Testa a testa serrato tra Eni e Cina in un bando per la fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl) al Pakistan. A contendersi il canale privilegiato con Islamabad troviamo due colossi delle risorse naturali; per il governo italiano scende in campo Eni, la maggiore petrolifera su cui può contare Roma, mentre Pechino si affida a PetroChina, l’unità petrolifera d’oltremare del Dragone. I candidati in lizza sono in tutto quattro, perché in ballo ci sono anche altre due case di commercio, ovvero il ramo commerciale della compagnia azera Socar e la multinazionale olandese Trafigura. L’offerta è più che allettante, visto che il vincitore incasserà miliardi di dollari spalmati su più anni, una cifra che dovrebbe comunque rientrare tra i 5 e i 6 miliardi. Stando a quanto riportato da Reuters, l’oggetto del bando, aperto a giugno e chiuso lo scorso martedì, è la realizzazione di 240 cargo nel giro dei prossimi 10 anni.

Il Pakistan ha bisogno di gas

Il Pakistan, stando alle previsioni di molti analisti, avrà sempre più bisogno di gas e la domanda di questa risorsa naturale aumenterà esponenzialmente. Alcune stime parlano della mostruosa quantità di 25 milioni di tonnellate all’anno di Gnl. Insomma, l’occasione è di quelle da non farsi scappare ed Eni ha deciso di partecipare al bando. Le offerte tecniche dei soggetti sono già arrivate a destinazione, e attualmente sono sottoposte alla valutazione della società statale pakistana, Lng Limited. Reuters ha provato a chiedere chiarimenti agli attori coinvolti ma nessuno ha, per il momento, rilasciato dichiarazioni in merito. Le offerte commerciali, invece, partiranno dal prossimo 2 agosto, cioè lo stesso giorno in cui il Pakistan renderà noti i prezzi, che dovrebbero essere bassi per via di una campagna anti corruzione in atto nel paese.

L’ombra della Cina

La Cina, fra l’altro, è in ottimi rapporti commerciali con il Pakistan, visto che questo paese, nei piani di Pechino, dovrà essere attraversato da un corridoio economico capace di collegare l’entroterra cinese all’Oceano Indiano. Penetrare ulteriormente in Pakistan ottenendo la vittoria del bando, per il Dragone rappresenterebbe una sorta di scacco matto e la quasi certezza di avere il controllo assoluto dell’Asia centrale. Eni non parte sconfitta in precedenza, anche se dovrà vedersela con concorrenti agguerriti.

Un concorso miliardario

Il concorso indetto dalla Lng Limited è allettante in quanto l’ultima gara internazionale di un certo interesse risaliva all’ottobre 2016, quando l’Egitto mise sul piatto un contratto biennale per la richiesta di gas naturale. Intanto, in attesa di capire chi si aggiudicherà il bando pakistano, Islamabad ha già stilato il piano logistico del trasporto di Gnl; i carichi arriveranno al terminal Pakistan GasPort Consortium Ltd nel periodo intercorso tra il settembre 2019 e il marzo 2020. Dopo 5 anni dall’inizio del contratto, il soggetto vincitore e il Pakistan potranno revisionare i prezzi. Vale la pena ricordare che ora il principale fornitore del paese è il Qatar, con il quale sussiste un accordo di 3,75 milioni di tonnellate di gas liquefatto all’anno per 15 anni a partire dal 2016; ci sono poi altri accordi, tra cui un quinquennale con Gunvor e un quindicennale con Eni.