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Insider trading per tutti: Trump mette in vendita l’accesso privilegiato a Truth

Insider trading per tutti: Trump mette in vendita l'accesso privilegiato a Truth. Gli scenari della sfida economica.
Usa

100mila dollari al mese per avere un accesso privilegiato, più rapido e immediato, ai post che il presidente Usa Donald Trump fa sul suo social personale, Truth. La piattaforma, controllata dal Trump Media & Technology Group, è diventata negli ultimi tempi il vero, grande agone dove si osservano le dinamiche politiche, economiche e strategiche statunitensi: saltando o anticipando le formalità, spesso Trump affida a Truth messaggi riguardanti manovre politiche, scenari in evoluzione, conflitti e molto altro, in un contesto che ha reso possibile, dunque, fare di Truth un’agenzia di stampa (personale) delle dinamiche del potere mondiale e…dei rapporti economici e finanziari. Si, perché acquisire un accesso privilegiato a Truth significa, innanzitutto, avere accesso a una piattaforma e a dei post personali del presidente che si sono rivelati i veri, decisivi, attori nell’andamento dei mercati mondiali in molte circostanze.

L’insider trading di Trump

Trump (formalmente chi ora guida il TMTG in sua vece) mette dunque in vendita l’accesso privilegiato a informazioni rivelate dal più importante leader del pianeta da una piattaforma privata, così da “armare” eventuali algoritmi di trading per essere pronti a reagire all’istante a ogni scossone che le parole di The Donald generano. Inutile girarci intorno: è insider trading esplicito e conclamato. Nel Basso Impero americano succede anche questo: le parole del comandante in capo, che ormai i mercati usano come variabile di riferimento per capire come andrà il mondo, spostano risorse, investimenti, opportunità. E l’accesso privilegiato al verbo trumpista appare qualcosa per cui vale la pena pagare, un investimento da compiere se si vogliono fare importanti affari.

Trump, del resto, non ha mancato di alimentare tali sospetti in passato. Il 9 aprile 2025, quando a una settimana dall’imposizione dei dazi “reciproci” del Liberation Day Wall Street si trovava in una fase di acuto ribasso, Trump dichiarò che la giornata era “ottima” per comprare. Risultato? L’S&P500 guadagnò in una giornata 4mila miliardi di capitalizzazione. Più di recente, durante la guerra con l’Iran, annunci pubblici di Trump circa manovre militari o negoziati sono stati associati, a più riprese, a picchi negli investimenti nei derivati sui future sul petrolio, il gas naturale e altre materie prime. Ne avevamo scritto a marzo: il trading oggi avviene soprattutto tramite piattaforme ad alta frequenza e velocità che reagiscono istantaneamente agli stimoli e si muovono sulla base di parametri concreti. E gli scostamenti indotti dalle parole del presidente Usa sono oggi i più vasti, come se con Truth Trump avesse trovato l’ennesimo stratagemma americano per plasmare il capitalismo non solo tramite i movimenti di denaro ma anche per mezzo dei semplici pixel di un computer o cellulare.

Interessi pubblici e privati si confondono

Il Financial Times riporta che per promuovere la piattaforma d’accesso a Trump API, il servizio esclusivo da 100mila dollari al mese, il TMTG ha segnalato un documento, visionato dal quotidiano della City di Londra, che riporta esempi concreti di come The Donald abbia cambiato corso al mercato. I casi sono innumerevoli, e sicuramente la selezione sarà tratta da un campione più vasto di episodi di tal fattura. Questo spesso ha riguardato anche singole aziende: a gennaio Trump ha terremotato la Difesa Usa criticando la scelta dei colossi dell’industria di fare buyback e distribuire dividendi in forma eccessiva invece che investire sul riarmo; e ad aprile, quando Palantir era sotto il fuoco di fila di Michael Burry, il finanziere che aveva previsto la Grande Recessione, con un post Truth il presidente era corso in appoggio al gruppo di Peter Thiel e Alex Karp. Era tutto già conclamato e esplicito, ma ora Trump ha deciso di metterlo a reddito.

La mossa del TMTG si somma ad altre manovre che riguardano gli affari del presidente, arricchitosi notevolmente dal ritorno alla Casa Bianca. Ora la possibilità di acquistare un accesso privilegiato alle informazioni decisive per il mercato, che in una finanza tutt’altro che razionale e formata dagli equilibri di potere sono tutto ciò che conta, è messa sul piatto e normalizzata. L’insider trading trumpiano è una degenerazione e una malattia senile del capitalismo finanziarizzato americano giunto a un punto di rottura interno, in cui ciò che prima sembrava stereotipo o critica generalista diventa pratica conclamata, senza alcuna distinzione tra interessi privati e interessi pubblici.


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