Nel Regno Unito c’è una birra italiana che spopola: ed è nientemeno che la nazionalpopolare Birra Moretti. La celebre bionda del “baffo” originaria di Udine, dal 1996 di proprietà del gruppo Heineken che gestisce produzione e commercializzazione del gruppo, ha nello scorso trimestre conquistato la classifica di birra alla spina più venduta nel Regno Unito.
Il portale di riferimento per il mercato del beverage britannico, The Drink Business, ha ricordato infatti che “secondo gli analisti di dati CGA, le vendite di Birra Moretti alla spina sono aumentate nell’ultimo trimestre, con un incremento del 9,6% rispetto all’anno precedente, per un totale di vendite in questo periodo pari a 246,7 milioni di sterline”.
Moretti ha scalzato al primo posto la Carling, che da quarant’anni è la birra alla spina più consumata dai sudditi di Sua Maestà. La lager chiara dal tipico colore giallo oro prodotta dall’omonima azienda canadese dagli Anni Ottanta è diventata il simbolo dei pub hero britannici e ha legato il suo nome a una lunga sponsorizzazione della Premier League di calcio, dal 1993 al 2001.
E Birra Moretti vince più per meriti propri che per demeriti altrui: la testata britannica ricorda che “il proprietario di Carling, Molson Coors, ha investito 10 milioni di sterline nel suo birrificio Tadcaster nel tentativo di aumentare il successo dei suoi marchi” e “ha appena battuto le previsioni degli analisti nei suoi risultati del primo trimestre“, risultando un’azienda in piena salute. Dato che dà doppio peso al risultato del baffo friulano. Il cui brand ha, secondo gli esperti del settore, conquistato il mercato britannico anche grazie al successo nella nuova Sale di Mare, disponibile nei pub da febbraio 2024.
Heineken, nel frattempo, sta investendo per aumentare la produzione in loco di Birra Moretti. Nel 2023 sono stati investiti 25 milioni di sterline per rafforzare l’impianto di Manchester, dove viene bevuta buona parte della Moretti nel Regno Unito. La produzione di birre in bottiglia, invece, avviene in Italia presso gli stabilimenti di Assemini, vicino Cagliari, Comun Nuovo, in provincia di Bergamo, Pollein, presso Aosta, e Massafra, cittadina in provincia di Taranto.
La ricetta italiana “tira”, insomma, anche nel Regno Unito. L’Italia ci ha messo quarant’anni per vincere una partita di calcio in casa degli inglesi, nel 1973, a distanza dalla celebre “Battaglia di Highbury” del 1934; ha per breve tempo celebrato, nel 1987, il “Sorpasso”, il superamento del Regno Unito al quinto posto delle economie della Terra. Mai avrebbe però immaginato di veder un suo marchio di birra scalare la classifica delle preferite dei pub hero britannici, una bionda dopo l’altra. Ma il brand Italia tira, e non poco. E il successo di Birra Moretti è quello di una birra di proprietà olandese e manifattura in parte britannica che si vantaggia competitivamente perché associata alla qualità italiana. Un soft power che arriva nei boccali dei cittadini britannici. E dice molto della capacità del nostro sistema di realizzare o immaginare prodotti vincenti.
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