale rete di contatti a Mosca – si propone come intermediario per rimettere in moto Nord Stream 2, con il tacito benestare di Putin.
Precedenti investimenti e connessioni
Oltre al caso Yukos e Sberbank Suisse, Lynch vanta altre operazioni in cui affari e geopolitica si intrecciano. Ha costruito rapporti con oligarchi russi e istituzioni finanziarie sanzionate, presentandosi come acquirente occidentale “pulito” per asset altrimenti congelati. Questa reputazione di problem-solver tra due mondi spiega perché Mosca lo ritenga un partner utile. Allo stesso tempo, la sua vicinanza alla cerchia di Trump e ad esponenti influenti del Partito Repubblicano indica che le sue mosse hanno anche una valenza politica: Lynch sembra puntare su un cambio di clima politico a Washington (con Trump o altri filo-russi al potere) per far decollare l’operazione Nord Stream 2.
Will Abbott, il finanziere britannico nell’ombra del gasdotto
Parallelamente a Lynch, un finanziere britannico gioca un ruolo chiave dietro le quinte: si tratta di Wilfred “Will” Abbott, 44 anni, descritto come un operatore “opaco” ma ben inserito nei circuiti dell’export russo. La sua specializzazione sono le commodities agricole: Abbott è partner di Segetia UK Ltd., una società d’investimento, e dal 2018 siede come consigliere indipendente nel CdA di Rustranscom Plc. Rustranscom, con sede legale a Cipro, è il maggiore operatore russo di trasporto ferroviario di cereali, fertilizzanti e legname – in pratica una colonna portante della catena logistica per le esportazioni agricole russe. In passato Abbott ha lavorato anche per VTB Capital, il braccio finanziario di una primaria banca statale russa, guidandone il dipartimento “situazioni speciali” (dedito a investimenti in asset problematici) nel 2008-2009. Questo ruolo suggerisce un coinvolgimento diretto nella risoluzione di crisi aziendali in Russia, proprio negli anni successivi al caso Yukos.
Legami con la Russia e attività nel settore agricolo
Will Abbott può essere considerato un “facilitatore” occidentale per interessi russi. Nel settore del grano e dei prodotti agricoli, i suoi collegamenti sono profondi: Rustranscom stessa fa parte di Demetra Holding, il conglomerato del grano creato dalla banca VTB per consolidare infrastrutture e trading cerealicolo. Quando VTB nel 2019 acquisì la maggioranza di Rustranscom (poi parzialmente dismessa a investitori privati nel 2020), figure come Abbott emersero come partner strategici per gestire queste attività. Documenti societari mostrano che Abbott, tramite Segetia e altre entità offshore, ha partecipazioni o ruoli chiave in tali aziende di export. Ad esempio, nel 2020 VTB ha ceduto metà di Demetra Holding a investitori esterni: sebbene i nomi non siano pubblici, fonti di settore indicano che capitali occidentali “amici” – verosimilmente riconducibili a finanziari come Abbott – abbiano preso parte all’operazione. La sua posizione è quindi peculiare: è britannico, ma integrato nell’economia russa, al punto da essere fiduciario in imprese vitali (grano e logistica) per Mosca. Non a caso, Intelligence Online lo definisce un finanziere dai “network offshore russi” al centro del dossier Nord Stream.
Ruolo nel salvataggio di Nord Stream 2
Secondo fonti confidenziali, Abbott avrebbe affiancato Lynch mettendo a disposizione la sua rete di società e contatti finanziari per strutturare l’operazione di acquisto del gasdotto. In altre parole, mentre Lynch cura l’aspetto politico e legale con Washington e Berlino, Abbott lavorerebbe sui meccanismi finanziari internazionali necessari a far affluire capitali (russi e non) verso Nord Stream 2 aggirando le restrizioni. La coppia Lynch–Abbott non è nuova a collaborazioni: già nel 2007, all’epoca dello smembramento di Yukos, i due avrebbero operato in tandem, probabilmente nell’acquisto di asset secondari del colosso petrolifero tramite aste fallimentari. In quell’occasione Lynch fornì il profilo USA “presentabile”, mentre Abbott con le sue conoscenze locali assicurò i rapporti con i venditori russi. Uno schema analogo potrebbe ripetersi oggi: Lynch come volto pubblico dell’offerta per Nord Stream 2, Abbott come regista finanziario dietro le quinte. La presenza di Abbott garantisce inoltre a Mosca che interessi russi (ad esempio di Gazprom o altri attori statali) verranno tutelati nell’operazione, pur se formalmente il controllo passasse a mani occidentali. In sintesi, Will Abbott è l’anello di congiunzione tra il denaro russo e i mercati globali – un ruolo che ora torna centrale nell’affare Nord Stream 2.

