La sfida tra Stati Uniti e Cina sulla costruzione delle nuove reti 5G vede (al momento) Pechino in vantaggio grazie alla spinta data all’innovazione infrastrutturale e tecnologica dalle mosse di attori come Huawei e Zte, adeguatamente sostenuti dal governo della Repubblica popolare. Washington prova a reagire sfoderando la forza del suo apparato politico, militare e di intelligence per contenere Huawei e le altre aziende cinesi attraverso una strategia di isolamento, ma deve a sua volta pensare alla realizzazione della propria rete interna.

A marzo la Federal communication commission (Fcc) ha dato il via alla prima asta per le reti 5G statunitensi, focalizzata sulle frequenze 24,25 e 24,45 GHz e tra i 24,75 e i 25,25 GHz, che sono le licenze da utilizzare per fornire i servizi 5G, guadagnando circa due miliardi di dollari dalle concessioni agli operatori intervenuti. Le aste per le reti 5G sono sempre occasione di fruttuosi guadagni per i Paesi che le organizzano, come ha dimostrato il caso italiano nell’anno scorso, e anche l’amministrazione Trump vuole accelerare in questo campo, al fine di colmare il divario con la Cina. Ma l’avanzamento del processo ha portato ad aspre critiche da parte della Nasa e della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), la più importante agenzia dedicata al monitoraggio meteorologico e climatico, che include il controllo dello sviluppo degli uragani atlantici.

Secondo quanto dichiarato da Neil Jacobs, direttore della Noaa, in un’audizione al Congresso, le frequenze oggetto d’asta sono pericolosamente vicine a quelle vicine ai 24 GHz sfruttate dai satelliti per la prevenzione e il monitoraggio degli uragani. Jacobs, sottolinea il Washington Post, ha avvertito che le interferenze della rete 5G, al momento del suo completamento, potrebbero causare una riduzione della capacità di predizione e della potenza del segnala del 30%, riportandola ai livelli del 1980. E stiamo parlando di uno scarto sensibile, dato che la Noaa e la Nasa, che si è associata agli allarmi e da tempo denuncia questo tipo di problematica, fanno affidamento sui satelliti per osservare gli uragani al momento della loro formazione ed impedire che si verifichino disastri quali quelli di New Orleans, distrutta dall’uragano Katrina nel 2005. Nel 2012, ad esempio, la prevenzione satellitare consentì di controllare e condurre a un impatto meno catastrofico l’uragano Sandy.

Accelerare sul programma 5G senza aver valutato bene il dispiegamento delle frequenze d’interesse e i potenziali impatti di un avvio priva della dovuta sicurezza potrebbe rappresentare un azzardo. Tanto che la Nasa e la Noaa, che con un calo drastico dei dati a disposizione vedrebbero vanificato il previsto investimento da 11 miliardi di dollari in un programma di satelliti da monitoraggio, non sono affatto sole. Come scrive StartMag, “due settimane fa anche due senatori hanno sollecitato la Fcc citando una nota della Marina degli Stati Uniti in cui si avvisava che le reti mobili 5G avrebbero probabilmente interferito con i satelliti meteorologici. Secondo il promemoria della Marina, le operazioni navali proseguiranno ma con un probabile degrado dei modelli meteorologici e oceanici, con conseguente aumento del rischio in sicurezza di volo e sicurezza della navigazione. I senatori hanno dunque sollecitato l’agenzia a evitare di rilasciare nuove licenze di spettro agli operatori wireless fino a quando non verranno apportate modifiche per prevenire i danni alle previsioni meteorologiche”.

Ciò non sembra dissuadere Trump e il suo entourage. In ballo c’è la sfida con la Cina ma anche uno stimolo ai principali attori nazionali a rincorrere Huawei e i suoi omologhi cinesi. A Verizon e At&T si aggiunge il campione nazionale del 5G statunitense, Spirit, in trattativa con T-Mobile per una fusione dedicata alle operazioni nella banda larga. “In base agli accordi, le due società costruiranno una nuova infrastruttura 5G utilizzando lo spettro radio mid-band di Sprint in modo che la rete copra il 97% della popolazione degli Stati Uniti entro tre anni dalla chiusura dell’operazione. Nello stesso periodo la rete coprirà anche l’85% delle zone rurali”. Sono in ballo decine di miliardi di dollari. Ma Washington può veramente permettersi di accelerare senza garanzie di sicurezza in una partita tanto importante? La domanda resta senza risposta: per Trump contenere la Cina e le sue aziende conta più di ogni altra cosa. E la Noaa e la Nasa dovranno lottare duramente per trovare credito ai loro legittimi dubbi.

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