Nel 2019, le banche dell’Eurozona hanno incrementato i propri profitti derivanti dal prestito del denaro, nonostante le proteste del comparto bancario per i tassi Euribor troppo bassi imposti dalla Banca centrale europea. Come riportato dal quotidiano greco Kathimerini, il settore bancario ha realizzato un utile di 202,9 miliardi nei primi tre mesi del 2019, contro i 194,4 dell’analogo periodo dell’anno precedente, per un aumento netto superiore ai quattro punti percentuali. L’allarme relativo ai tassi sui depositi troppo contenuti voluti dalla Bce per dare impulso agli investimenti non ha dunque pesato come previsto sulle banche dell’Unione europea, sa sempre scettiche sulla questione. Nonostante ciò, il settore continua a richiedere aumenti dei tassi, per permettere un margine aggiuntivo sui finanziamenti che garantirebbe maggiore stabilità al mercato e maggiori garanzie sui prestiti elargiti.

L’eccezione che conferma la regola: la Germania

L’unica nazione che ha indicato un dato in controtendenza rispetto al mercato europeo, sempre secondo quanto segnalato da Ekathimerini, è stata la Germania, dove gli utili provenienti dai finanziamenti non sono cresciuti nell’anno appena trascorso. Addirittura, il guadagno netto delle banche dagli interessi eguaglierebbe il dato delle controparti della Grecia, cui economia è decisamente meno stabile rispetto a quella di Berlino, nonostante i passi in avanti degli ultimi cinque anni sulla questione del debito estero del Paese.

La motivazione sarebbe comunque da ricercarsi nelle differenti necessità dei Paesi: mentre la Grecia, appena uscita dal rigido controllo della Troika, necessita di un rilancio economico, la Germania ha incentrato la propria politica nello sviluppo di mercati già consolidati. Questo ha prodotto una minore richiesta di liquidità soprattutto dalle aziende, che ha pesato sugli utili bancari provenienti dagli interessi; mentre per il settore dei servizi si sono confermate ai massimi livelli europei. Il dato, tuttavia, non è sinonimo di sicurezza per quanto riguarda l’espansione economica del Paese per il 2020, specularmente a quelli relativi al comparto del settore manifatturiero tedesco.

La situazione delle banche italiane

Anche per quanto riguarda le banche italiane il 2019 si è potuto definire florido dal punto di vista degli utili netti societari, come nel caso di Intesa San Paolo che ha confermato il trend europeo anche per quanto riguarda l’incremento degli interessi riscossi. Risultati analoghi sono stati portati a casa dagli altri grossi gruppi bancari d’Italia, con le uniche controtendenze riscontrabili negli istituti di credito dalle dimensioni più territoriali e dalle capacità maggiormente ridotte.

Nonostante l’impresa italiana fatichi ancora a ritrovare i giusti spunti per ripartire, il settore bancario ha confermato il suo ruolo centrale nel supporto all’economia. I rischi ai quali vengono esposti gli istituti di credito in condizione di tassi contenuti non hanno evitato però che anche le banche italiane, compatte, abbiano richiesto una revisione del tasso di sconto della Bce per sostenere il comparto. Tuttavia, la situazione italiana è un ottimo esempio per comprendere ancora di più i rischi di un aumento dei tassi sui finanziamenti sull’incentivo all’impresa: se l’economia infatti fatica a ripartire anche in condizione di tassi agevolati, la speranza che la situazione si inverta aumentando il prezzo del denaro è completamente inverosimile.

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