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(Il Cairo)Da quando il parlamento giordano ha chiesto la revoca di un accordo del 2016 per l’importazione di gas naturale da Israele, ci si domanda con crescente insistenza se sarà l’Egitto a fornire alla Giordania il gas di cui questa ha bisogno. Il 26 marzo scorso, la maggioranza dei membri del parlamento giordano ha guidato una mozione per costringere la compagnia elettrica nazionale ad annullare l’accordo che dovrebbe entrare in vigore all’inizio dell’anno prossimo.

La mozione ha messo in imbarazzo re Abdullah II di Giordania, il cui governo ritiene che l’importazione di gas da fonti più vicine rappresenterebbe un gran risparmio economico. Ma i legislatori giordani affermano che i principi sono di gran lunga più importanti del denaro. “Il nostro governo ha deciso di acquistare gas da un paese che occupa le terre di altri popoli”, ha dichiarato il parlamentare giordano Tareq Khouri. “Pagheremmo miliardi di dollari a un paese che ruba le risorse naturali di un altro popolo, cioè il popolo palestinese”. La mozione è stata annunciata poche ore dopo la visita di Abdullah II alla capitale egiziana del Cairo, dove il re ha incontrato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il primo ministro iracheno Adel Abdel Mahdi. Il colloquio a tre verteva sulla cooperazione economica. L’Iraq si prepara a ricostruire le province nord-occidentali liberate dal controllo dello Stato Islamico (Isis) e ha stanziato decine di miliardi di dollari – in parte provenienti da donazioni della comunità internazionale – per compensare la distruzione di queste aree, avvenuta durante l’occupazione dell’Isis e la successiva guerra di liberazione. Anche l’Egitto e la Giordania vogliono partecipare al processo di ricostruzione.

Il Medio Oriente, nel frattempo, si prepara ad affrontare la situazione post-elettorale israeliana. Benjamin Netanyahu, che probabilmente formerà il nuovo governo, ha promesso di annettere la maggior parte della West Bank a Israele, cosa che metterebbe una pietra tombale sulla soluzione dei due stati e ucciderebbe il sogno dello stato palestinese. Gli osservatori politici della regione attendono, inoltre, che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sveli nei prossimi giorni il suo progetto per la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Negli ultimi mesi, il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner, si è recato diverse volte nella regione per guadagnare sostegno al progetto, noto come “l’affare del secolo”. Stando ai media, re Abdullah avrebbe chiesto all’amministrazione statunitense di non contare su di lui per far passare l’accordo previsto, cosa che taglierebbe fuori la Giordania da eventuali accordi futuri, ed è probabile che la revoca del contratto di importazione di gas da Israele la isolerebbe ulteriormente. Nel tentativo di fermare la mozione, il governo giordano ha rinviato il voto alla corte costituzionale per il verdetto finale.

La Giordania consuma circa 94 milioni di metri cubi di gas al giorno, il 15% dei quali arriva dall’Egitto attraverso il gasdotto tra i due paesi, mentre il resto proviene da mercati internazionali. Nel settembre 2016, la Giordania ha firmato con un consorzio israelo-statunitense un accordo del valore di dieci miliardi di dollari per la fornitura di circa 1.280.000.000 metri cubi di gas in 15 anni. Il gas israeliano dovrebbe cominciare a fluire in Giordania dall’inizio dell’anno prossimo, sempre che l’accordo rimanga in piedi.

Nel novembre dello scorso anno, la Giordania ha espresso la speranza di poter aumentare l’importazione dall’Egitto fino al 50% delle proprie necessità. L’Egitto ha ricominciato a erogare gas alla Giordania nel settembre dello scorso anno, a quasi otto anni dall’interruzione delle esportazioni nel regno hashemita, a causa degli attacchi al gasdotto che trasportava il gas egiziano nella penisola del Sinai, sia verso la Giordania che verso Israele. La ripresa delle esportazioni in Giordania fa parte di un progetto più ampio per far tornare il gas egiziano sui mercati internazionali, visto che questo popoloso stato arabo sta raggiungendo l’autosufficienza e l’eccedenza di produzione. L’Egitto, che consuma circa 169 milioni di metri cubi di gas al giorno, oggi produce all’incirca 198 milioni di metri cubi  al giorno e la produzione dovrebbe aumentare nei prossimi mesi, grazie alla scoperta di nuovi [pozzi].

“Il gas egiziano sarà meno costoso di quello che la Giordania acquista da altri Paesi”, ha detto l’economista giordano Khaled al-Zubaidi. “Prima della sospensione delle esportazioni, avvenuta nel 2011, l’Egitto forniva alla Giordania circa 7.100.000 m3 di gas al giorno”.