La geopolitica della corsa allo spazio
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Nelle prossime settimane in Europa le borse balleranno: come riporta il Financial Times, infatti, a scommettere sul tracollo dei listini del Vecchio Continente è arrivato anche il re degli hedge fund americani, Ray Dalio. Dopo aver piazzato nella giornata del 15 giugno una scommessa da 1,5 miliardi di dollari sul calo dei listini del Vecchio Continente, ieri è emerso che Bridgewater, il colosso finanziario di Dialo, ha portato il totale a 6,7 miliardi di dollari.

Sono quindici in totale le posizioni aperte da Dalio e Bridgewater in posizione short, che scommettono sul prossimo tracollo di diversi asset. Quasi un terzo delle posizioni aperte fanno riferimento a tre imprese, secondo i dati Breakout Point sulle nuove posizioni: Dalio ha piazzato una scommessa di 646 milioni di dollari contro il colosso farmaceutico francese Sanofi, una da 705 milioni contro la connazionale TotalEnergies (per entrambe 0,51% delle quote) e una puntata da un miliardo di dollari (0,52% del valore borsistico) nei confronti di Asml, vero e proprio “gigante silenzioso” d’Europa, azienda strategica olandese nel mercato dei semiconduttori che oggi soffre per la crisi dei chip. Santander, Bayer, AXA, ING Group e Allianz appaiono nella lista degli altri target.

Dalio, 72 anni, è a capo del più grande hedge fund del mondo dal 1975. La strategia di Bridgewater, che maneggia asset per 150 miliardi di dollari, è diversa da quella dei colossi del risparmio gestito come Blackrock o del private equity (come Kkr) che puntano rispettivamente al consolidamento di posizioni dominanti in network economici e al graduale e inesorabile accrescimento dimensionale delle imprese controllate. Un hedge fund si muove sul filo della speculazione mirando a sfruttare la leva delle condizioni di mercato per accrescere i guadagni su singole scommesse nel breve periodo. Alto rischio ma anche alte possibilità di guadagno in caso di scommessa azzeccata.

Bridgewater ha giocato all’attacco anche in questa fase di mercato oscillante e il suo fondo di riferimento Pure Alpha ha guadagnato il 26% pure in una fase di acuta volatilità dei mercati. Del resto, Dalio ha acquisito fama globale quando nel 2007-2008 ha previsto l’avvicinarsi della crisi globale e piazzato importanti scommesse contro colossi come Lehmann Brothers e Bear Stearns che gli hanno permesso di guadagnare mentre il mondo precipitava nella Grande Recessione. Corsaro e filosofo, Dalio sfrutta le asimmetrie del capitalismo contemporaneo mentre da tempo ne perora la ristrutturazione parlando, ed è un caso raro nel settore, della necessità di prendere lezioni dalle crisi del passato. Nel suo recente saggio I principi per affrontare il nuovo ordine mondiale del resto ricorda che compito della finanza da lui incarnata è, in un certo senso, operare per correggere le distorsioni dei cicli di espansione. Periodi di pace e produttività, nota Dalio, “fanno aumentare la ricchezza” di pochi attori “in modo sproporzionato”, conducendo “una percentuale molto ristretta della popolazione a controllare quasi tutta la ricchezza e il potere”, generando una “sovraestensione che conduce a periodi negativi”.

Il momento topico per Bridgewater, in sostanza, arriva alla fine della fase dell’euforia borsistica e, nel cosiddetto “ciclo di Kindleberger”, prima della fase del panico: governare gli umori del mercato mentre l’entusiasmo scema, evitare la speculazione fine a sé stessa e l’alimentazione del panico perché “le guerre non hanno senso se costano al sistema più denaro di quanto garantiscano”.

La scorsa settimana il Ft, del resto, ha scritto che Bridgewater sta scommettendo contro il debito corporate anche negli Usa a causa della valutazione dell’effetto-inflazione: il co-Chief Information Officier Greg Jensen sostiene che se la Federal Reserve cercasse seriamente di domare l’inflazione “potrebbe stringere” sui tassi “in modo molto forte”, come del resto ha già iniziato a fare “il che poi farebbe incrinare l’economia”. Questo porta Bridgewater a fare numerose puntate ribassiste su tutto lo spettro dell’economia.

L’Europa appare il target più prevedibile, in questa fase. Con un’economia anemica, l’inflazione in volo e una serie di mosse della Bce che rischiano di colpire i fondamentali reali senza ovviare all’aumento dei prezzi il timore di un ciclo ribassista è più che fondato. E attori come Dalio, indipendentemente dai proclami sulla volontà di trasformare palingenicamente l’economia, campano di queste fasi in cui possono, con sangue freddo, governare l’incertezza e sfruttare quella altrui. Da qui le puntate ribassiste compiute con forza, va sottolineato, in particolar modo contro due Paesi: perché la finanza, in fin dei conti, riferisce negli interessi profondi al Paese di riferimento. Sono sotto attacco di Bridgewater BNP ParibasVinciSchneider ElectricAir Liquide e TotalEnergies sono gli obiettivi in FranciaBayerMunich ReAllianzVonoviaInfineonDeutsche Borse e BASF in Germania, per un totale di dodici scommesse su diciotto.

Tutto questo in una fase in cui la Francia e la Germania sono maggiormente tentate da atteggiamenti autonomi dagli Stati Uniti sulla crisi ucraina e la difesa comune; mentre una delle aziende olandesi colpite, Asml, appare come la potenziale grande rivale dell’americana Intel nella partita europea dei semiconduttori. Un guanto di velluto appare concesso all’Italia: da un lato perché too big to fail nel contesto economico globale e intoccabile da una pericolosa speculazione di massa, dall’altro perché a Washington si è scelta la strategia di considerare l’Italia un territorio amico. Qualcosa di molto diverso, per quanto riguarda Dalio, rispetto al 2017, quando lo speculatore piazzò una dura scommessa contro il sistema-Paese  e molte blue chip come Generali ed Eni. Il vento è cambiato anche per la finanza Usa che, pur assaltando l’Europa per ricordare la primazia dei patron di oltre Atlantico, fa a suo modo politica. E il focus di Bridgewater contro Parigi e Berlino in una fase così complessa per l’economia europea è a suo modo un messaggio anche all’Italia, per un trattamento di favore che manda messaggi politici.

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