La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE

Non sarà un nuovo quantitative easing né un prolungamento dei due piani, Asset Purchase Program Pandemic Emergence Purchase Program (Pepp) di sostegno alla liquidità dell’Eurozona mediante l’acquisto di titoli e obbligazioni. Ma lo “scudo anti-spread” della Banca centrale europea nella sostanza ne fungerà da supplente, evitando l’esplosione dei differenziali di rendimento tra i titoli di Eurolandia.

Il consiglio direttivo della Bce guidato dalla presidente Christine Lagarde si è riunito oggi in seduta straordinaria dopo che nei giorni scorsi l’improvvida dichiarazione della governatrice sulla fine dell’App e l’imminente rialzo dei tassi aveva scatenato il panico sui mercati. Borse a picco, rendimenti dei titoli sovrani in volo, spread ai massimi da due anni per Paesi come Spagna, Italia, Grecia. Una volta di più, come a inizio pandemia, la Lagarde deve fare dietrofront sulle decisioni prese in autonomia. Tornano in campo gli adulti nella stanza, i decisori che fanno riferimento al capo economista Philip Lane, irlandese interprete della linea di Mario Draghi. La Bce corregge una volta di più la sua stessa governatrice e ai tecnici è dato mandato di studiare uno strumento attraverso cui l’Eurotower. potrà riacquistare i titoli detenuti nel suo bilancio alla loro scadenza in base alle esigenze.

Sarà un programma mirato di rinnovo, dunque non di nuovi acquisti, dei titoli detenuti dalla Bce, che per molti Paesi sono pari a quote determinanti del debito pubblico: per fare il solo esempio dell’Italia, la Bce è arrivata dopo il biennio pandemico a detenere circa un quinto di un debito che si avvicina sempre più a quota 3mila miliardi di euro.

Questo varrà anche per i titoli acquisit nel quadro del programma Pepp, che durerà per almeno un biennio nella gestione dei titoli acquisiti dal 2020 in avanti. Grazie al Pepp è caduta la capital key, un principio proposto da Mario Draghi per far accettare a Germania e Olanda il primo Qe. Con tale principio, la Bce si impegnava ad acquistare titoli sovrani mensilmente, proporzionalmente al volume di ogni economia sul totale dell’Eurozona (11,8% per l’Italia). Inoltre, la Bce draghiana si impegnava a non superare il limte del 33% nel controllo di ogni debito nazionale e di acquisti di ogni singola emissione. Il Pepp, promosso dopo la disastrosa uscita della Lagarde sull’impossibilità della Bce di controllare gli spread a inizio pandemia, ha fatto cadere tali principi e dunque l’Eurotower potrà, nello scudo anti-spread, agire “ad personam” se un singolo Paese si trovasse di fronte al fuoco di una tempesta speculativa contro il suo debito..

Il nuovo dietrofront della Lagarde è sulla priorità che la sua Bce darà alla sua azione nel futuro prossimo. Svolta totale dal controllo di differenziali di rendimento a quello dell’inflazione? Sì, ma passo dopo passo. L’Eurotower spiega in un comunicato che “applicherà flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenza al fine di preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, condizione preliminare affinché la Bce sia in grado di realizzare il andato sulla stabilità dei prezzi”. Un tentativo di salvare capra, gli spread, e cavoli, la pressione dei falchi che chiedono rigore contro l’inflazione. Che per ora ha fatto felice Klaus Knot, falco a capo della Banca centrale olandese, il quale ha dichiarato che si tratta di “flessibilità ai sensi dell’attività di reinvestimento che stiamo intraprendendo nell’ambito dell’emergenza pandemica” per “evitare la frammentazione dell’area euro”.

L’annuncio dell’Eurotower ha messo il turbo alle borse, con Milano che è corsa al +3,5%, ma ha anche e soprattutto avviato il riallineamento degli spread con l’Italia che ha visto il Btp decennale perdere 45 punti di rendimento e tornare sotto quota 4% di tasso al 3,699% alle ore 16.30. Sul lungo periodo, funzionerà il piano di tamponamento della Lagarde? I segnali sono incoraggianti ma è ancora presto per dirlo.

In primo luogo perché ancora non sappiamo se e quando sarà messo concretamente in campo, con che discrezionalità e che poteri serviranno per attivarlo. Potrà farlo da solo il governatore o servirà l’unanimità dei mebri, dunque anche dei falchi? Questo cambierebbe tutto.

In secondo luogo perché andrà valutata la durata stessa del piano in termini di coordinazione con le misure anti-inflazione e di rialzo dei tassi. Il perimetro reciproco delle misure sarà da stabilire per evitare che, ad esempio, lo scudo anti-spread sia intaccato dal rialzo dei tassi o quest’ultimo processo finisca per essere annacquato dai continui interventi emergenziali.

Il problema principale è sempre però il terzo ed ultimo punto, la capacità della Lagarde stessa di essere credibile nell’emergenza dopo la crescente sfiducia nei suoi confronti alimentata dagli errori di comunicazione. Una banca centrale non ha altra arma se non la credibilità: Elvira Nabiullina in Russia lo sta dimostrando in queste settimane. La Bce vive ancora della credibilità dell’era Draghi in cui è assurta a istituzione decisiva per l’Europa. Sarà ancora così? O i continui dietrofront della Lagarde intaccheranno la capacità dell’Eurotower di governare i mercati? L’annuncio di oggi, in tal senso, fa ben sperare visti gli effetti immediati che ha prodotto. Ma la prova del nove si avrà quando questa misura sarà concretamente costruita e si tratterà di metterla alla prova. Per capire se la Lagarde, dopo aver fallito i primi due, saprà ben comportarsi al primo colpo nei futuri appuntamenti con la storia.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.