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Debito Usa, criptovalute, oro. In una parola: Tether. Il player della finanza digitale basato in El Salvador e fondato dagli italiani Paolo Ardoino e Giancarlo Devasini, titolare della stablecoin più scambiata al mondo, ha creato nel corso degli ultimi anni una peculiare commistione tra l’emissione di asset cripto e i beni rifugio per eccellenza del risparmio internazionale. L’obiettivo? Cercare di dare un sottostante a un mercato estremamente volatile.

Il CTO di Bitfinex e Tether, Paolo Ardoino, durante la presentazione di Lugano Plan B di Luxochain, Lugano (Svizzera), 03 Marzo 2022. ANSA / MATTEO BAZZI

Scudo, l’ultimo prodotto di Tether

L’ultimo esempio è stata l’emissione di Scudo, un’unità di conto per la sua divisione Tether Gold, che gestisce un asset digitale garantito dall’oro, con l’obiettivo di far sì che il nobile metallo, giunto ai massimi storici nella sua capitalizzazione tra una nuova foga di investimento e la corsa delle banche centrali di molti Paesi (dai Brics alla Polonia) a incamerarlo, possa nuovamente garantire delle transazioni tra privati. Il campione delle stablecoin prova, nei fatti a invertire il destino scritto il 15 agosto 1971, quando Richard Nixon, bloccando la convertibilità del dollaro in oro, cancellò definitivamente ogni retaggio di Gold Standard, non collegando più direttamente metallo nobile e moneta.


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La tokenizzazione dell’oro

Nei fatti, Tether prova a riportare un oro giunto attorno quota 4.500 dollari all’oncia a giocare un ruolo economico e non solo di garanzia finanziaria tramite la tokenizzazione dei pagamenti ad esso associati.

Per molto tempo, nota Fintech Weekly, “il problema non è mai stato la fiducia nel valore dell’oro. Il problema è stata la sua fruibilità”, e per Tether ora la scommessa è “rendere l’oro pratico per l’uso economico quotidiano, non solo per la detenzione a lungo termine, nella consapevolezza che Tether Gold “ha reso i lingotti fisici trasferibili su binari blockchain, collegando ogni token all’oro conservato in caveau sicuri. Questo passaggio ha consentito di possedere oro senza complicazioni di trasporto, stoccaggio o custodia”.

Si tratta di un nuovo passaggio nella corsa a rendere le stablecoin sempre più utilizzate e sempre più distanti dall’immagine di asset speculativo rischioso. E di conseguenza a far ottenere maggior spazio alle sue emittenti come Tether nel quadro del sistema statunitense.

Chiaramente, un rafforzamento delle stablecoin guarda anche alla strategia finanziaria degli Stati Uniti, che con la seconda amministrazione di Donald Trump molto stanno facendo per fare di questi asset cripto una leva strategica per difendere l’egemonia americana in campo economico internazionale.

Debito, oro, cripto, il grande gioco di Tether

Tether ha un valore in tutto ciò, dato che garantisce l’emissione di stablecoin incamerando titoli di Stato Usa, di cui è saldamente tra i primi 15 detentori su scala globale. L’azienda detiene inoltre 116 tonnellate di oro fisico e, nota Bitget, “nel giugno 2025, Tether ha annunciato un investimento per acquisire fino al 37,8% del capitale strategico della società canadese di royalty sull’oro Elemental Altus Royalties Corp., e si è riservata il diritto di aumentare la propria partecipazione al 51,8%”, così da incassare automaticamente percentuali sull’estrazione che avviene in diversi Paesi.

Si capisce chiaramente la volontà del gruppo di unire un fronte di investimento storicamente ritenuto instabile e volatile come le criptovalute ad elementi di fiducia, come debito e oro, capitalizzando al contempo sulla corsa all’oro stesso in atto come leva per una diffusione di sistemi di pagamento paralleli e alternativi che possano accelerare la finanziarizzazione cripto del sistema.

Tutto questo può al contempo legare assieme le stablecoin, il debito della prima potenza globale e l’oro rastrellato con sempre maggior forza dai suoi rivali in un inedito circolo alla cui base, però, restano elementi di criticità come l’intrinseca volatilità delle stablecoin e la possibilità di un calo futuro del prezzo dell’oro che potrebbe condizionare una tokenizzazione degli investimenti sui titoli che lo riguardano non privi di aspetti speculativi. Ma questo nuovo tipo di finanza di cui Tether è portavoce deve essere analizzato senza preclusioni e pregiudizi, come un nuovo mondo che sta emergendo con forza.

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