I prodotti agroalimentari per colpire i contadini e gli allevatori della cosiddetta America profonda, il settore manifatturiero per affossare le tante aziende americane che si riforniscono a basso costo sul mercato cinese, le terre rare per annichilire il comparto tecnologico statunitense e, da adesso, anche gli antibiotici. Già, perché la Cina scopre improvvisamente di avere tra le mani una nuova arma affilata da poter usare contro gli Stati Uniti all’interno della guerra dei dazi. L’avvertimento arriva dalle colonne del Global Times, quotidiano spin off del People’s Daily, all’interno del quale viene posta indirettamente una domanda semplice quanto significativa: “La Cina userà gli antibiotici contro gli Stati Uniti durante la Trade War?”. La risposta è no, anche se tra le linee si capisce che, qualora volesse, Pechino potrebbe attivare questa leva senza alcun indugio. “La Cina – si legge nell’incipit dell’articolo, a mò di avvertimento – ha più che i semplici minerali delle terre rare su cui fare affidamento nella guerra commerciale contro Washington”.

Pechino svela la carta degli antibiotici

I media cinesi sottolineano come il Dragone abbia ormai il dominio sugli antibiotici, molti dei quali forniti proprio agli Stati Uniti, e che questo basti più di ogni altra cosa per mettere in difficoltà l’amministrazione statunitense. D’altronde, secondo quanto riportato dal The Sun, la Cina produce il 96,6% degli antibiotici  utilizzati dagli americani. E questo per il semplice fatto che Pechino è l’unica fonte al mondo che detiene alcuni ingredienti chiave per la produzione di certi medicinali. L’ex consigliere economico di Donald Trump, Gary Cohn, sempre nella ricostruzione offerta dalla testata inglese, avrebbe invitato Trump a prendere seriamente in considerazione la questione. Cosa mai potrebbe dire il presidente della nazione più ricca al mondo, in un futuro non troppo lontano, a quelle madri americane costrette a veder morire i propri figli a causa di un semplice mal di gola “perché gli Stati Uniti non producono più penicillina”? L’interrogativo fa venire i brividi ma lascia intendere gli eventuali rischi collegati alla guerra dei dazi. In ballo c’è molto più della semplice supremazia economica globale.

Una minaccia da prendere in seria considerazione

La Cina è il più grande esportatore al mondo di ingredienti necessari per la produzione di antibiotici e vitamine. Un esportatore talmente grande che molti sistemi medici di paesi occidentali sviluppati collasserebbero all’istante nel caso in cui il Dragone decidesse di ridurre le importazioni di questi ingredienti verso quei governi. Eppure, conclude nella sua analisi il Global Times, “la Cina farà del suo meglio per evitare che la guerra commerciale con gli Stati Uniti danneggi pazienti americani innocenti”. Dulcis in fundo, la minaccia degli antibiotici è arricchita da un memorandum che Trump farebbe bene a scolpirsi nella mente: Pechino ha vari strumenti che può usare contro gli Stati Uniti, come le terre rare e i titoli di Stato Usa, quindi “la Cina non ha la necessità di affidarsi agli antibiotici”. Al di là delle decisioni del governo cinese, ci sono però dinamiche economiche che nessuno può controllare. Le tensioni commerciali, avvisano gli esperti, potrebbero infatti causare l’aumento dei prezzi degli antibiotici nel mercato statunitense.