La crescita economica dell’Asia ha un segreto: la finanza islamica

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Nel Sud-est asiatico, la finanza islamica continua a espandersi, attirando nuovi attori e accrescendo il proprio valore. Secondo l’ultimo studio realizzato dalla Islamic Corporation for the Development of the Private Sector (ICD) e dal London Stock Exchange Group (LSEG), nel 2023 la regione ha rappresentato il 17% del mercato globale di questo particolare sistema finanziario, ovvero 859 miliardi di dollari su un giro d’affari totale di 4,8 trilioni, con un incremento dell’11% su base annua e in crescita rispetto ai 730 miliardi registrati nel 2020.

Quali sono le caratteristiche di questo volano di crescita economica troppo spesso ignorato dall’opinione pubblica globale? La finanza islamica si basa sui principi della Sharia, la legge islamica, e quindi rifiuta – a differenza della finanza tradizionale – pratiche come l’interesse e la speculazione, vieta l’usura, il gioco d’azzardo e l’allocazione di risorse in settori considerati immorali, come l’alcol e le armi.

Promuove invece la condivisione del rischio e gli investimenti etici e socialmente responsabili. Gli asset includono sukuk (obbligazioni islamiche), prodotti bancari, takaful (assicurazioni), azioni e fondi, tutti strutturati in conformità con la citata Sharia.

Kuala Lumpur

Nel Sud-est asiatico la finanza islamica spicca il volo

Il settore della finanza islamica, a lungo dominato dalla Malesia, sta assistendo a mosse aggressive da parte di altri Paesi, come Singapore, Indonesia, Filippine e Thailandia, che sono decisi a sfruttare le ultime trasformazioni digitali per capitalizzare la crescente domanda di prodotti finanziari etici e conformi alla Sharia.

Parlando della Malesia: essa comprende circa l’80% del mercato regionale, ovvero 682 miliardi di dollari. Il governatore della Bank Negara Malaysia, Abdul Rasheed Ghaffour, ha recentemente dichiarato che il settore bancario islamico rappresenta quasi la metà del finanziamento totale del Paese, sottolineando che il volume del mercato monetario interbancario islamico copre circa un terzo dell’intero mercato, e che le azioni conformi alla Sharia rappresentano l’81% delle azioni quotate.

Non è un caso che la Maybank Islamic, la più grande banca islamica della regione e parte del gruppo Maybank, abbia appena stretto una partnership con il fornitore di soluzioni fintech Audax e con il gigante dei servizi cloud Amazon Web Services, al fine di modernizzare le proprie capacità di digital banking. Nessuno vuole perdere terreno e c’è chi, come la giapponese Aeon Bank, ha lanciato la prima banca islamica completamente digitale della Malesia.

Un fenomeno da non ignorare

Stupisce l’Indonesia. Nonostante abbia la popolazione musulmana più numerosa al mondo (oltre 240 milioni di persone), il settore finanziario islamico nazionale sta accelerando soltanto da qualche anno. Gli asset indonesiani conformi alla Sharia rappresentano poco più dell’8% del settore bancario locale, ma la cifra cresce di quasi un punto percentuale ogni due anni. Jakarta ha inoltre adottato misure per attrarre nuovi investimenti, mentre Bank Syariah Indonesia (BSI), il più grande prestatore islamico del Paese, continua a crescere (nel 2024 ha fatto registrare un balzo del 33% nell’utile netto).

Anche a Singapore le banche stanno ampliando le loro offerte di finanza islamica, sfruttando la posizione della città-Stato come hub finanziario. Le Filippine si affidano all’Al-Amanah Islamic Investment Bank, mentre in Thailandia il fenomeno risente di alcuni vincoli normativi, come la doppia imposizione sulle transazioni finanziarie islamiche. La Islamic Bank of Thailand (Ibank) detiene infatti solo 3,6 miliardi di dollari in asset, che rappresentano meno dell’1% del sistema bancario totale del Paese.

In ogni caso, le aziende fintech islamiche stanno rapidamente prendendo piede in Asia. Negli ultimi anni, sono state lanciate numerose start-up che offrono servizi finanziari digitali calibrati sulla Sharia, compresi prestiti peer-to-peer, piattaforme sukuk digitali e soluzioni di conformità alla legge islamica basate sull’Intelligenza artificiale.

Jakarta