La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE
Economia /

Con l’emergenza pandemica ormai alle spalle e la guerra in Ucraina che va incontro a una fase di stabilizzazione (e speriamo presto di pace), l’Unione europea torna a far sentire la propria voce e dettar legge nei confronti dell’Italia non solo sul tema delle liberalizzazioni, del fisco e catasto ma anche in materia ambientale. I richiami all’Italia sul debito e la bassa crescita, si accompagnano a una serie di raccomandazioni al nostro paese per il 2022 e il 2023 su ambiente ed energia.

In particolare la Commissione europea raccomanda all’Italia di “ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e diversificare le importazioni di energia. Superare le strozzature per aumentare la capacità di trasporto interno del gas, sviluppare le interconnessioni elettriche, accelerare la diffusione di ulteriori capacità di energia rinnovabile e adottare misure per aumentare l’efficienza energetica e promuovere la mobilità sostenibile”.

L’invito a “ridurre la dipendenza dai combustibili fossili” in questo momento è fuori luoghi per una serie di motivi. Dismettere ulteriormente i fossili vorrebbe dire aumentare ancor di più il costo dell’energia per le famiglie e le imprese italiane non essendoci nel breve periodo valide alternative. C’è poi un grande paradosso: oggi ci troviamo in questa situazione di crisi energetica senza dubbio per un evento inaspettato come la guerra in Ucraina ma anche a causa di politiche energetiche errate realizzate negli ultimi anni proprio a causa delle imposizioni dell’Unione europea nell’ambito della transizione ecologica. Aver diminuito la produzione di energia dai combustibili fossili senza sostituirla adeguatamente, ci ha portato a trovarci in un deficit energetico determinando così un generalizzato aumento dei prezzi. La stessa Unione europea che ci ha imposto scelte in ambito energetico errate sotto numerosi punti di vista, ora ci dice come dobbiamo comportarci. Alla luce di tutto ciò perché l’Ue indirizza queste raccomandazioni all’Italia?

Sebbene negli ultimi anni siano state numerose le occasioni in cui le istituzioni europee hanno avanzato diktat nei confronti del nostro paese, oggi ci troviamo in una situazione molto più complessa a causa dei fondi del Pnrr. Nell’opinione pubblica è passato il messaggio che l’Unione europea ci ha donato a fondo perduto miliardi di euro ma in realtà le cose non stanno proprio così e iniziano ad emergere le prime avvisaglie. Anzitutto la parte più consistente dei fondi sono un prestito, in secondo luogo vengono erogati previa realizzazione di riforme e il rischio è quello di farsi dettare l’agenda nazionale dalla politica europea.

L’energia e l’ambiente rappresentano solo la punta dell’iceberg di un modus operandi che interesserà con tutta probabilità ogni settore in cui l’Ue dirà la propria con una evidente limitazione della sovranità italiana. Una situazione che può diventare un ricatto nel momento in cui le richieste europee divergono dall’interesse nazionale italiano come nel caso dell’energia.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.