La cucina italiana è la migliore del mondo. A sostenerlo, incrociando circa 400 mila recensioni verificate, è il sito Tasteatlas che, in una classifica delle 100 migliori cucine nel mondo, posiziona il nostro paese sulla vetta. Con noi, sul podio, al secondo posto la cucina giapponese e al terzo quella greca. Seguono quella portoghese, la cinese, l’indonesiana e la messicana. All’ottavo posto troviamo la Francia, seguita dalla cucina spagnola e da quella peruviana, per fermarci alla Top 10.
La Giornata del Made in Italy
Un riconoscimento che arriva a pochi giorni dalla celebrazione della prima Giornata del Made in Italy, istituita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 15 aprile, data di nascita del più illustre ambasciatore dell’italianità: Leonardo Da Vinci. Un’iniziativa che ha visto l’organizzazione di oltre 200 eventi distribuiti su tutto il territorio nazionale e nel mondo, dove, neanche a dirlo, un ruolo rilevante lo ha avuto il cibo.
Che sia sulla buona cucina che la nostra classe dirigente impieghi grandi sforzi per rafforzare l’immagine del nostro Paese è piuttosto evidente. L’attuale governo sembra molto sensibile alla questione, ne è prova, per esempio, l’istituzione del “Premio maestro d’arte della cucina”, voluto stavolta dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, progetto presentato la scorsa estate e approvato il 10 aprile dal Senato.
La lotta alla contraffazione
Altrettanti sforzi vengono impiegati – e non solo da questo governo, ma anche da quelli precedenti – per combattere il fenomeno dell’Italian sounding, ovvero la contraffazione dei prodotti Made in Italy, che, secondo uno studio condotto nel 2022 da Assocamerestero insieme a The European House Ambrosetti, impatta in modo significativo sulla nostra filiera. Un vero e proprio business parallelo, che – come si legge nel report – “indebolisce fortemente il posizionamento all’estero dei prodotti italiani”. Tra i prodotti maggiormente contraffatti troviamo il parmigiano, il salame, la pasta di grano duro, l’olio extra vergine d’oliva, il pesto, l’aceto e il prosecco. Per fare qualche numero: se nel 2022 il valore dell’export di prodotti italiani si aggirava attorno ai 7 miliardi di euro, quello dell’Italian sounding superava i 10 miliardi. Le iniziative messe in campo per contrastare il fenomeno puntano dunque a ridurre il divario e a mettere al primo posto la qualità dei prodotti originali.
L’intelligenza artificiale al servizio del Made in Italy
Anche la tecnologia è schierata a difesa del Made in Italy: lo scorso 9 aprile, per esempio, il Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP ha presentato un progetto che utilizza l’intelligenza artificiale per l’attività di vigilanza contro le “fake mozzarelle“. Si tratta del primo progetto in Italia realizzato da un consorzio che punta sull’IA per la tutela di un prodotto DOP e molto probabilmente non sarà l’ultimo. Il sistema utilizzato in questo caso effettua un monitoraggio del web, il termine tecnico è scraping, segnalando tutti i riferimenti che incontra sulla mozzarella di Bufala campana. In questo modo, l’IA è in grado di processare una enorme quantità di dati e scovare i casi di imitazione e contraffazione presenti e pubblicizzati sul web.
La valorizzazione e la tutela dei prodotti alimentari italiani passa anche da un livello regionale, dove, in questo caso, si valorizzano i prodotti tipici delle singole località. Tanto per fare un esempio, nelle Marche è stato istituito un Registro delle ricette della cucina marchigiana; e ancora: il tiramisù di Treviso è stato inserito, lo scorso marzo, nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Veneto. Insomma, come dimostrato dalla classifica stilata da Tasteatlas, l’Italia, una volta tanto, può andare orgogliosa di qualcosa.
Adesso, alla luce di questa classifica, la domanda che sorge è: come l’avranno presa i cugini francesi?