Era chiaro sin dal principio della pandemia che l’Africa avrebbe pagato uno dei prezzi più salati della crisi economica che avrebbe fatto seguito al passaggio del Covid-19. Tuttavia, le stime pubblicate sino a poche settimane da parte della Banca africana – il braccio operante sul territorio della Banca mondiale – si “limitavano” ad una contrazione aggregata dell’1,7%. Adesso, con l’ultimo comunicato emanato dall’istituzione internazionale e come riportato dal quotidiano francese Le Mondetale dato sarebbe infatti raddoppiato, passando al 3,4% del Pil totale del continente. E in questo scenario, purtroppo, l’orizzonte dell’economia del continente appare davvero grigio, con la possibilità che molte delle criticità che già in passato hanno vessato l’Africa rischino di vedere accresciuta la propria incidenza, peggiorando i grandi – ma insufficienti – passi in avanti compiuti negli ultimi anni.

L’economia informale crolla a picco

Con l’attuazione del lockdown applicato negli scorsi mesi a subire i danni peggiori è stata la già delicata economia informale dell’Africa, unica possibilità di sopravvivenza e di possibilità di guadagno per la maggioranza dei nuclei familiari più disagiati. Con l’impossibilità in molte città – come l’esempio eclatante della megalopoli nigeriana di Lagos – di potersi spostare, è stato proprio il commercio di strada a subire gli arresti più significativi, in uno scenario che ha avuto le sue ripercussioni più importanti proprio negli ambienti cittadini.

Mentre nelle campagne infatti la sussistenza è stata parzialmente garantita grazie alla presenza dei campi coltivati, le città hanno subito una sotto-fornitura di beni di prima necessità, col conseguente rincaro dei prezzi e l’aumento delle famiglie in povertà assoluta. In una situazione che, sempre stando a quanto riportato da Le Monde, in molte regioni dell’Africa potrebbe significare un ritorno alle dure condizioni vissute nel 2010.

La sensazione, purtroppo, è quella che sembra condannare i Paesi dell’Africa a duri anni di sforzi per recuperare il territorio perso in questi mesi, riversando la parte maggiore delle difficoltà proprio sulla popolazione già in questo momento più fragile.

Ci si attende un aumento record dei poveri…

Secondo la banca africana sarebbero infatti oltre 50 milioni le persone che vivono in Africa e che a causa del passaggio della pandemia di coronavirus rischiano di cadere nella povertà assoluta; in una situazione generalizzata sostanzialmente in tutto il continente. In questo scenario, purtroppo, si potrebbe verificare una nuova serie di esodi di massa alla ricerca di migliori condizioni di vita, con tutto questo che si tradurrebbe in un nuovo aumento delle dimensioni delle megalopoli e con uno spostamento della popolazione verso il Nord del mondo.

… e delle ondate migratorie

Uno dei Paesi che rischia di subire le peggiori conseguenze sarebbe la Nigeria, già vessata da gravi conflitti interni nel nord del Paese e con la popolazione del Delta alle prese con una convivenza sempre più difficile con le grandi industrie del petrolio. Per il solo Paese bagnato dall’Atlantico, infatti, si stima che l’aumento della popolazione sotto l’indice di povertà si attesti oltre gli otto milioni di abitanti, con percentuali simili riscontrabili anche nella Repubblica Democratica del Congo, alle prese con delle condizioni molto simili ad Abuja. In uno scenario che, ancora una volta, dovrebbe spingere gli osservatori internazionali a preparare dei piani di intervento per evitare delle crisi nella regione; almeno con lo scopo di evitare una nuova crisi migratoria come quella verificatasi agli inizi dello scorso decennio.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME