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L’Algeria “tomba” il Gasdotto Maghreb-Europa (Gme) mentre l’inverno è alle porte e il gas ha raggiunto prezzi astronomici, rischiando di lasciare al gelo il Marocco e di causare un rincaro delle bollette in Spagna e forse anche in Italia. Dal mese di novembre, la compagnia energetica statale algerina Sonatrach esporterà verso la Penisola iberica solo attraverso la condotta sottomarina diretta Medgaz, bypassando il Gme che passa per il territorio marocchino. Si tratta di una misura ritorsiva assai penalizzante per Rabat, con cui ha Algeri ha interrotto i rapporti diplomatici in estate, ma che potrebbe avere ripercussioni in Spagna e di riflesso in tutta la regione del Mediterraneo centro-occidentale. Secondo i calcoli dell’agenzia Platts, il solo Medgaz non sarà sufficiente a soddisfare tutta la domanda di gas spagnola in futuro. La Spagna ha importato attraverso il Gme una media di 20 milioni di metri cubi al giorno nei primi nove mesi del 2021, pari al 25 per cento della domanda annuale nazionale. Il gasdotto Medgaz ha fornito a Madrid circa 21 milioni di metri cubi al giorno nello stesso periodo gennaio-settembre, dunque poco più della condotta Maghreb-Europa. La domanda sorge spontanea: come farà l’Algeria a garantire agli spagnoli le stesse forniture con la metà delle capacità di trasporto a disposizione?

Stangata in bolletta

La risposta fornita in pubblico dagli algerini è stata rassicurante, ma anche piuttosto vaga. “Spagna e Italia sono clienti storici di Algeria e Sonatrach. A loro siamo legati da contratti a medio e lungo termine. Consegneremo alla Spagna l’intera quantità di gas per la quale ci siamo impegnati. Rispetteremo i nostri impegni su quantità e prezzi, anche se le esigenze aumentano internamente”, ha detto Toufik Hakkar, amministratore delegato di Sonatrach. Il piano della compagnia algerina poggia essenzialmente su due pilastri:

  • aumento delle capacità di trasporto del gasdotto Medgaz;
  • incremento delle forniture di Gnl via nave.

Vale la pena ricordare che nel novembre 2019, la società svizzero-saudita Arkad-Abb si è aggiudicata un appalto da 50 milioni di dollari per realizzare i lavori di ampliamento del gasdotto “direttissimo” Spagna-Algeria. Il progetto, che avrebbe dovuto essere pronto a gennaio 2021, prevede un aumento della capacità di trasporto da 8 a 10,5 miliardi di metri cubi (poi aumentati a 12 miliardi). Il problema è che l’ampliamento non solo non è stato ancora completato, ma sarà comunque insufficiente a compensare la capacità del Gme, pari a 13,5 miliardi di metri cubi all’anno. Che fare quindi? Per l’agenzia di stampa Retuers, l’Algeria utilizzerà enormi navi-gasiera per trasportare Gnl in Spagna. Questo, tuttavia, significa che Sonatrach dovrà noleggiare più navi, alimentando un ulteriore rincaro del Gnl, dato che le tariffe di spedizione che saranno più che raddoppiate. E i prezzi del Gnl sono già aumentati nelle ultime settimane a causa delle carenze strutturali in Europa, delle aspettative di un inverno molto freddo e di una domanda più elevata. Al punto che in molti parlano già di Energy Crunch con conseguente stangata in Italia sulle bollette della luce (+29,8 per cento) e su quelle del gas (+14,4 per cento).

Il Marocco al gelo

Chi viene danneggiato da questa situazione è soprattutto il Marocco. Il Regno nordafricano, infatti, incassava un corrispettivo in gas naturale algerino per consentire il transito del Gme sul suo territorio. E’ noto come il Marocco sia un esempio virtuoso nella produzione di energie da fonti rinnovabili, ma queste non bastano per scaldare i cittadini in inverno, alimentare le industrie pesanti e fornire carburanti ai distributori di benzina. La produzione di gas marocchina è risibile e i nuovi progetti – tra cui spicca la controversa esplorazione affidata gli israeliani al largo di Dakhla, nella regione contesa del Sahara occidentale – sono ancora lontani dalla prima produzione. Un modo per compensare la perdita del gas algerino potrebbe essere quello di invertire il flusso del Gme dalla Spagna al Marocco, attuando quello che in gergo si chiama reverse flow. Ma gli iberici sono già in deficit energetico e una soluzione di questo tipo, almeno nell’immediato, sembra alquanto improbabile.

Solo un appeasement tra Algeria e Marocco potrebbe risolvere la controversia, ma allo stato attuale i rapporti sono ai minimi termini. Tra i due Paesi nordafricani soffiano venti di guerra e il gas è una delle armi più potenti a disposizione degli algerini. L’Italia, forse, potrebbe mettere a disposizioni i suoi buoni uffici e il suo soft power (a proposito, l’ex sottosegretario della Farnesina, Staffan de Mistura, sarà il nuovo inviato Onu per il Sahara occidentale e il presidente della Repubblica Sergio Matterella visiterà Algeri il 6 e 7 novembre) per trovare la una soluzione a un problema che ha travalicato i confini dei due Stati ed ormai è diventato regionale.