Il risveglio del gigante: Intesa, 30 miliardi per scalare Mps

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Il gigante si è svegliato: Intesa Sanpaolo ha osservato la partita aperta delle “signorie” finanziarie tra 2025 e 2026 fino alla sera di ieri quando, poco dopo l’apertura di un dialogo diretto tra Banco Bpm e Monte dei Paschi di Siena per una fusione paritaria volta a creare un “Terzo Polo” di sistema, ha rotto gli indugi deliberando un’offerta pubblica d’acquisto da 30,9 miliardi di euro proprio per Mps. Banca che negli ultimi due anni è stata protagonista di molte rivoluzioni e ora si trova nel mirino del primo gruppo italiano.

Le manovre di Intesa

Intesa Sanpaolo risponde in patria alle manovre della rivale Unicredit, attiva in Europa alla scalata di Commerzbank, e mira a creare un gigante europeo da 16 miliardi di euro di utili entro il 2029 e gioca in sponda con Unipol, gruppo assicurativo bolognese che, soprattutto, controlla Bper. Quest’ultima è stata la banca che maggiormente si è espansa quando nel 2020-2021 Intesa acquisì Ubi, terza banca italiana, e dovette per ragioni di antitrust vendere molte filiali, scegliendo proprio la Banca Popolare dell’Emilia Romagna come destinataria. Carlo Messina, Ceo di Intesa, ha osservato con attenzione questi anni di dinamiche finanziarie e ha aspettato che in casa Mps si aprisse una finestra d’opportunità per agire. Il Monte guidato da Luigi Lovaglio ha espugnato Mediobanca e poi ha visto la rottura tra gli azionisti forti, Delfin e Caltagirone, che ha sostanzialmente contenuto la strategia degli alleati di puntare fino alla conquista di Assicurazioni Generali, partecipate da Piazzetta Cuccia.

Intesa e Unipol, mosse incrociate

In parallelo, a cavallo tra assicurazioni e finanza, Unipol e il Ceo Carlo Cimbri, acquisito con l’Opa di Bper su Popolare di Sondrio il controllo su una banca strutturata e ben ramificata, mirano a costruire un gruppo che sarebbe il secondo d’Italia in termini di sportelli e potrebbe dunque essere, di fatto, il terzo polo ideale per le regine del sistema finanziario italiano. Una competitor di mercato, radicata a cavallo tra settori diversi ma con un profilo coerente interno appare forse a Intesa un attore più adatto con cui conformarsi di un sistema bancario espansionista e energico come quello che potrebbe nascere se andasse avanti l’offerta concorrente, la proposta di fusione Mps-Bpm.

L’asse Intesa-Unipol guarda a quell’azionariato composito fatto di fondi e di sostenitori di una governance ordinata che ad aprile ha riportato in sella Lovaglio dopo la rottura col board dei mesi precedenti ed è profondamente radicato nel sistema internazionale. Inoltre, Messina mira a togliere definitivamente dall’equazione l’ipotesi che Mps possa essere la cabina di regia da cui scalare Generali. In parallelo all’assalto al Monte il cda di Corso Inghilterra ha anche deliberato l’acquisto del 3% di Generali, ribadendo però la natura unicamente finanziaria della partecipazione che Mps, tramite Mediobanca, detiene. In Generali, peraltro, Unciredit è il terzo azionista ed è possibile sottolineare come tra espansioni finanziarie, consolidamenti e azioni strategiche i due giganti stiano mirando a rimettere ordine nella finanza nazionale sistematizzando a livello di mercato le manovre di acquisizione, la competizione e le operazioni di consolidamento.

Mps nel mirino, si consolida il dualismo Unicredit-Intesa

Mps, a lungo perno del risiko bancario come acquirente, vede oggi un’importante offerta giungere alla sua porta e dovrà capire la stabilità dell’azionariato e la convenienza di unirsi potenzialmente all’impero di Intesa, “numero uno” della finanza italiana che vuole fare di competitività e economie di scala un fattore di robustezza. In pochi giorni Unciredit con l’espansione in Commerzbank e Intesa con la mossa a sorpresa su Mps mostrano chiaramente che nessun terzo polo, ad oggi, potrà rivaleggiare la potenza di fuoco e la profonda capacità di azione del mercato delle due regine della finanza italiana. Rivali in molti campi, ma non nella tendenza a voler fare della partita per il predominio del mondo bancario un affare a due.