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La crisi economica legata alla pandemia di coronavirus che si è abbattuta sull’Europa ha indotto anche la Germania a mettere in campo una serie di misure volte ad incentivare e sostenere le imprese duramente colpite dal crollo degli scambi internazionali e dal lockdown. Non diversamente da quanto accaduto in Italia, una parte di questi aiuti consiste nella possibilità di ottenere prestiti a tassi agevolati e parzialmente garantiti dal Tesoro tedesco, con lo scopo di aiutare le attività a far fronte alle uscite di cassa dei mesi in cui non hanno potuto lavorare a pieno regime. Tuttavia, come emerso da un’inchiesta portata avanti in Germania, alcuni privati, grazie all’estrema negligenza dei dirigenti bancari, sarebbero riusciti ad ottenere prestiti ben più alti  di quelli ai quali avrebbero avuto diritto e soprattutto senza le necessarie garanzie: come nel caso della Ibb di Berlino (Investitionsbank Berlin).

Richieste timbrate ad occhi chiusi

Secondo quanto è emerso dall’inchiesta e come riportato dal quotidiano tedesco Der Spiegel, le accuse che sono state rivolte ai dirigenti della Ibb sarebbero quelle di non aver analizzato adeguatamente i profili dei clienti, esponendo l’istituto stesso e di conseguenza il tesoro tedesco a rischi superiori. E soprattutto, l’aver abusato del programma di aiuti all’impresa messo in campo dal governo tedesco a seguito della pandemia di Covid-19 anche in quelle situazioni in cui il crollo del fatturato non sarebbe stato sufficiente per richiedere la sovvenzione statale.

La banca tedesca per il tramite dei suoi portavoce ha fatto comunque sapere di essere tranquilla riguardo alle indagini, avendo portato avanti il progetto assieme allo stesso Senato della Germania. Anzi, secondo quanto emerso dalle parole dei rappresentanti di istituto, l’indirizzo sarebbe stato proprio quello di elargire il maggior numero di fondi possibili, incentivando dunque gli stessi istituti a valutare positivamente quelle situazioni diversamente reputate in bilico.

Una legge scritta malamente?

Sempre secondo quanto emerso dalle dichiarazioni dell’istituto bancario tedesco, la causa di questa situazione sarebbe dunque da ricercarsi nel modo stesso in cui è stata scritta la legge, tenendo presente le misure straordinarie che sono state richieste per far fronte ai danni della pandemia. E in questa situazione – tenendo presente come secondo la difesa siano meno dell’1% le pratiche di finanziamento in discussione – non ci si sarebbe potuti dunque muovere diversamente da quanto fatto, anche nel rispetto degli stessi imprenditori in difficoltà.

Portare infatti al vaglio una per una le pratiche per un qualsiasi minimo scrupolo, dunque, avrebbe rallentato la lavorazione delle stesse rendendo inutili gli sforzi fatti dal governo per mettere in campo una misura rapida, tangibile ed efficace. E dunque, gli “errori” che sarebbero stati compiuti lungo il percorso sarebbero riconducibili a questa necessità e sarebbero stati messi in conto sin dal principio.

Tuttavia, ancora una volta nel mondo tedesco appare chiaro come le frodi finanziarie – salvo diverse conclusioni rispetto alle accuse attuali – siano eseguite grazie a due condizioni: una legislazione assolutamente poco chiara ed una attitudine alla frode quanto mai presente nel mondo tedesco. In una situazione che, nuovamente, getta molte ombre sul mondo bancario tedesco.

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