Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE

La Cina ha allungato i suoi tentacoli sull’intero sud-est asiatico, e lo ha fatto giocando la carta della Nuova Via della Seta. Utilizzando come scusa la necessità di collegare mediante un adeguato sistema infrastrutturale i Paesi che hanno aderito al suo progetto economico-commerciale, Pechino ha avvolto la regione in una complessa rete ferroviaria. Il progetto prende il nome di Kumming-Singapore Railway. Si tratta di un reticolato di ferrovie, in parte in fase di implementazione e in parte in fase di costruzione, che dovrebbe collegare la Cina a Singapore consentendo al Dragone di toccare tutti gli Stati del sud-est asiatico continentale. In altre parole, il governo cinese ha intenzione di utilizzare Kumming come centro logistico per estendere la propria sfera d’influenza fino allo stretto di Malacca.

Kumming conta poco più di 6 milioni di abitanti. È una delle tante metropoli cinesi di “seconda fascia” che si è sviluppata negli ultimi decenni sulla scia del momento d’oro dell’economia nazionale. Sulla carta potrebbe sembrare una città pressoché irrilevante, lontana dai luoghi di potere e dagli scintillanti grattacieli di Shanghai. È invece proprio da qui che partiranno i tre percorsi principali che porteranno i treni provenienti dalla Cina fino a Singapore, transitando lungo le città più importanti del Vietnam, della Cambogia, del Laos, della Thailandia, del Myanmar e della Malesia.

Infografica di Alberto Bellotto

Una complessa rete ferroviaria

La ferrovia in questione è formata da tre percorsi madre e varie succursali; accanto alle cosiddette Eastern Route, Central Route e Western Route, troviamo infatti una serie di segmenti minori che servono a creare sbocchi verso le città più lontane dalle coste. La Eastern Route parte da Kumming e attraversa il Vietnam per poi collegarsi a Phnom Pehn, in Cambogia, e quindi a Bangkok, in Thailandia. La Central Route tocca le cinesi Yuxi e Mohan prima di tagliare il Laos fermandosi a Luang Phrabang e Vientiane; il percorso prosegue in Thailandia, con gli step Nong Khai e Bangkok. La Western Route, infine, passa per Dali e Ruili, in Cina, e tocca il Myanmar facendo tappa a Mandalay, Yangon e Dawei. Dalla capitale thailandese prende forma l’ultima lingua ferrata che attraversa la Malesia e termina la sua corsa nella città-Stato di Singapore.

Il piano di Pechino

Per quanto riguarda le ferrovie “secondarie”, la Cina vorrebbe avere uno sbocco sul Golfo di Thailandia: ecco perché da Phnom Penh e Bangkok partono due strade ferrate che si fermano a pochi passi dal mare. Sempre in Thailandia, accanto alla ruota centrale, ci sono almeno altri tre tragitti che offriranno ai treni la possibilità di avvicinarsi ai centri di Chiang Mai, Phitsanulok e Ubon Ratchathani.

Sia chiaro, quello appena spiegato è un progetto che esiste sulla carta visto che soltanto alcuni tratti ferroviari sono già stati costruiti mentre altri devono ancora essere progettati. Ci vorranno ancora anni prima di vedere l’opera concretizzata, ma nel frattempo si può già fare una considerazione. La Cina ha intenzione di penetrare nel sud-est asiatico in pianta stabile. Non solo per ottenere i vantaggi commerciali offerti dalla Nuova Via della Seta, ma anche e soprattutto per evitare che gli Stati Uniti possano prendere piede in quello che Pechino considera il suo cortile di casa.

Qual è il crocevia del mondo di domani?
È lì che vogliamo portarvi