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È iniziata ufficialmente la nuova avventura di Christine Lagarde come presidente della Banca centrale europea, prima guidata dall’italiano Mario Draghi. Un incarico che manterrà, salvo imprevisti, fino al 2027 e che quindi segnerà il corso dell’Unione europea in anni difficili, fatti di guerre commerciali, riconversioni green dell’industria, rivoluzione tecnologica e disoccupazione crescente.

La nuova strategia di comunicazione di Christine Lagarde

Un ruolo, quello della Lagarde, impegnativo che sembra essere stato assunto con notevole entusiasmo. Nel primo giorno ufficiale di lavoro Lagarde si è subito distinta dal suo predecessore per una nuova strategia di comunicazione. La nuova Presidente della Bce è infatti attivissima sui social network, dove ha scandito con video e foto la sua prima giornata all’Eurotower. Un’attività inusuale per la carica di Presidente dell’istituzione finanziaria più importante in Europa, se confrontata con il mandato precedente.

Mario Draghi non aveva infatti account ufficiali sui social network e le sue comunicazioni verso l’esterno si sono sempre limitate a conferenze e comunicati stampa. Un cambio di paradigma che non può essere casuale. Probabilmente il risultato delle ultime elezioni europee che ha certificato la continua crescita dei partiti sovranisti a discapito di quelli tradizionali ha fatto scattare un campanello d’allarme ai vertici.

La distanza tra le istituzioni europee e i cittadini è molto ampia, sia in termini di rappresentanza, sia per l’effettiva difficoltà di comprensione delle intricate procedure che caratterizzano il funzionamento di quest’organizzazione sovranazionale. Aspetti che con buona probabilità hanno contribuito alla crescita della disaffezione popolare verso Bruxelles. Comunicare meglio sembra quindi essere una delle armi utilizzate dalla nuova dirigenza europea per riavvicinarsi ai cittadini.

L’euro gode davvero di ottima popolarità?

Sorge tuttavia un punto di domanda naturale rispetto a questa nuova attitudine: è sufficiente potenziare gli strumenti di comunicazione per riacquistare la fiducia dei cittadini, lasciando invariati i contenuti? Se infatti Christine Lagarde ha dimostrato discontinuità in merito alla tecnica di comunicazione, la stessa cosa non può invece dirsi sulle intenzioni concrete del prossimo inquilino della Bce.

“L’Euro è popolare come non mai”, ha annunciato trionfalmente Lagarde durante un recente discorso a Berlino. Un’affermazione che lascia perplessi sia per la già citata crescita dei partiti sovranisti ed euroscettici in tutto il Continente, sia per le reiterate affermazioni di svariati esperti, molto critiche nei confronti della moneta unica. Addirittura un irriducibile europeista come Carlo Cottarelli, ex funzionario del Fondo monetario internazionale, ha dichiarato apertamente come l’euro rappresenti “una gabbia” per alcuni Paesi membri. Christine Lagarde ha scelto quindi, in questo caso, la perfetta continuità con il suo predecessore, autore della famosa sentenza sull’irrevocabilità della moneta unica.

Nessun mea culpa sull’austerità

L’atteggiamento è quindi sempre lo stesso da parte dei vertici di Francoforte: chiudersi a riccio sulla moneta unica, escludendo qualsiasi possibilità di autocritica. Non è tuttavia solo la moneta unica a non essere messa minimamente in discussione da parte di Christine Lagarde. Anche le politiche economiche utilizzate all’interno dell’Europa negli ultimi anni sembrano divenute oggetto di culto acritico. Nella stessa conferenza di Berlino, Christine Lagarde non ha perso occasione per rendere omaggio all’ex Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, conosciuto non a caso con l’appellativo di falco.

Schaeuble è quel Ministro che, durante la crisi greca del 2015, arrivò ad imporre condizioni così dure agli ellenici da suscitare lo “scandalo” di tutti gli altri leader europei. Il già Ministro tedesco è ricordato per le sue continue affermazioni volte a rimarcare il peso dei Paesi del sud Europa e dei loro conti in disordine nei confronti dei virtuosi Paesi nordici. L’omaggio di Christine Lagarde a Schaeuble appare oggi come una benedizione di quelle politiche e il fatto risulta decisamente in contrasto con la recente ammissione di colpe della stessa Lagarde per l’eccessiva durezza adottata dal Fondo monetario internazionale nei confronti della Grecia.

Tutte queste contraddizioni non possono essere nascoste sotto al tappeto con un semplice cambio di immagine. La comunicazione può diventare efficace se supportata da contenuti, che tuttavia non sembrano essere cambiati e sono gli stessi che stanno portando al tracollo l’attuale classe dirigente dell’Unione europea.