Le relazioni diplomatiche tra Cina e Canada sono ai minimi storici. Pechino attende ancora la fine della telenovela giudiziaria di Meng Wanzhou, figlia del fondatore di Huawei. Nel frattempo il Dragone ha reagito arrestando due cittadini canadesi e condannandone a morte altrettanti. Il governo cinese ha poi contrattaccato sospendendo le esportazioni di prodotti agroalimentari canadesi. Ottawa si è così vista ridurre in un attimo l’accesso al mercato più grande del mondo: quello cinese. Un caso simile, per certi versi, era capitato alla Svezia.

L’ultimo episodio

Qualche settimana fa la dogana cinese aveva causato il ritardo di alcune spedizioni di carne di maiale per motivi burocratici. Il Ministro dell’Agricoltura canadese Marie-Claude Bibeau si era espressa parlando di un’”errata etichettatura di certificati di importazione”. Insomma, quella che avrebbe dovuto essere un’ispezione di routine è diventato l’inizio di una vera e propria sospensione.

LA VENDETTA DI PECHINO

La Cina ha bloccato a tempo indeterminato i permessi di esportazione a due stabilimenti di carne suina dal Quebec. Secondo quanto raccolto da Reuters, questo sarebbe il primo segnale di un’escalation del confronto diplomatico tra Pechino e Ottawa. Con il ban ai maiali la situazione inizia a farsi pesante e il Canada deve fare attente valutazioni economiche. La Cina si era affidata proprio allo Stato canadese per rimpinguare i propri allevamenti falcidiati dalla febbre suina africana nel corso del 2018.

Un danno enorme per il Canada

Sembrava potesse essere l’inizio di un legame conveniente per entrambe le parti ma il caso Huawei ha mescolato le carte in tavola. Il Canada era pronto a sopperire alla perdita di 130 milioni di maiali cinesi, un terzo di tutti quelli presenti negli allevamenti oltre Muraglia. Le spedizioni di carne suina nei primi due mesi del 2019 erano addirittura aumentate del 34% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tutto questo oggi rischia di andare in fumo.

Decine di milioni in fumo

La Cina è il terzo mercato estero del Canada per quanto riguarda le carni di maiale. Nel 2018 Pechino aveva esportato da Ottawa prodotti per un valore di 514 milioni di dollari. Considerando che il gigante asiatico rappresenta il consumatore più grande al mondo per quel riguarda l’acquisto di carne di maiale, è facile capire in che guaio sia finito il Canada. La popolazione cinese, di 1,4 miliardi di persone, acquista da sola 55 milioni di tonnellate di carne suina all’anno.

Il settore agroalimentare canadese rischia la paralisi

I danni non finiscono qui perché lo scorso marzo la Cina aveva bloccato anche le importazioni di canola da due società canadesi. La motivazione ufficiale adottata da Pechino era la presenza nel raccolto di parassiti. In ogni caso a maggio il governo federale del Canada ha dovuto promuovere un programma d’aiuto economico per i suoi agricoltori. Questi ultimi, oltre a ricevere un anticipo sul valore atteso delle loro colture, possono adesso accedere a prestiti bancari senza interessi.

Soia: allarme rosso

Nell’occhio del ciclone sono finiti anche altri settori canadesi. Pagano la chiusura cinese i produttori di piselli e soia. Nel 2019 non è ancora partita una sola spedizione di soia in direzione Cina. Solo un anno fa Pechino acquistò dal Canada soia per un valore di 1,7 miliardi di dollari; più o meno il 60% delle esportazioni di soia del Paese. Ecco perché agricoltori e produttori vari sperano che Cina e Canada possano presto seppellire le rispettive asce di guerra.

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