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(Il Cairo) Gli economisti ritengono che l’apprezzamento della lira egiziana sul dollaro statunitense sia merito di un complesso di fattori, tutti legati alla ripresa dell’economia nazionale. Secondo alcuni esperti economici, la rivalutazione della lira egiziana – che negli ultimi due mesi ha riguadagnato circa il 6% risalendo dalle 17,80 lire per un dollaro di metà gennaio alle odierne 17,30 lire – rifletterebbe l’inizio di una parabola discendente del tasso di cambio della moneta statunitense nei prossimi mesi.

“Quest’andamento è la conseguenza dei successi economici del Paese”, sostiene l’autorevole esperto del settore bancario Ashraf al-Qadi. “I responsabili della politica monetaria sono riusciti a tenere a disposizione del sistema bancario la quantità di dollari necessaria, sostenendo un tasso di cambio adeguato a quello vigente nei mercati valutari internazionali”.

Il valore della lira egiziana rispetto al dollaro si era quasi dimezzato dopo la liberalizzazione valutaria, decisa dal governo a novembre 2016 nel quadro delle riforme economiche varate dal Cairo per ripristinare la fiducia degli investitori, eliminare il mercato nero delle valute e usufruire del prestito di 12 miliardi di dollari concesso dal Fondo monetario internazionale. La svalutazione della lira ha colpito molto duramente l’esistenza di decine di milioni di egiziani, i cui redditi sono stati rapidamente falcidiati dalla repentina impennata dei costi delle materie prime, che ha fatto quasi triplicare i prezzi al consumo. Per una parte delle popolazione è stato difficile mettere insieme il pranzo e la cena, ma il governo è riuscito ad attenuare l’impatto dei rincari sulle fasce più deboli attuando una serie di provvedimenti, tra cui l’aumento degli stanziamenti per calmierare i prezzi degli alimentari e vari interventi di sostegno dei redditi dei più poveri.

Come mostrano gli indicatori economici, il piano di riforme ha avuto successo: nel 2018 l’economia si è espansa al ritmo del 5% e nel 2019 il governo spera di superare il 6%. Le esportazioni egiziane, pari a 16 miliardi di dollari prima dell’avvio del piano di riforme economiche, valgono oggi oltre 22 miliardi, mentre diminuiscono le importazioni, aumentano le ingenti rimesse degli emigrati e la ripresa del turismo fa affluire nel Paese quantità consistenti di valute pregiate. Secondo gli economisti il rafforzamento della lira egiziana sul dollaro, in cui è denominata gran parte delle importazioni nazionali, è merito di questo complesso di fattori. “Tutte queste circostanze hanno concorso alla ripresa della lira sulle principali valute estere”, spiega l’analista finanziario Mohamed al-Najjar.

Un’ulteriore espansione economica è prevista nei prossimi mesi, quando nell’imminenza del completamento del piano di riforme, a giugno o luglio l’Egitto incasserà gli ultimi due miliardi di dollari dei 12 miliardi del prestito concesso dal Fondo monetario internazionale. Con il versamento di quest’ultima rata si chiuderà ufficialmente il programma di riforme, tra cui figuravano sostanziali riduzioni dei sussidi e l’introduzione di un’imposta sul valore aggiunto.

Gli economisti ritengono che l’espansione economica permetterà al governo di potenziare i programmi di sostegno alle fasce popolari più povere, di aumentare la spesa per la sanità e l’istruzione e di finanziare nuovi progetti di sviluppo. Questo complesso di fattori influirà anche sul rapporto di cambio tra la lira egiziana e le principali valute estere.

Tutti i cittadini seguono con grande attenzione il rafforzamento della lira nei confronti del dollaro, che nelle loro speranze farà diminuire i prezzi delle materie prime. Secondo Ahmed Shiha, Direttore dell’Ufficio importazioni della Camera ci commercio del Cairo, la flessione del dollaro ridurrà i costi delle materie prime, ma prima che i prezzi al consumo si adeguino a questo ribasso potrebbe dover passare ancora qualche mese.