La lunga crisi di Volkswagen non accenna a fermarsi, e anzi adesso potrebbe fare anche una vittima eccellente: il calcio. La scorsa settimana il colosso automobilistico tedesco ha presentato un nuovo piano di riassetto societario, chiamato Future Plan 2030, che prevede investimenti per 135 miliardi di euro in quattro anni, ma anche pesanti tagli. Si parla di una riduzione di 100.000 posti di lavoro, tra nuovi e già esistenti, e del dimezzamento dei modelli in produzione entro il 2035. Marchi storici di proprietà del gruppo tedesco sono a rischio: Ducati potrebbe essere ceduta, e Seat addirittura liquidata.
Ma la crisi di Volkswagen coinvolge anche il mondo dello sport, e il calcio in particolare. Il gruppo automobilistico possiede infatti quote rilevanti in ben due club della Bundesliga, la massima serie calcistica in Germania, più uno in seconda divisione. A rischiare di più è chiaramente il Wolfsburg, che è interamente di proprietà di Volkswagen e che attualmente gioca nella serie cadetta. Fino a non molto tempo fa una delle squadre principali del Paese, capace di vincere anche Coppa e Supercoppa di Germania tra il 2015 e il 2016 e di qualificarsi ai gironi della Champions League nel 2021, il Wolfsburg si ritrova in un improvviso declino.
Negli ultimi anni, la rosa è stata ridimensionata in termini di qualità. Le cessioni di giocatori come Felix Nmecha, Micky van der Ven, Maxence Lacroix e Dzenan Pejcinovic hanno portato in cassa più di un centinaio di milioni di euro nelle ultime quattro annate, mentre gli acquisti sono stati molto più modesti. Il risultato è stato che, lo scorso maggio, il Wolfsburg è retrocesso in seconda divisione, abbandonando la Bundesliga per la prima volta dal 1997.
La ristrutturazione interna a Volkswagen, adesso, complicherà ancora di più i piani del club, che in Germania rappresenta un caso molto raro. In un Paese in cui le squadre di calcio devono avere la maggioranza delle proprie quote nelle mani dei soci, il Wolfsburg ha un unico proprietario privato, godendo quindi di un’eccezione alla regola per ragioni storiche. La città stessa è nata nel 1938 per ospitare gli operai di Volkswagen, e subito dopo la guerra è stata fondata anche la squadra di calcio.
Per queste ragioni, la sopravvivenza del Wolfsburg verrà garantita, ma i sussidi annuali versati dall’azienda verranno ridotti da 80 a 55 milioni di euro. Significa che, attualmente, il supporto dell’azienda automobilistica copre un terzo del budget annuale della squadra, ma entro il 2030 verrà ridotto a meno di un quarto.
Non solo il Wolfsburg: anche il Bayern è nei guai
Sono previsti dei problemi anche per il Bayern Monaco, la squadra più ricca e vincente della Germania. In questo caso, Volkswagen detiene solo una quota di minoranza del club, pari all’8,33%. Questa parte è detenuta ufficialmente da Audi, che fa però parte del Gruppo Volkswagen e che sponsorizza il Bayern per circa 50 milioni di euro a stagione. Audi è il secondo socio principale del club bavarese, alla pari con altre due storiche aziende tedesche: Adidas e Allianz.
Attualmente, la soluzione più probabile è che il contratto di sponsorizzazione tra Audi e il Bayern non verrà rinnovato dopo la sua naturale scadenza, nel 2029 (quindi, entro il limite di tempo fissato da Volkswagen per il riassetto societario). Poi, ci sarà da capire cosa accadrà con le quote del club. Non è escluso che possano essere cedute a un nuovo acquirente, un’eventualità che era stata anticipata da Bloomberg lo scorso luglio.
La stessa cosa potrebbe accadere con il 10,4% delle quote dello Stoccarda, club che è arrivato secondo in Bundesliga nel 2024, quarto nella scorsa stagione, e che nel 2025 ha vinto la Coppa di Germania. Queste quote sono detenute da Volkswagen attraverso il marchio Porsche, che fa anch’esso parte del gruppo. Potrebbe invece non venire rivisto l’investimento nell’Ingolstadt 04 (sempre tramite Audi), che ha un valore economico molto inferiore ai tre citati in precedenza, dato che il club in question milita nella terza serie tedesca, e quindi fuori dal calcio professionistico.
In ultimo, verranno attentamente valutate nei prossimi anni anche le sponsorizzazioni, che costano soldi ma che hanno anche un ritorno in termini pubblicitari e di visibilità. Volkswagen è stata infatti partner della UEFA in occasione degli Europei femminili del 2025, e ha in vigore delle collaborazioni con la Serie A, la Federcalcio italiana FIGC e quella svizzera ASF, oltre che con la Liga spagnola.