Il Governo italiano apre a BlackRock le porte di Leonardo, consentendo al colosso dell’asset management americano di arrivare oltre il 3% delle quote nell’ex Finmeccanica, controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze. La mossa, rivelata da Reuters e confermata da Il Sole 24 Ore, segnala un rafforzamento del coinvolgimento del grande operatore della finanza americana nel nostro Paese di cui come InsideOver abbiamo recentemente dato conto.
BlackRock sempre più forte scommette su Leonardo
La Roccia Nera guidata da Larry Fink, che gestisce oltre 10mila miliardi di dollari di asset su scala globale, al 31 dicembre 2023 aveva un portafoglio italiano del valore di 97,3 miliardi di dollari, comprese quote del 7% del capitale di Unicredit, il 5% di Intesa San Paolo e partecipazioni in Eni, Enel e Generali. La crescita della quota in Leonardo va letta sia in chiave finanziaria sia, soprattutto, in ottica strategica.
Sul primo fronte, Leonardo, tra i maggiori player mondiali della Difesa, è un’azienda indubbiamente appetibile, con un business in crescita e un titolo decollato nell’ultimo biennio assieme ai risultati operativi sulla scia dell’aumento delle commesse e della crescita della spesa per il riarmo nei maggiori Paesi europei. Solo negli ultimi 12 mesi il gruppo di Piazzale Montegrappa ha guadagnato a Piazza Affari il 53%. L’azione vale quasi 21 euro contro i 6,50 del febbraio 2022, mese dell’attacco russo all’Ucraina, una crescita del valore borsistico del 221% che sicuramente rende appetibile per il Mef un ingresso di un socio disposto a pagare un’azione tanto apprezzata per goderne degli utili e dei ritorni.
Ma sarebbe, al contempo, riduttivo analizzare solo in termini di operatività borsistica l’affare. Aprire alla salita di BlackRock oltre il 3%, come ha fatto il Governo e approvato l’amministratore delegato Roberto Cingolani, significa consolidare il processo di saldatura tra alta finanza americana e aziende italiane attive nei settori strategici. La scalata di BlackRock a Leonardo fa il pari con la crescente sinergia della Roccia Nera con Sace o con altri affari come la scalata di Kkr, fondo americano avente l’ex direttore della Cia David Petraeus tra i suoi partner, al controllo della rete di Telecom Italia.
Gli apparati del capitalismo americano puntano sull’Italia, porta dell’Europa e Paese da blindare come alleato a tutto campo degli Stati Uniti. Leonardo, in quest’ottica, è doppiamente strategica perché azienda attiva, tramite la partecipazione al programma F-35 e alla missione Artemis per la corsa alla Luna, nella grande strategia securitaria e tecnologica avente la sua testa negli Usa e, al contempo, realtà attiva negli Usa fin dalla gestione dell’ex ad Alessandro Profumo. Durante la cui gestione l’azienda era stata fortemente attenzionata oltre Atlantico.
Dopo BlackRock, sarà il turno di Musk?
Ora l’azienda ha passato il vaglio del golden power del governo Meloni per arrivare oltre il 3% delle quote, come socio di peso del Mef. La partecipazione avrà valore in termini di cash flow ma non di rafforzamento del peso operativo di BlackRock in Leonardo perché, nota Il Sole, “nessun soggetto esterno allo Stato o agli enti pubblici italiani può detenere più del 3 per cento del capitale. Se si oltrepassa questa soglia le azioni oltre il 3% non hanno diritto di voto in assemblea”.
Questi sono distinguo che vanno tenuti in conto. Ma il messaggio lanciato è importante: c’è il sigillo del Governo Meloni al rafforzamento dell’abbraccio tra la finanza americana e gli asset strategici italiani. E la notizia arriva nello stesso momento in cui un altro dei magnati che punta sull’Italia per espandere il suo business, Elon Musk, ha ribadito la sua attenzione per il Belpaese premiando all’Atlantic Council la premier Meloni. Con cui la sinergia non è solo personale, ma anche di affari. Saranno lo spazio e le telecomunicazioni esterne a Tim le prossime aree di intervento dei capitali Usa? Il Ceo di Tesla e Starlink appare il candidato numero uno alle prossime mosse.