In Centrafrica, la birra russa Africa Ti L’or sfida il dominio della francese Castel, che controlla il mercato dal 1993 con la birra Mocaf. Africa Ti L’or, lanciata nel 2022 dal gruppo Wagner, punta a erodere la quota di mercato francese attraverso campagne pubblicitarie aggressive e metodi di influenza politica. In un continente dove la birra rappresenta l’83% del consumo di alcolici e cresce del 5% all’anno, il gruppo Castel, che ha una forte presenza in oltre venti Paesi africani, si trova sotto pressione.
La Russia, già coinvolta nel commercio di minerali e legname, ha espanso il suo raggio d’azione con la produzione di alcolici a basso costo, come la vodka Wa Na Wa, e ora con la birra Africa Ti L’or prodotta a Bangui. L’azienda russa sottolinea la qualità superiore del proprio prodotto rispetto alla Mocaf, pubblicizzando l’utilizzo di tecnologie avanzate e ingredienti di qualità come il grano importato dalla Russia. Tuttavia, alcune voci, come quella del senatore francese Olivier Cadic, denunciano i rischi per la salute legati a Africa Ti L’or, citando la mancanza di indicazioni sulla scadenza e l’uso di acqua potenzialmente contaminata. Nonostante le affermazioni russe riguardanti il rispetto delle norme sanitarie, persistono dubbi sulla trasparenza dei processi produttivi.
La strategia di penetrazione russa non si limita alla qualità percepita del prodotto ma include anche una massiccia campagna pubblicitaria nelle strade di Bangui e sui social media, oltre all’organizzazione di eventi promozionali come lotterie che mettono in palio lingotti d’oro. Parallelamente, il gruppo russo utilizza metodi più diretti per colpire Castel, compresa una campagna di disinformazione che accusa la società francese di finanziare gruppi ribelli. Nel 2022, notizie sull’indagine della giustizia francese per complicità in crimini contro l’umanità in Centrafrica sono state sfruttate per diffamare Castel, culminando in attacchi fisici come l’incendio degli stabilimenti Mocaf con bottiglie Molotov. Castel, dal canto suo, ha reagito investendo 18 milioni di euro negli ultimi quattro anni per consolidare la sua posizione e lanciando una nuova birra, la Beaufort Lager.
Nonostante le difficoltà, Castel mantiene l’80% del mercato con la Mocaf, mentre Africa Ti L’or dichiara una capacità produttiva di 1,5 milioni di bottiglie al mese. Tuttavia, la preferenza dei consumatori locali sembra rimanere saldamente a favore della Mocaf, con solo due persone su dieci che scelgono la birra russa.
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