Nella giornata del 23 febbraio il presidente di Zte Xu Ziyang ha tenuto un discorso alla cerimonia di apertura dell’edizione 2021 del Mobile World Congress (Mwc) di Shanghai. Il presidente della telco cinese ha focalizzato il suo intervento sul tema del futuro della rivoluzione digitale in corso concentrandosi particolarmente sugli sviluppi dettati dagli avanzamenti della tecnologia 5G, in cui Pechino è tra i front-runner su scala globale.

Il discorso è interessante per diversi motivi. In primo luogo, consente di capire l’approccio alla rivoluzione digitale da parte di un’azienda salita alla ribalta dell’opinione pubblica occidentale solo dopo lo scoppio delle tensioni geopolitiche tra Usa e Cina sul fronte tecnologico nel 2018 ma che in realtà opera nel settore da oltre trent’anni ed è uno dei maggiori artefici dell’impetuoso sviluppo tecnologico cinese.

In secondo luogo, aiuta a comprendere le diverse sfumature della rivoluzione digitale, non da intendersi esclusivamente come una questione riguardante le strutture produttive e industriali, ma come un cambio di paradigma sociale di portata mondiale, che da tempo ha accelerato l’interconnessione su scala planetaria di fenomeni e processi già fortemente avvicinati dal decollo della globalizzazione e dall’era di Internet.

Infine, aiuta a comprendere il delicato legame che vincola la sfida della governance della rivoluzione tecnologica alla risoluzione delle altre grande problematiche comuni al contesto globale, prima fra tutte quella climatica.

Xu ha posto l’accento sull’impatto della pandemia di Covid-19 sull’innovazione e sulla progressiva “digitalizzazione” di diversi processi economici e sociali: “Nella lotta contro la pandemia, la tecnologia ha avuto successo”, ha sottolineato, aggiungendo che “per i consumatori, la pandemia ha cambiato notevolmente il modo di vivere e lavorare, rendendo i servizi Ict una necessità, come l’aria, l’acqua e l’elettricità”. Un bene pubblico globale, di quelli la cui accessibilità è oggi considerata prerequisito fondamentale per un vero sviluppo umano, insomma. “Le imprese hanno quindi bisogno di accelerare la trasformazione digitale e intelligente, non solo per ridurre i costi e aumentare l’efficienza, ma per diventare più agili e intelligenti, affrontando così al meglio le incertezze degli ambienti esterni, dei mercati e delle tecnologie”, ha chiosato poi Xu, che ha inserito su queste premesse il discorso sul 5G.

La pandemia, in un certo senso, ha reso ancora più evidente, in campo internazionale, la necessità di ampliare la proiezione della tecnologia 5G, che deve ancora dispiegare sul fronte commerciale e industriale tutti i suoi effetti. Superando alcune necessità tecniche che Zte, in qualità di azienda specializzata nella fornitura di infrastrutture e tecnologie di supporto alla trasmissione dei segnali, ha ben presenti.

Le infrastrutture 5G dovranno farsi più efficienti, i processi industriali di riferimento che sfruttano la possibilità di monitorare macchinari e processi creando grandi quantità di dati dovranno avere crescente applicazione commerciale, i costi abbattuti. Un punto focale, nota Xu, è quello del cloud: la trasmissione 5G moltiplicherà la quantità di dati generati in ogni processi e chiederà dunque alle organizzazioni di possedere infrastrutture fisiche e digitali per il loro stoccaggio e appropriato sfruttamento. Questo implicherà anche un abbassamento della latenza del segnale e un coordinamento delle tecnologie fondate sull’interconnessione su dispositivi (internet delle cose).

“La divulgazione delle applicazioni industriali 5G solleverà maggiori requisiti per l’integrazione cloud-rete e stimolerà la continua evoluzione delle tecnologie”, ha notato il presidente di Zte, evidenziando che presto la trasmissione potrebbe includere lo sfruttamento di onde Terahertz e la generazione di programmi AI-native, fondati dunque sul continuo allenamento e autoapprendimento degli algoritmi.

Xu ha parlato del 5G targato Zte come di un processo antropocentrico, fondato un continuo adattamento della tecnologia alle richieste degli utenti, fisici o corporate che siano: “Per far fronte alle sfide tecnologiche, facciamo continue innovazioni e scoperte per l’ultimate user experience. Sia per il mercato consumer che per quello business, la chiave del successo è creare un’esperienza nuova di zecca per tutti”, un ambiente di riferimento per ogni settore e un ecosistema in cui, che si parli di domotica o di industria pesante, ogni persona possa tenere il controllo di fondo dei processi. Il 5G deve contribuire a creare una tecnologia al servizio dell’uomo, migliorando i processi e fornendo le “lenti” per guardare più lontano, e non sostituirsi ad esso nel governo dei processi economici e umani.

In tal senso, il dialogo strategico con i clienti più rilevanti appare un punto di riferimento fondamentale: “Zte si impegna a costruire un ecosistema digitale e intelligente basato su capacità di base aperte e su una collaborazione più efficiente, per raggiungere un equilivrio win – to – win per tutti i partner”. Spazio, come detto, anche per il tema della sostenibilità, dato che l’idea di Zte è di mettere al servizio della transizione energetica e dell’efficienza l’innovazione: algoritmi di Ai e strumenti di gestione dei big data consentono, secondo Xu, di abbassare del 20% il consumo energetico nella costruzione della rete, e tra le più importanti richieste dell’industria al gruppo i servizi per l’efficienza energetica occupano un punto fondamentale.

Risulta importante sottolineare come quanto detto da Xu al Mwc sia il frutto sia di un’elaborazione teorica sia di concrete esperienze aziendali. Recentemente, ad esempio, Zte e ChinaTelecom hanno avviato un progetto comune per potenziare la rete commerciale 5G di Yanghzou e potenziare ed ampliare lo smart industrial park nella regione dello Jiangsu, nel Nord della Cina. In Italia, parlando Il Sole 24 Ore, di recente  il vicepresidente di Zte Italia, Lucio Fedele, ha annunciato l’idea di portare la tecnologia 5G in uno dei settori più popolari dell’industria del divertimento nazionale, il mondo del calcio, dimostrandone le potenzialità con la creazione degli “smart stadium“.

“Dal banale parcheggio intelligente, che ci dice in anticipo dove troveremo posto auto, alla facilitazione degli ingressi” le tecnologie 5G potranno aiutare molto in questo campo, ma come spiega Fedele “il vero e proprio smart stadium” nascerà proprio col rafforzamento dell’esperienza-utente: “Grazie al posizionamento con lo smartphone, chiunque avrà cioè la possibilità di assistere alla partita come se fosse il regista di ciò che sta guardando, scegliendo il calciatore da inquadrare e conoscendo immediatamente le statistiche” storiche e relative al match in corso. Un esempio ben definito della rivoluzione sistemica del 5G, fautore di una crescente integrazione tra realtà e esperienza online di cittadini e imprese. Una rivoluzione che aziende come Zte intendono governare per evitare che il fattore umano possa essere espunto dai processi e dai progressi tecnologici.

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