L’Asia scossa dalle guerre commerciali: il continente rischia l’implosione

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In principio il termine guerra commerciale era utilizzato per riferirsi alla contesa economica che metteva di fronte Stati Uniti e Cina, le due superpotenze arrivate ai ferri corti per il controllo dell’egemonia globale. Pechino ha più volte ribattuto che non intende prendere il posto di Washington e di voler puntare su un mondo multipolare, anche se è indubbio che Xi Jinping stia espandendo a dismisura la propria sfera d’influenza; dall’altra parte il governo americano sente il fiato sul collo del Dragone e, pur essendo a corto di idee politiche, culturali e sociali, non intende essere sorpassato. Tutto questo ha portato alla cosiddetta Trade War, combattuta dazio su dazio in un’escalation della quale si fatica a intravedere la fine. La contesa sino-americana non è però l’unica sullo scacchiere mondiale, perché negli ultimi mesi sono spuntati come funghi nuovi focolai di tensione un po’ in tutta l’Asia.

Stati Uniti vs Cina

Andiamo per ordine e iniziamo dalla madre di tutte le guerre commerciali, quella in corso tra Cina e Stati Uniti che va avanti dal marzo 2018. Washington ha iniziato a imporre dazi su alcuni prodotti made in China esportati sui mercati statunitensi, come i pannelli solari e le lavatrici, per poi allargare le tariffe all’intero export cinese negli Usa. L’ultima mossa del tycoon entrerà in vigore a partire dal primo settembre e comporterà l’attivazione di un dazio aggiuntivo del 10% sui 300 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina che erano rimasti incolumi dalle misure restrittive. In precedenza Trump aveva imposto una tariffa del 25% su altri 250 miliardi di merci. La Cina ha risposto, di volta in volta, inserendo nuovi dazi sui beni americani ma soprattutto svalutando la propria valuta: lo yuan. Così facendo, Pechino annulla l’effetto dei dazi americani perché l’aumento dei costi delle merci cinese viene assorbito proprio dalla svalutazione dello yuan. Il problema principale della Cina è che, continuando a svalutare la propria moneta, provocherà un aumento dei prezzi che in futuro potrebbe destabilizzare il mercato interno.

India vs Stati Uniti e Cina vs Stati Uniti

Altro giro, altra corsa. Altre due guerre commerciali che rischiano di prendere il via sono quelle che vedono di fronte Stati Uniti e India e, ancora, India e Cina. Nel primo caso gli Stati Uniti si sono fin qui limitati a cancellare il nome di Nuova Delhi dalla lista del Programma di preferenze generalizzate, che da una decina di anni consente al governo indiano di esportare merci esentasse verso il mercato americano. Trump ha però notato che gli Stati Uniti non hanno lo stesso accesso agevolato al mercato indiano, anzi non ce l’hanno proprio. Dallo scorso 5 giugno l’India tratta commercialmente con gli Stati Uniti come qualsiasi altro paese al mondo, senza più essere considerata in via di sviluppo. La risposta di Modi è stata perentoria: nuovi dazi doganali su 28 prodotti americani, alcune tariffe addirittura raggiungono il 70% del valore delle merci. Niente di simile è ancora accaduto fra Cina e India, anche se Pechino ha fatto intendere ai vicini asiatici di non farsi influenzare dagli Stati Uniti riguardo la scelta di accogliere Huawei nella corsa indiana alla rete 5G. Dovessero esserci ritorsioni, la Cina è pronta a premere sul grilletto dei dazi.

Corea del Sud vs Giappone

L’ultima guerra commerciale che scuote il continente asiatico si sta svolgendo nella regione estremo orientale, dove si è risvegliato l’antico odio tra Giappone e Corea del Sud. Tutto, in questo caso, dipende da nodi storici mai risolti: Seul accusa Tokyo di aver sfruttato i lavoratori sudcoreani ai tempi dell’occupazione della penisola coreana e pretende un risarcimento, mentre il governo giapponese non intende pagare un solo yen. Negli ultimi giorni la contesa ha raggiunto vette inimmaginabili: il Giappone ha bloccato le esportazioni di prodotti indispensabili per il settore tecnologico sudcoreano verso la Corea del Sud e la Corea del Sud, a sua volta, a chiuso le porte a molti beni giapponesi. La guerra commerciale, alla lettera, è un conflitto usato da un paese per danneggiare l’economia di un altro paese, imponendo dazi e restrizioni commerciali. Dunque, le Trade War fin qui elencate sono un serio fattore destabilizzante che rischiano di scuotere l’Asia nel momento in cui il continente asiatico potrebbe spiccare il volo e superare l’Occidente. Per l’Oriente si tratterebbe di un’occasione unica e irripetibile non afferrata.