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Il Parlamento del Kenya ha approvato il Virtual Asset Service Providers Bill (VASP Act), segnando un passaggio cruciale nella definizione del futuro finanziario del Paese. La legge, frutto di mesi di discussioni tra governo, operatori del settore e autorità di vigilanza, stabilisce per la prima volta un quadro normativo chiaro per la gestione, la custodia e lo scambio di asset digitali. L’annuncio ufficiale, dato dal presidente della Commissione Finanze Kuria Kimani, è stato accolto con favore da gran parte della comunità fintech, che da anni sollecitava regole trasparenti per un settore in piena espansione.

Il provvedimento intende colmare un vuoto giuridico che aveva finora ostacolato l’afflusso di investimenti esteri e la piena legittimazione del mercato delle criptovalute. Fino a oggi, infatti, le attività legate agli asset digitali operavano in un contesto semi-regolato, con margini d’incertezza che scoraggiavano le aziende internazionali. Il VASP Act assegna alla Banca Centrale del Kenya (CBK) e alla Capital Markets Authority (CMA) la supervisione diretta del comparto: la prima controllerà l’emissione di stablecoin e altri asset virtuali, la seconda regolerà le piattaforme di scambio e i fornitori di servizi di custodia.

Il testo introduce inoltre standard stringenti in materia di antiriciclaggio (AML) e di identificazione dei clienti (KYC), allineando il Kenya ai modelli normativi di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. Si tratta di un salto qualitativo per l’Africa orientale, dove la regolamentazione delle criptovalute è ancora piuttosto frammentata.

Una strategia per attrarre investimenti e rafforzare la fiducia

Secondo Kuria Kimani, la chiarezza normativa introdotta dal VASP Act renderà il Kenya più attrattivo per investitori e startup internazionali, riducendo la percezione di rischio che fino a oggi aveva frenato molte imprese. La misura arriva in un contesto in cui diverse aziende globali – tra cui Binance e Coinbase – hanno avviato colloqui preliminari con il governo per esplorare nuove opportunità nel mercato africano.

La legge stabilisce che le società operanti con criptovalute dovranno ottenere licenze rilasciate dalla Banca Centrale, mentre le piattaforme di trading e i portafogli digitali dovranno conformarsi ai requisiti della Capital Markets Authority. Queste disposizioni non solo garantiranno maggiore trasparenza, ma contribuiranno a creare un ecosistema di fiducia per gli investitori locali e stranieri.

Particolare attenzione è stata riservata alle stablecoin: l’esecutivo ha sottolineato che la loro diffusione – se non regolamentata – potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità monetaria dei Paesi emergenti. In risposta, la legge prevede un monitoraggio costante per prevenire derive speculative. In questo modo, il Kenya punta a bilanciare apertura e prudenza: incentivare la sperimentazione tecnologica senza compromettere l’equilibrio macroeconomico.

Il VASP Act rientra pienamente nella visione di sviluppo economico sostenuto dall’innovazione: il governo vede nella finanza digitale un motore di crescita e inclusione, soprattutto per una popolazione giovane – oltre il 70% dei cittadini ha meno di 35 anni – sempre più connessa e pronta a utilizzare strumenti alternativi per pagamenti, risparmio e microinvestimenti.

Un modello per l’Africa orientale

Con l’approvazione del VASP Act, il Kenya diventa uno dei primi Paesi africani a introdurre una legge completa sul mercato degli asset virtuali, affiancando Sudafrica e Nigeria nel gruppo dei pionieri continentali. Ma la novità keniota risiede nella struttura bilanciata del provvedimento: un equilibrio tra controllo normativo e apertura all’innovazione che potrebbe fungere da modello per altre nazioni africane in cerca di un approccio “ibrido” alla regolamentazione.

Gli osservatori internazionali ritengono che l’iniziativa avrà un impatto regionale rilevante: la legge keniota potrebbe ispirare legislazioni analoghe in Uganda, Tanzania ed Etiopia, Paesi che condividono un’economia digitale in rapida crescita ma ancora priva di un quadro giuridico definito.

La spinta verso la blockchain non è limitata al settore dei pagamenti: il governo intende estenderne l’uso alla tracciabilità delle filiere agricole, alla gestione dei registri fondiari e alla digitalizzazione dei servizi pubblici. Il VASP Act fornisce così a queste iniziative un fondamento legale che mancava, rendendo più solido l’intero ecosistema tecnologico e migliorando la credibilità del Kenya sul mercato globale.

Criptovalute come leva strategica per la crescita economica

L’adozione del VASP Act non rappresenta solo un avanzamento legislativo, ma un passo strategico nella politica economica del Kenya: il governo intende utilizzare la finanza digitale come leva per diversificare l’economia e rafforzare la propria autonomia tecnologica.

La nuova legge, oltre a fornire protezioni legali per gli utenti e gli investitori, crea un ambiente più competitivo per le startup fintech, riducendo i costi di accesso al mercato e favorendo la nascita di nuove imprese. In prospettiva, ciò potrebbe generare un aumento considerevole degli investimenti diretti esteri nel settore tecnologico, consolidando la posizione di Nairobi come polo regionale per l’innovazione finanziaria.

Il Kenya assume così un ruolo di leadership nella definizione delle politiche digitali africane. Mentre altri Paesi adottano approcci più conservatori, Nairobi scommette su una regolamentazione avanzata come strumento di soft power, capace di attrarre capitali e know-how, ma anche di rafforzare la propria influenza diplomatica nella regione.

Più che una semplice regolamentazione tecnica, la nuova legge segna l’inizio di una visione strategica per il futuro della finanza africana: un’economia digitale trasparente, basata sulla fiducia, l’innovazione e la partecipazione dei cittadini. La sfida, ora, sarà tradurre la cornice normativa in risultati concreti: creare posti di lavoro qualificati, aumentare la competitività e garantire che i benefici della rivoluzione fintech si distribuiscano in modo equo tra le diverse fasce della popolazione.

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