Rafforzare le relazioni della Cina con il mondo arabo e mandare un chiaro messaggio agli Stati Uniti, occupando il più possibile il vuoto geopolitico lasciato da Washington in una regione altamente strategica. Il viaggio istituzionale di Xi Jinping in Arabia Saudita vale molto più della raffica di accordi commerciali siglati tra Pechino e Riad e raggiunti nelle ultime ore.
Basta paragonare la fredda accoglienza riservata qualche mese fa dal principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, a Joe Biden, con il sontuoso ricevimento preparato da Riad appositamente per il presidente cinese, per intuire che la volontà del più grande esportatore di petrolio al mondo consiste nell’approfondire i legami con il gigante asiatico. Almeno in questa fase storica, caratterizzata da non irrilevanti tensioni con il grande alleato statunitense.
È proprio in questa divergenza che ha pensato bene di inserirsi la Cina. Xi e Bin Salman hanno infatti assistito alla firma di accordi per l’energia pulita e – come anticipato da InsideOver – alla stesura di un piano per “armonizzare” il programma di “riforme” saudite – Vision 2030 – con quello infrastrutturale cinese (Belt and Road Initiative).
Più nello specifico, stando a quanto riferito dalla Saudi Press Agency, Cina e Arabia Saudita hanno siglato 34 accordi di investimenti nei settori dell’energia verde, dell’idrogeno verde, del fotovoltaico, dell’Information Technology, dei servizi cloud, dei trasporti, della logistica, del medicale, dell’immobiliare e delle costruzioni.
Le suddette intese, ha sottolineato il ministro per gli Investimenti di Riad, Khalid bin Abdulaziz Al-Falih, confermano l’intenzione del Regno di “sviluppare e rafforzare le relazioni in tutti i campi, inclusa l’economia e gli investimenti, con l’amichevole Repubblica Popolare Cinese”.
Accordi e partenariato strategico globale
Gli accordi abbracciano anche lo sviluppo di impianti petrolchimici, la costruzione di complessi residenziali all’avanguardia e l’insegnamento del cinese nelle scuole saudite. In totale si parla di un valore complessivo di 30 miliardi di dollari.
Affinate le intese, e messe nero su bianco le firme, Xi è stato accompagnato da Bin Salman all’incontro con l’86enne malato re saudita Salman. Xi e Salman hanno quindi aggiornato “il partenariato strategico globale” definito già nel 2016 in occasione della precedente visita di Xi a Riad. “Ricordo ancora molto bene la mia ultima visita. Sono molto lieto di visitare di nuovo l’Arabia Saudita”, definita dal presidente cinese “una forza importante in un mondo multipolare“, ha detto Xi citato dai media di Pechino.
La visita del leder cinese ha compreso anche il summit tra Cina e Paesi Arabi e tra Cina e Paesi membri del Gulf Cooperation Council, overo il Consiglio di cooperazione del Golfo, l’alleanza filo-saudita di cui fanno parte Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Kuwait e Oman. In tutto ciò, Bin Salman si è proposto come l’intermediario tra la Cina e i paesi arabi, facilitando incontri tra il presidente cinese con tutti i principali leader mediorientali accorsi per l’occasione a Riad.
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La posta in gioco
Perché Cina e Arabia Saudita hanno deciso di rafforzare la cooperazione? La Cina è il principale partner commerciale dell’Arabia Saudita e una fonte di investimenti in crescita, ed è anche il più grande acquirente mondiale di petrolio. L’Arabia Saudita è il principale partner commerciale della Cina in Medio Oriente nonché il principale fornitore globale di greggio.
La cooperazione energetica, come spiegato, è stata l’epicentro di tutte le discussioni andate in scena. Il motivo è presto detto: Pechino e Riad – soprattutto quest’ultima – necessitavano di un quadro per garantire che la loro interdipendenza energetica fosse politicamente “sistemata” vista la portata della transizione energetica portata avanti dal mondo occidentale.
Gli Stati Uniti non guardano con favore all’arte della diplomazia in corso in Arabia Saudita. Da Washington hanno messo in guardia dai “tentativi” della Cina per “far crescere la sua influenza nel mondo”, definendo gli obiettivi di Pechino “non favorevoli al mantenimento dell’ordine internazionale basato sulle regole”. Bin Salman e Xi hanno tuttavia deciso di brindare ad un futuro in cui i piani sauditi e quelli cinesi convergeranno sempre di più.

