Mario Draghi è pronto a cancellare completamente l’era targata Giuseppe Conte. La vera partita si gioca sulle cosiddette nomine, e la notizia delle ultime ore riguarda il futuro di Fabrizio Palermo nel ruolo di ad di Cassa Depositi e Prestiti, considerato ormai a un passo dai titoli di coda. Palermo, scelto da Conte ai tempi del governo gialloverde, era uno degli ultimi “contiani” in Cdp.

Archiviata la stagione del supercommissario all’emergenza Domenico Arcuri, la rimozione di Gennaro Vecchione dall’incarico al DIS, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, e i saluti di Angelo Borrelli dalle vesti di capo del Dipartimento della Protezione Civile, adesso sembra essere arrivata la volta di Fabrizio Palermo. Al suo posto, inutile girarci attorno, Draghi ha intenzione di piazzare un fedelissimo.

Ben presto si potranno verificare le indiscrezioni dei giorni scorsi visto che il nome di Dario Scannapieco è diventato effettivamente il candidato più probabile a sostituire Palermo. Quest’ultimo, ricordiamolo, fu scelto nel 2018 per guidare il gruppo Cdp dopo esserne stato direttore finanziario nei quattro anni precedenti.

L’uomo di fiducia di Draghi

Palermo gode del favore generale del Movimento 5 Stelle, partito che adesso deve tuttavia fare i conti con un certo subbuglio interno. Come ha sottolineato Marco Antonellis su Tpi, il gruppo parlamentare grillino sarebbe infuriato dalla passività mostrata da Giuseppe Conte, da settimane al vertice del M5s ma “mai in grado di incidere veramente” o di poter avere voce in capitolo in merito alle scelte strategiche di Palazzo Chigi nel governo.

Al tempo stesso pare che Luigi Di Maio continui a “giocare nell’ombra”, tenendo aperti canali trasversali. In ogni caso, e tornando alla possibile scelta di Draghi in Cdp, Scannapieco, classe 1967, è da 14 anni vicepresidente della Banca europea degli investimenti e può essere considerato un fedelissimo del premier. Lo stesso Scannapieco – altro particolare non da poco – è stato consulente di Draghi presso il Ministero del Tesoro negli anni ’90. Insomma, siamo di fronte al classico profilo giusto per ristabilire un certo equilibrio interno.

Cassa Depositi e Prestiti: una partita strategica

Attenzione, perché la partita per la Cdp è fondamentale per almeno tre ordini di ragioni. Innanzitutto, scegliendo Scannapieco al posto di Palermo, Draghi lancerebbe un segnale forte puntellando il suo “partito personale” in seno alle istituzioni. Dopo di che è chiaro un altro messaggio: il premier è disposto a mettere persone di fiducia per gestire fondi strategici. E, da questo punto di vista, Cdp sarà altamente strategica per il Recovery Fund.

Last but not least, attuare una simile scelta consentirebbe a Draghi di oliare quel rapporto tra Stato, territori, enti locali e imprese che è al centro del sistema che con il citato Recovery si ha intenzione di incentivare. È importante evidenziare un ultimo particolare. Nel corso degli ultimi mesi, Draghi ha attuato un metodo diretto e incisivo per gestire le nomine più importanti. Quale? Decidere in totale autonomia, senza dipendere dai partiti, e affidandosi soltanto al supporto di una selezionata cerchia di consulenti. Ecco che scegliere l’amministratore delegato di Cdp è fondamentale, visto e considerato l’impegno della banca di Via Goito nell’economia nazionale.