Il progetto Destiny e l’utopia della Tortuga caraibica dei bitcoin

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Una comunità sostanzialmente autonoma, con proprie leggi e propri regolamenti, e ovviamente autoregolata sul fronte del business: questo è il sogno del progetto Destiny in sviluppo nel piccolo Stato caraibico di Saint Kitts e Nevis e riguardante la possibilità di creare una vera e propria “zona economica speciale” per i bitcoin.

Destiny, Tortuga futura dei bitcoin?

Non è fantasia, ma è la volontà di trasformare in realtà di frontiera un’ambizione su cui puntano molti investitori libertari e diversi tecno-oligarchi americani e non solo: fare delle criptovalute non solo un fattore di emancipazione per finanza e business ma anche l’abilitatore strategico di un nuovo sistema sociale. Forse addirittura politico. I Caraibi, ieri roccaforte di pirati e bucanieri, come nuovo rifugio per le navi corsare della finanza cripto e tokenizzata. Le zone autonome come novelle isole di Tortuga con le proprie leggi. I piccoli Stati della regione offrono ciò che hanno: terra e norme favorevoli.

E così il magnate belga delle cripto Oliver Janssens ha ben pensato di impiantare questo progetto a Nevis, una delle isole del piccolo Stato, sfruttando la favorevole normativa locale promossa dal governo centrale di Basseterre, sito sull’isola di Saint Kitts, e rafforzata dall’autorità federale di Charlestown, capoluogo di Nevis.

Pochi mesi fa è stato approvato lo Special Sustainability Zones Authorisation Act, volto a attrarre investimenti come quello previsto da Janssens, che mira a piazzare un progetto da 50 milioni di dollari sull’iniziativa, garantendo anche delle prerogative legali autonome per la risoluzione delle controversie tra privati. Janssens ha promesso di attrarre miliardi di dollari di capitali.

Lo “Stato di rete” e il precedente dell’Honduras

“Il progetto Destiny includerà ville, ospedali, spazi verdi e piscine ed è dello studio di architettura e ingegneria statunitense Skidmore, Owings & Merrill, noto per progetti come il Burj Khalifa”, nota la Belgian News Agency. Tutto questo per portare in un’isola di 93 chilometri quadrati e meno di 15mila abitanti la tendenza con cui, scrive il Financial Times, “personaggi facoltosi del mondo della tecnologia e delle criptovalute cercano di stabilire i propri territori, più libertari , noti come movimento dello Stato di rete”. Premessa, per i critici, di un vero e proprio “Stato nello Stato”.

Emancipazione estrema e garanzia della libertà nella sua forma più pura per i teorici libertari ispirati da La rivolta di Atlante, la “Bibbia” dell’individualismo dell’uomo economico firmata quasi settant’anni fa da Ayn Rand.

Il caso più noto e anticipatore di Destiny è Prospera, la città delle criptovalute sviluppata dal governo dell’Honduras di Juan Orlando Hernandez, al potere dal 2014 al 2022, tramite una serie di leggi capaci di istituire le zone economiche esclusive favorevoli ai magnati del tech.

Prospera, in cui vivono e lavorano circa 2mila persone, è sostenuta da aziende del mondo cripto come Coinbase e da venture capitalist uniti nella società Pronomos Capital, tra cui spiccano Balaji Srinivasan, Peter Thiel e Marc Andreessen. Questi ultimi due sono nomi noti nella tecno-oligarchia americana vicina a Donald Trump, il primo è ex Cto di Coinbase e ha lavorato per lo stesso Andreessen.

Hernandez, Trump e i cripto-oligarchi

Trump, auto-definitosi crypto-president, ha un ruolo in questa vicenda perché l’1 dicembre scorso ha offerto la grazia a Hernandez, “padrino” di Prospera, condannato e estradato negli Usa dopo la fine del suo mandato per reati legati al narcotraffico e chiamato a scontare 45 anni di carcere.

Mentre gli Usa pressano i cartelli di narcotrafficanti e minacciano il Venezuela per il presunto ruolo di sostegno di Nicolas Maduro ai cartelli, Trump sceglie di scarcerare un ex capo di Stato condannato proprio per questa fattispecie. Una contraddizione, a prima vista. Un atto politico chiaro di sostegno alla tendenza libertaria di espansione delle tecno-oligarchie e del mondo cripto come estrema proiezione del modello capitalista Usa, guardando più in profondità. Le cripto, soprattutto le stablecoin, servono a Washington come frontiera di copertura del debito e come nuova “grande scommessa” per aumentare il ciclo del credito.

L’espansione dei magnati libertari nel Mar dei Caraibi ha una chiara matrice finanziaria e tecnologica americana. Vale per Prospera. Vale per Destiny. E vale anche per quei Paesi che in nome di qualche investimento concedono frammenti di sovranità all’euforia finanziaria.

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