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La Germania allenta la presa sull’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) per far fronte all’emergenza economica provocata dal nuovo coronavirus. Le proposte che Berlino metterà sul tavolo nelle prossime riunioni si preannunciano interessantissime, soprattutto per il fronte guidato da Italia, Francia e Spagna.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Agi, i tedeschi sono pronti a concedere tanto la massima flessibilità sulla condizionalità per accedere a una linea di credito del Fondo salva-Stati quanto un meccanismo leggero di verifica di come gli Stati membri spendono i soldi.

Ci sarà tempo per discutere e affinare le idee, visto che all’orizzonte sono previsti diversi incontri tra gli sherpa dei ministri delle Finanze della zona euro in previsione del decisivo Eurogruppo in programma il prossimo 7 aprile. Ma intanto il cambio di passo tedesco non può che essere visto come un chiaro tentativo di gettare acqua sul fuoco dopo giorni infernali. Ma perché la Germania ha cambiato idea?

L’apertura della Germania

Il discorso è complesso. Se da una parte la Germania vuole essere “il più flessibile possibile con la condizionalità” – ha spiegato una fonte europea – dall’altra Berlino continua a essere “scettica” all’ipotesi di introdurre Eurobond e Coronabond. Secondo il governo tedesco, il tempo necessario a creare un nuovo strumento di debito Ue sarebbe molto lungo. Come se non bastasse, sostengono i falchi della cancelliera Merkel, esistono già altri strumenti di debito Ue che sono immediatamente attivabili come il Mes, i bond emessi dalla Commissione e la Banca europea per gli investimenti.

In estrema sintesi, la Germania non intende affatto cedere alle pressioni portate avanti da Conte, Sanchez e Macron. Berlino ha le idee chiare sui coronabond e non ha alcuna intenzione di sponsorizzare l’uso di strumenti di debito comune volti alla condivisione del rischio per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia di coronavirus. Lo scorso 26 marzo, al termine di un surreale Consiglio europeo tenuto in videoconferenza, Merkel ha spiegato la posizione tedesca: “Con il Meccanismo europeo di stabilità abbiamo già uno strumento per le crisi che ci offre molte opportunità”.

La strategia di Berlino

Germania e Paesi del Nord Europa continuano insomma a ritenere follia pura adottare i coronabond. Ecco perché il citato Consiglio europeo si è concluso con il mandato all’Eurogruppo di presentare proposte nelle prossime due settimane per rispondere alla “sfida eccezionale rappresentata dal coronavirus”, ha affermato Merkel. Berlino ha preso tempo ma gli altri leader non intendono tergiversare. Nel frattempo il clima si è fatto sempre più teso ed emblematica, a questo proposito, è stata l’invettiva del premier portoghese, Antonio Costa, all’indirizzo di Wopke Hoekstra, ministro delle Finanze olandese.

Tornando al presente, la Germania sembrerebbe disposta a concedere al fronte anti rigorista il salvagente del Mes, con tanto di massima flessibilità sulla condizionalità, pur di non nominare i coronabond. In ogni caso, in un’intervista al Fatto Quotidiano, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri aveva spiegato che “il Mes è stato concepito per affrontare choc asimmetrici mentre questa è una crisi simmetrica che riguarda tutti, quindi un suo uso sulla base dei meccanismi attuali, almeno da parte dell’Italia, è fuori discussione.” Vedremo, con questa parziale apertura della Germania, come (e se) cambierà la situazione.