La scommessa della Lombardia: le “Zone di Innovazione e Sviluppo” come hub di competitività

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Fare sistema nei territori e sviluppare capacità e competenze operative in campo economico favorendo la sinergia tra programmazione pubblica, investimenti privati, governance amministrativa, ricerca e valorizzazione del capitale umano: Regione Lombardia sta facendo avanzare il progetto delle Zone di Innovazione e Sviluppo con l’obiettivo di consolidare le sinergie territoriali dei vari distretti e promuovere la competitività di territori che si inseriscono nel quadro italiano ed europeo come trainanti per la crescita e la produttività.

Le Zis sono state delineate nel novembre 2025 dalla Giunta regionale di Milano presieduta da Attilio Fontana e sostenute dall’Assessorato allo Sviluppo economico con a capo Guido Guidesi, e stanno entrando dalla fase ideativa a quella valutativa per un’eventuale definizione progettuale. L’obiettivo è usare la leva della politica industriale regionale per favorire aggregazioni in grado di creare sinergie positive per i territori oggetto di valutazione per l’istituzione delle Zis, pensate come un fattore di aggregazione tra competenze e strutture eterogenee per ottimizzare risorse e accelerare l’ottenimento di risultati.

La definizione ottimale l’ha data Diaro Diac, sottolineando che nell’aspettativa della giunta lombarda le Zis dovrebbero emergere come “un modello sperimentale di organizzazione territoriale“. Ogni Zis, aggiunge Diario Diac, non sarebbe “una zona con incentivi automatici, ma un ecosistema in cui soggetti diversi lavorano insieme: imprese, università, centri di ricerca, enti pubblici. L’obiettivo è rafforzare la competitività attraverso collaborazione, conoscenza e visione condivisa”. L’obiettivo di Regione Lombardia è favorire le sinergie interne per accelerare la capacità dei distretti e degli hub produttivi di agganciarsi alle grandi rotte produttive nazionali ed europee.

Recente è la notizia che la prima Zis tra le sei ad aver presentato la propria candidatura per il riconoscimento come hub territoriale ha superato la prima fase di valutazione necessaria ad entrare in un contesto di approfondimento negoziale funzionale a capire come possa essere messa effettivamente a terra. Si tratta della Zis Meccatronica di Bergamo.

Parliamo di una Zis che ufficialmente è ipotizzata con il nome progettuale B.R.I.D.g.E. (Boosting Research & Innovation for the Development of a Mechatronic Ecosystem) e destinata a essere sviluppata nell’area geografica centrata sul capoluogo orobico, che presiede alla terza provincia della Regione per popolazione, Pil e produzione industriale dopo Milano e Brescia, prevedendo come cuore pulsante la zona di innovazione del Kilometro Rosso, sito vicino all’Autostrada A4 “semiasse” dell’industria e della manifattura del Nord e sede del consorzio Intellimech. Quest’ultimo, ricorda Bergamo News, è il consorzio che ha proposto il progetto della Zis bergamasca della meccatronica, e la testata aggiunge che “tra gli ambiti tecnologici al centro del progetto figurano robotica, automazione, interazione uomo-sistema, sostenibilità e gestione dei dati industriali”.

La Zis orobica non è, come detto, l’unica ad aver presentato la candidatura. Ci sono altri cinque progetti indicati dalla Regione come depositati presso l’Assessorato dello Sviluppo Economico, riguardanti, in due casi, Milano: il Milano Innovation District (Mind) è proposto come hub di una Zis dedicata al ramo sanitario e al comparto farmaceutico-biomedicale, mentre una seconda proposta centrata sul Made (nel quartiere della Bovisa) è a tema IA. Fuori Milano si segnalano le proposte di tre Zis: biomeccanica (Lecco), tecnologie agricola e transizione energetica (province di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova), tessile (Como-Varese). La sfida di consolidare produttività e crescita appare strategica e sistemica e in tal senso l’attivazione possibile delle Zis mira ad essere una prova di cooperazione tra soggetti diversi nei territori produttivi. La via indicata è quella del fare sistema per competere su scala internazionale: per un territorio di industria e produttività come la Lombardia questo è un obiettivo interno così come un dossier di “diplomazia economica” territoriale. Capire dove si costruirà il valore aggiunto del futuro e come diverse realtà possono compenetrarsi e rafforzarsi vicendevolmente valorizzando talenti, imprese, industria sarà una delle partite principali del progetto Zis.