La diplomazia del bambù: il Vietnam diventa partner dei Brics e intanto tratta con gli Usa

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Sarà sicuramente un caso, uno scherzo del destino, una strana coincidenza. Ma nel momento di massima pressione economica statunitense, con la mannaia dei dazi reciproci al 46% pronta ad attivarsi a luglio, il Vietnam ha fatto un importante passo in avanti nella direzione dei Brics, diventando Paese partner del gruppo. “Il Vietnam diventa il decimo Paese partner dei Brics insieme con Bielorussia, Bolivia, Kazakstan, Cuba, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda e Uzbekistan”, ha annunciato il ministero degli Esteri del Brasile che detiene la presidenza di turno della piattaforma multilaterale che riunisce le principali economie emergenti del pianeta.

Certo, sono in corso i negoziati tra Hanoi e Washington per congelare le tariffe di Donald Trump – si parla di un acquisto in tre anni di due miliardi di dollari di prodotti agricoli Made in Usa da parte dei vietnamiti – ma se tutto dovesse naufragare, ecco per il Vietnam la fondamentale scialuppa di salvataggio rappresentata dai Brics.

La fumata bianca con gli Stati Uniti non è infatti scontata, visto che l’amministrazione Trump sta intensificando la pressione sul Vietnam affinché il Paese del Sud-Est asiatico ridimensioni, o per lo meno riduca, la presenza dell’hi-tech cinese nel proprio settore manifatturiero prima dell’8 luglio, termine massimo entro il quale raggiungere un’intesa commerciale sui dazi Usa.

Hanoi

La partita economica del Vietnam

La diplomazia del Vietnam lavora senza sosta su due tavoli paralleli. Il primo, come detto, riguarda il filo diretto tra Hanoi e la Casa Bianca, e comprende i complicati negoziati per disinnescare la bomba dei dazi. Ed è per questo che, nei prossimi giorni, il segretario generale del Partito Comunista Vietnamita, To Lam, è atteso a Washington. L’altro tavolo chiama invece in causa i Brics. Al momento il Vietnam è diventato un Paese partner del gruppo, ruolo che gli consentirà di partecipare ai vertici della piattaforma e ad altre sessioni di discussione. Questa mossa, tra l’altro, evidenzia la politica estera di Hanoi basata su indipendenza, autosufficienza e diversificazione delle relazioni, con la chiara intenzione di porsi come partner affidabile e membro responsabile della comunità internazionale.

Il flirt con i Brics avvicina tuttavia il Vietnam a un blocco che rappresenta, nel suo insieme, oltre il 40% della popolazione mondiale e una quota significativa del Pil globale (circa il 30%), e lo avvicina ulteriormente alla Cina. I recenti accordi raggiunti con Pechino, compreso il finanziamento per un progetto ferroviario ad alta velocità che collegherà Vietnam e Cina, sottolineano la dipendenza di Hanoi dai prestiti e dalle competenze tecniche cinesi, impossibili da scarificare per scongiurare le tariffe di Trump.

Il tavolo dei Brics in attesa dei dazi Usa

Il Vietnam non ha alcuna intenzione di inimicarsi gli Stati Uniti – con i quali intrattiene un partenariato strategico globale dal 2023 – ma non intende neppure compromettere le proprie relazioni economiche con la Cina. Da questo punto di vista lo status vietnamita di Paese partner, piuttosto che come membro a pieno titolo, dei Brics, riflette la “diplomazia del bambù” di Hanoi.

Cosa significa? Il concetto è semplice: la diplomazia del Vietnam è dotata di forti radici, steli solidi ma rami molto flessibili, proprio come il bambù vietnamita. Fuor di metafora vuol dire che l’approccio del Paese al mondo è pragmatico e pronto ad adattarsi a più situazioni, anche se le radici della sua diplomazia sono avvinghiate a valori ideologici ben precisi, volte al conseguimento della felicità per il popolo e al mantenimento delle fondamenta dello Stato socialista.

Essere Paese partner dei Brics, per esempio, consente al Governo vietnamita di interagire con il blocco senza impegnarsi pienamente nella sua agenda geopolitica – fortemente influenzata da Cina e Russia – e di mantenere attivi i legami con gli Usa. I tavoli diplomatici del Vietnam sono caldi e le due partite parallele di Hanoi stanno per entrare nel vivo.

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Skyline di Hanoi