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Il trionfo di Larry Ellison: Netflix si ritira, Paramount ora ha via libera in Warner Bros

Paramount ha mano libera in Warner Bros Discovery dopo che nella notte italiana Netflix si è rifiutata di adeguare a 31 dollari ad azione l’offerta con cui la casa di produzione controllata da David Ellison, figlio di Larry, fondatore di...
Larry Ellison TikTok Paramlunt

Paramount ha mano libera in Warner Bros Discovery dopo che nella notte italiana Netflix si è rifiutata di adeguare a 31 dollari ad azione l’offerta con cui la casa di produzione controllata da David Ellison, figlio di Larry, fondatore di Oracle, ha rotto gli indugi, dopo otto rifiuti dell’azienda-target, per completare una scalata da 110 miliardi di dollari che può trasformare il mercato televisivo, cinematografico e informativo statunitense.

La scalata di Paramount supera quella di Netflix

Netflix aveva offerto oltre 27,7 dollari ad azione, 83 miliardi di dollari, per acquisire lo streaming e gli studios di Warner Bros Discovery, mentre Paramount-Skydance, il gruppo nato nel 2025 dopo l’acquisto della prima da parte della seconda, intende fare bottino pieno, includendo nel perimetro dell’offerta la Cnn, la casa di produzione Hbo e vari canali. Una quota di risorse maggiore della differenza tra le due offerte, oltre 40 miliardi di dollari, è garantita a David Ellison dal padre, che con l’uscita di scena di Netflix consolida la sua strategia di inserimento nel mercato dell’intrattenimento e dell’informazione statunitense.

La scalata a Warner Bros Discovery è molto più di un affare del settore mediatico, è un vero e proprio cambio di paradigma. Ellison, nel 2025, è stato su ogni dossier: ha varato con Sam Altman (OpenAI) e Masaioshi Son (SoftBank) il progetto Stargate sostenuto dall’amministrazione Usa di Donald Trump per pompare 500 miliardi di dollari in intelligenza artificiale e data center negli Usa; ha promosso l’ascesa di Paramount-Skydance e della controllata Cbs News in un polo d’informazione dal chiaro imprinting occidentalista e filo-israeliana mettendo alla testa delle news la controversa Bari Weiss; ha acquisito un ruolo centrale nel mercato dei social e dell’immaginario americano guidando il consorzio per il controllo della filiale americana di TikTok e portando in dote l’algoritmo nel perimetro di Allison.

Le dinamiche finanziarie della corsa a Warner Bros Discovery

La ciliegina sulla torta arriva nel 2026 ed è l’espansione del perimetro al dossier-Warner Bros Discovery. Sul piano industriale, è un’operazione complessa. Paramount-Skydance capitalizza 12 miliardi di dollari e genera un flusso di cassa (free cash flow) di circa 600 milioni di dollari a trimestre e mette in campo una leva strategica articolata per un’offerta che, sulla carta, non avrebbe dovuto aver possibilità di competere con Netflix. Nonostante il calo di un terzo del valore negli ultimi tre mesi, a causa della sostanziale freddezza degli azionisti per l’offerta poi ritirata, Netflix capitalizza ancora 357 miliardi di dollari, quasi 30 volte Paramount-Skydance.


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Il piano “politico” dell’offerta, però, cambia i piani: 40 miliardi di garanzia personale di Ellison senior al gruppo guidato dal figlio si sommano a una generosa leva di prestiti da 54 miliardi di dollari da banche e istituzioni finanziarie che gli acquirenti mirano a ricoprire con i flussi di cassa della società target e, infine, a un pool di investitori che include Redbird, il proprietario del Milan, e i e i fondi sovrani di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Il piano di Ellison: dominare i cuori e le menti

Tutti uniti per concretizzare un deal che consentirebbe di sdoganare diversi fattori. In primo luogo, consolidando l’interconnessione tra potenza mediatica e influenza politica insita nell’affare. Portare la Cnn nell’area d’influenza del mondo conservatore, conquistare una nicchia di mercato comune tra Hbo, Warner Bros, Paramount per condizionare il potere dell’immaginario, sfidare la stessa Netflix e Disney cambierebbe la partita per i cuori e le menti della società americana.

In secondo luogo, si darebbe all’intelligenza artificiale e agli algoritmi alimentati dall’architettura tech legata a Ellison uno spazio d’espansione potenziale. Il re americano del cloud potrebbe così rimbalzare da TikTok a Warner Bros, navigando tra algoritmi, immaginario, potenza di calcolo senza veri limiti di manovra. E tutto questo, infine, sarebbe utile al presidente Donald Trump e all’ambizione di un parterre occidentalista, filo-governativo e orientato al suo sostegno nel quadro del mercato mediatico, ritenuto spesso ostile all’inquilino della Casa Bianca.

La sponda di Trump

Del resto Trump ha condizionato, di fatto, l’accordo paventando cause antitrust qualora fosse stata Netflix a vincere la battaglia. Un problema legato alla presunta concentrazione di potere e influenza nelle stesse mani che, evidentemente, non appare preoccupante nel caso, ben più ridondante, di Ellison.

Nei giorni scorsi da Trump erano giunti chiari avvertimenti: il presidente “ha chiesto a Netflix di licenziare l’ex funzionaria democratica per la sicurezza nazionale Susan Rice dal consiglio di amministrazione”, nota il Financial Times, “e martedì, David Ellison ha partecipato al discorso sullo stato dell’Unione di Trump come ospite del senatore repubblicano Lindsey Graham”, sostenitore di The Donald e soprattutto primo, grande sponsor della causa di Israele e di Benjamin Netanyahu in America.

Sorge un nuovo mondo e nasce una maxi-piattaforma guidata da un magnate, Ellison, ambizioso e dall’agenda chiara. I dubbi sul pluralismo non sembrano turbare i decisori politici e economici Usa: un esempio, classico, del “capitalismo nazionalista” che Trump sta favorendo nel suo secondo mandato e dai profondi impatti economici, sociali e anche (geo)politici.

Nella nuova “era dei predatori”, in cui tendenze conflittuali crescenti su scala globale, rivalità tra potenze e ambizioni imperiali ridisegnano l’ordine mondiale, InsideOver prova a tracciare una bussola per un’informazione equilibrata e orientata ad analizzare i grandi trend, senza ansie o preclusioni ideologiche. Se vuoi sostenere la missione di questa testata dinamica e ambiziosa, abbonati e diventa uno di noi!

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