La Lettonia lancia la “guerra” al grano russo per sostenere l’Ucraina

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La guerra in Ucraina è stata fin dall’inizio anche una guerra del grano. E lo è ancora. al terzo anno di guerra, i cerali continuano ad essere terreno di scontro tra Mosca e Kiev, ma anche tra i membri dell’Unione Europea che ora rischia di spaccarsi di fronte alla brusca sterzata della Lettonia.

Proteggere il grano ucraino: la mossa della Lettonia

Il 22 febbraio scorso, il Parlamento lettone ha approvato il divieto di importazione di prodotti agricoli dalla Russia e dalla Bielorussia almeno fino al luglio 2025, diventando il primo Paese dell’UE a farlo. Secondo il Ministero per l’agricoltura lettone, nonostante frange di agricoltori dell’est Europa “combattano” contro il grano ucraino, la vera onta è che nell’Unione si continui a vendere grano russo. Ora, dunque, Riga mette alle strette l’Europa, chiedendo che l’Unione segua le sue orme. “Tutto ciò che importiamo dalla Russia, può essere importato dall’Ucraina“, tuona il ministro lettone per l’Agricoltura Armands Krauze che preme sull’intento di aiutare, in questo modo, l’Ucraina a risollevarsi, smettendo di foraggiare indirettamente la macchina da guerra russa.

Ieri, al suo arrivo al Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Unione, il ministro ha rincarato la dose, passando all’attacco della Politica Agricola comune: “Serve più prevedibilità nella Pac, alcuni obiettivi attuali climatici per il 2030 sono sostanzialmente impossibili da raggiungere per la Lettonia. Se li raggiungiamo il Pil e la produzione crolleranno in modo significativo. Questi criteri vanno cambiati. Non è la fine del Green deal, è l’inizio di un nuovo approccio“, ha evidenziato. Del resto, quando fu approvata la Pac nel 2021 le condizioni erano diverse: non c’era la guerra, e l’Ucraina poteva esportare liberamente il suo grano in Africa.

La “resistenza” polacca al grano ucraino

A scatenare il pubblico ludibrio in Lettonia ha contribuito un incidente verificatosi al confine polacco-ucraino agli inizi di febbraio. Gli agricoltori polacchi hanno lanciato la loro protesta contro quella che vedono come concorrenza sleale, bloccando tre valichi di frontiera: in seguito, hanno assaltato i camion ucraini che entravano in Polonia, rovesciando cumuli di grano. Immagini imbarazzanti, che avevano costretto il ministro dell’agricoltura polacco Czeslaw Siekierski a condannare il gesto, pur sottolineando la difficile condizione degli agricoltori nazionali. Proteste che hanno rischiato di incrinare i rapporti già complessi tra Varsavia e Kiev, che ha chiesto al governo polacco di punire duramente i responsabili. Grande imbarazzo per Varsavia, che solo poche settimane prima era riuscita a sedare un blocco simile da parte dei camionisti polacchi. Il 20 febbraio scorso, le scene si sono ripetute quando i manifestanti polacchi hanno bloccato i convogli ferroviari provenienti dall’Ucraina, nei pressi del valico doganale di Medyka-Sheghini, sabotando i vagoni contenenti grano ucraino.

Le garanzie del G7 per il grano ucraino

Riga continua a guardare con sdegno ciò che accade lungo il confine polacco-ucraino. Immagini bollate come indegne, soprattutto al cospetto dell’enorme sofferenza della popolazione ucraina, ma anche dello spreco alimentare che le proteste causano. Ma la Lettonia è ferma sulle sue posizioni: il bando durerà almeno fino al luglio 2025 e si applicherà a prodotti agricoli e zootecnici che rimangono in Lettonia, piuttosto che a quelli che transitano verso altri paesi dell’Unione. Il governo lettone, infatti, non ha alcuna intenzione di minare la libera circolazione delle merci, valore sacrosanto dell’Unione. Ma quello che ora si chiede a gran voce, al volgere del terzo anno di guerra, è l’estensione delle sanzioni europee al grano e ai prodotti alimentari russi.

Nel frattempo, dal G7 ucraino, giungono rassicurazioni sulle esportazioni di Kiev: mentre la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina continua a indebolire la sicurezza alimentare globale, i leader del G7, nel comunicato finale del vertice, hanno salutato positivamente il successo ucraino nell’espandere significativamente le esportazioni del settore alimentare attraverso il Mar Nero. Grazie al corridoio marittimo ucraino e le rotte di solidarietà dell’UE, l’Ucraina pare essere sulla buona strada per esportare tutto il grano del raccolto del 2023, nonostante gli attacchi di Mosca ai porti ucraini e il suo ritiro dalla Black Sea Grain Initiative. “Continueremo ad aiutare l’Ucraina ad esportare il suo grano e i suoi prodotti agricoli verso le nazioni più vulnerabili“, promettono i leader dei grandi sette, anche attraverso l’attuazione del Grain Verification Scheme che l’Ucraina guiderà quest’anno: si tratta del progetto all’avanguardia che utilizzerà metodi scientifici per tracciare le granaglie, evidenziando luogo di coltivazione e raccolta, al fine di fermare il furto del grano ucraino dalle regioni occupate.