Il Kazakistan, o Kazakhstan, si trova in Asia Centrale e si estende su una superficie di 2.724.902 chilometri quadrati. La geografia è il primo aspetto che dobbiamo considerare se vogliamo analizzare l’importanza strategica di questa ex Repubblica sovietica, governata per 29 anni, dalla sua indipendenza (1991), dal presidente Nursultan Nazarbaev. Il governo kazako, dal marzo 2019 guidato da Kassym Jomart Tokayev, può in effetti contare su un vantaggio non da poco. Il Kazakistan possiede enormi giacimenti di petrolio e di gas ed è, per distacco, l’economia più forte della regione centroasiatica.

Come se non bastasse, da qui transitano sia la Belt and Road Initiative cinese sia un fitto crocevia di gasdotti, che rendono il Paese un perfetto trait d’union tra Occidente e Oriente. Non a caso il 7 settembre 2013 Xi Jinping annunciò per la prima volta al mondo intero il progetto della Nuova Via della Seta. E lo fece, di persona, proprio in Kazakistan, presso l’Università Nazarbayev della capitale Astana, dal marzo 2019 denominata Nur Sultan.

Altri dati rilevanti per inquadrare il Kazakistan: conta quasi 19 milioni di abitanti, ha un territorio immenso, tant’è vero che è il nono Paese più largo al mondo, è suddiviso in 14 regioni e 3 sono le sue città più importanti (Shymkent, Almaty e la capitale Nur Sultan).

Paradiso delle risorse naturali

Abbiamo accennato dell’importanza geopolitica del Kazakistan. Il Paese è in effetti un vero e proprio hub strategico per il commercio di risorse naturali. Nur Sultan rientra nella top ten dei dieci più grandi produttori di petrolio al mondo e in quella di chi può sfoggiare le più ingenti riserve di oro, acciaio e carbone; ospita fino al 3% delle riserve mondiali comprovate di idrocarburi; è al secondo posto mondiale per le riserve di uranio, cromo, piombo e zinco; al terzo per quelle di magnesio e al quinto per quelle di rame.

Dal punto di vista economico, come detto, il Kazakistan è la più grande economia dell’Asia centrale. Dal 1991 a oggi ha fatto crescere la sua economia di 21 volte, attraendo investimenti diretti stranieri per un ammontare di oltre 300 miliardi di dollari. È anche per questo motivo che le classifiche includono il Paese nella top 50 dei Paesi più sviluppati del mondo e nella top 30 in termini di operatività aziendale. I settori economici più importanti coincidono con quello dell’energia elettrica, metallurgia ferrosa e non ferrosa e prodotti chimici e petrolchimici.

A conferma dell’innovazione raggiunta dal Kazakistan è interessante ricordare come, a partire dal 2017, Nur Salatan abbia adottato il programma “Digital Kazakistan” per digitalizzare tutti i settori dell’economia. Dulcis in fundo, il Kazakistan impiega oltre l’80% del proprio territorio (220 milioni di ettari) in ambito agricolo ed è tra i primi dieci esportatori al mondo di grano a livello globale.

Connettere l’Est all’Ovest

Trovandosi a metà strada tra l’Est e l’Ovest, proprio nel cuore dell’Eurasia, il Kazakistan è attraversato da ferrovie, autostrade (87.400 chilometri), corridoi economici e altre infrastrutture rilevanti. Citiamo la Northem, Southem and Central Trans-Asian railway lines, l’International North-South transport corridor e la Highways Western Europe-Western China Highway.

Tante sono le potenzialità del Kazakistan, molte già evidenti altre in procinto di essere ancora sviluppate. Altrettanti i motivi che rendono Nur Sultan una appetitosa meta di investimenti. Oltre alla citata posizione geografica bisogna infatti considerare la stabilità politica ed economica del Paese, unita a una efficiente legislazione (rule of law: una garanzia per gli investitori, a differenza di altri Paesi limitrofi) e a una visione di sviluppo statale a lungo termine.

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