Lagarde chiede più Europa: “Euro e Ue hanno portato enormi benefici”

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La ricetta di Christine Lagarde per un’Europa migliore è semplice: accelerare sull’unione monetaria e, al tempo stesso, insistere sulla cooperazione europea.

Il presidente della Banca Centrale Europea, come sottolinea il quotidiano Milano Finanza, ha le idee chiarissime: “L’integrazione europea, attraverso il mercato unico, ci porta vantaggi economici reali. Secondo una stima, il Pil pro capite dell’Ue sarebbe oggi fino al 20% inferiore se non fosse avvenuta alcuna integrazione. Sono le nostre istituzioni comuni nell’Ue a garantire tali progressi”.

In altre parole, per chi non ne fosse ancora convinto, Euro e Unione Europea sarebbero gli artefici principali degli enormi benefici che sono piovuti dal cielo sulle teste dei cittadini del continente.

Altro che austerity e taglio dei costi, Lagarde ha illustrato un quadro del tutto diverso: “L’Ue e l’euro non sono elementi secondari nel produrre la nostra prosperità. Sono gli ingredienti vitali che proteggono il nostro mercato unico e quindi salvaguardano il nostro stile di vita”.

Non solo: è fondamentale, sempre secondo Lagarde, rinforzare la cooperazione tra Stati membri. “La cooperazione in Europa ci dà una voce più forte nei negoziati con altri Paesi. E, in un mondo in cui il multilateralismo è minacciato, lavorare insieme come un’Unione diventa ancora più importante: è l’unico modo per i Paesi di medie dimensioni di opporsi ai grandi attori regionali e difendere i nostri interessi comuni”.

Il messaggio di Lagarde

Peccato che quando parla di cooperazione europea la signora Lagarde faccia finta di non conoscere la reale situazione del continente.

Negli ultimi anni, ma anche in questi giorni riguardo ai sussidi per la riconversione energetica delle aziende maggiormente inquinanti, la Germania ha sempre goduto di vantaggi che gli altri membri non hanno neppure mai avuto il piacere di immaginare. Facile parlare di cooperazione quando a rimetterci sono sempre gli stessi, su tutti la bistrattata Italia.

Lagarde ha quindi lanciato un appello ai nuovi presidenti delle istituzioni comunitarie: “Sono convinta che capiranno questa fase e la necessità per l’Europa di accelerare. I leader europei vedono che il mondo attorno a noi si sta muovendo e che questo ci richiede una revisione delle nostre ambizioni. Ma se vogliamo andare avanti, lo slancio deve provenire sia dall’alto che dal basso. L’integrazione europea deve basarsi sul consenso dei cittadini”.

Peccato che nell’ultimo periodo i cittadini si fidino sempre meno dei tecnici di Bruxelles, che più volte hanno dimostrato di tutelare i propri interessi anziché quelli del “popolo”.

I piani economici della Bce

Non poteva mancare una lunga parentesi economica. Lagarde ha ribadito che “Alcuni membri del board della Bce hanno sottolineato la necessità di prestare attenzione ai possibili effetti collaterali delle attuali misure di politica monetaria, che meritano un attento monitoraggio nel periodo a venire. Sono state espresse preoccupazioni in merito al potenziale impatto dei tassi di interesse negativi sulle famiglie dell’area dell’euro, con dinamiche di risparmio e consumo che richiedono di essere monitorate”.

In ogni caso l’effetto dei tassi sotto zero è ancora positivo, quindi resti tutto com’è. Nel cuore della Bce sembra quindi essere tornata la calma; allarmi e dissidi sono magicamente rientrati. Ecco perché per tutto il 2020 la Bce potrebbe lasciare inalterata la politica monetaria dell’Ue. Ma, come sempre accade, a Francoforte e Bruxelles si parla di numeri e non di esigenze politico-sociali dei cittadini.